Carceri, un girone infernale

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Dina Galano (Inserto domenicale)

SOCIETA'. La situazione dei penitenziari italiani è insostenibile tra sovraffollamento e mancanza di elementari norme igieniche. I detenuti sono in rivolta anche per appoggiare l’azione di denuncia di Marco Pannella. Mercoledì scorso cento direttori di altrettanti istituti di pena si sono dati appuntamento vestiti a lutto all’ingresso del ministero della Funzione pubblica di Renato Brunetta. Non hanno la carta igienica, i dentifrici e i materassi per i loro detenuti. Ma neanche un contratto di categoria che li riguardi. Come ogni anno, la protesta esplode nel periodo in cui le condizioni di detenzione sono insopportabili

D'ora in poi, una volta entrati si butta via la chiave. Non molto tempo fa si guardava al carcere italiano come a “un sistema a porte girevoli”, dove si scontano pene brevi o custodie cautelari, dunque si esce, per poi rientrare altrettanto rapidamente per recidiva e per mancanza di alternative all’esterno. Il 30 per cento degli ingressi torna in libertà dopo tre giorni.

Ionta contro tutti

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Dina Galano

GIUSTIZIA. Il capo dell’amministrazione penitenziaria difende il ddl sulla detenzione domiciliare e attacca i volontari: «Deluso da questo atteggiamento per cui non va mai bene niente». Ma il suo vice lo smentisce.

Se metti quattro conigli in gabbia, poi otto, poi sedici, cosa accade? Mutano i loro comportamenti e diventano tutti cannibali. Con questa metafora, il capo dell’amministrazione penitenziaria (Dap) Franco Ionta, intervenendo al convegno organizzato dall’associazione Antigone nel carcere romano di Rebibbia, ha espresso sensibilità e intenzioni di chi è anche plenipotenziario per l’emergenza carceraria. Occorre costruire nuovi edifici, è il punto.

Dieci suicidi nel 2010. E il Dap corre ai ripari

Dina Galano

CARCERE. Superata la soglia dei 66mila reclusi. Aperto un tavolo con le organizzazioni. Coinvolti i volontari.

Due in un solo giorno. Aumenta così drammaticamente il bilancio dei suicidi verificatisi negli istituti di pena: dall’inizio dell’anno se ne contano dieci, con un andamento ancora più ritmato rispetto ai livelli, già da record, toccati nel 2009. I due detenuti si sono tolti la vita a poco tempo dalla carcerazione. Il primo, un cittadino tunisino, nel penitenziario di Padova. A poche ora di distanza, un italiano nell’istituto marchigiano di Fermo.
 

Carceri senza regole

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Giacomo Russo Spena

GIUSTIZIA. Mentre gli istituti scoppiano, il capo del Dap, Franco Ionta, ha chiesto al ministro Alfano poteri speciali per l’edilizia penitenziaria. Così da affidare senza gare d’appalto i lavori per i 24 nuovi istituti e secretando i nomi delle ditte scelte

Bertolaso ha fatto scuola. Così Franco Ionta, capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e commissario straordinario per l’edilizia carceraria, ha preso carta e penna e con una lettera ha chiesto al ministro della Giustizia Angelino Alfano “mano libera” per l’ingresso di impreditori nel suo piano carceri. Una missiva, insomma, per chiedere poteri speciali da “commissario delegato”, sul modello del potentissimo capo della Protezione Civile.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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