Incontro Obama-dalai lama. La dura reazione di Pechino

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Bruno Picozzi

DIPLOMAZIA. All’indomani dell’incontro tra il presidente Usa e la guida spirituale dei buddhisti tibetani la Cina convoca l’ambasciatore americano per protestare. E considera «seriamente danneggiati» i legami tra le due potenze.

E' di rabbia la reazione della Cina all’incontro tra il presidente statunitense Obama e il dalai lama, guida spirituale e politica del Tibet. Una chiacchierata di 45 minuti scarsi, non nella sala ovale ritualmente destinata ai grandi affari diplomatici e comunque lontano dai flash dei reporter. Ma tanto è bastato al governo di Pechino per convocare l’ambasciatore Usa e inoltrare una formale quanto vivace protesta.

Pechino avverte Barack Obama. «No alla visita del dalai lama»

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Paolo Tosatti

DIPLOMAZIA. Duro intervento del portavoce del ministro degli Esteri, Ma Zhaoxu: «Gli Usa devono comprendere la delicatezza del problema del Tibet e rispettare il loro impegno a riconoscere questa regione come parte della Cina».

«Ci opponiamo con fermezza alla visita del dalai lama negli Stati Uniti e a ogni tipo di contatto tra lui e i leader di Washington». Torna alla carica Pechino sull’incontro tra Barack Obama e il leader spirituale tibetano.

Usa-Cina, tensione alle stelle. Duro scontro su Tibet e Taiwan

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Paolo Tosatti

GEOPOLITICA. Preoccupata per il prossimo viaggio del Dalai Lama negli Stati Uniti, Pechino minaccia Washington, che replica confermando l’incontro tra Obama e il leader tibetano. Attriti anche per l’annunicata vendita di armi americane a Taipei.

Prima lo scontro sul caso Google, ora nuove tensioni a causa di Taiwan e del Tibet. Continua a soffiare un vento gelido sulle relazioni diplomatiche tra Washington e Pechino, una corrente d’aria che sembra allontanare sempre più la possibilità, da alcuni invocata, da altri temuta, di un G2, un’intesa tra i due colossi per una governance politico-economica globale.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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