Cameron parla, ma il suo vice non lo ascolta

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Emanuele Giordana

LONDRA vs BRUXELLES. Dopo il no sull’accordo di bilancio siglato da 26 Paesi tranne la Gran Bretagna, il premier britannico David Cameron difende la sua scelta. Che non piace agli alleati. «Siamo nella Ue e ci resteremo - ha detto il primo ministro in parlamento - ma quell’accordo non si poteva firmare».

Nel pomeriggio di ieri, il discorso al parlamento di David Cameron, il premier britannico nell’occhio del ciclone dopo il “veto” del Regno unito all’accordo in sede Ue sottoscritto da 26 Paesi sulle politiche di bilancio, era stato preceduto da un’indiscrezione: la Bbc, citando “fonti” di Downing Street, la sede del primo ministro, aveva fatto sapere che il governo britannico intendeva impegnarsi a intessere un «rapporto costruttivo» con l’Unione Europea.

Pugno duro di Cameron. La furia si sposta a Nord

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Diego Carmignani

REGNO UNITO. Londra blindata e 1.200 arresti in totale. Le violenze danno tregua alla capitale, ma continuano nelle altre città. A Birmingham, tre persone investite e uccise durante i saccheggi.

La prima vittima degli scontri di Londra non è stata la goccia capace di far traboccare il vaso. La notte tra martedì e mercoledì è trascorsa tranquilla. Sempre se vogliamo considerare location tranquilla una metropoli  blindata, deserta, con i negozi serrati e 16mila poliziotti impegnati a presidiarla.

Il Regno Unito brucia. Prima vittima a Londra

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Diego Carmignani

RIVOLTA. La protesta dilaga in tutte le città del Paese e in ogni quartiere della capitale. Morto il 26enne ferito lunedì a Croydon. Sedicimila agenti e 650 arresti in uno scenario apocalittico.

E' della settimana scorsa l’annuncio ufficiale: “London calling” è stata scelta come inno ufficiale dei Giochi olimpici del 2012. Un’idea bizzarra quella di affidare il messaggio decoubertiniano al manifesto punk-rock anni ‘80 dei Clash, che raccontava di scenari urbani apocalittici, disastri, guerriglie e nuove ere a venire, in buona sostanza post-capitaliste.

Cameron va all’attacco. Murdoch testa la difesa

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Pierpaolo De Lauro

GRAN BRETAGNA. Il premier alla Camera dei Comuni ammette gli errori e annuncia una commissione d’inchiesta sullo scandalo. Per il magnate aumentano le ombre sulle attività di News Corporation.

«Ho sbagliato ad assumere Coulson». David Cameron non usa giri di parole nel suo discorso al Parlamento. La collaborazione dell’ex direttore di News of the world come portavoce è stata un passo falso che poteva costare caro, e il premier prova a chiudere la vicenda definendola «un errore». Quella di ieri è stata l’ennesima giornata di fuoco per lo scandalo intercettazioni.

Mentre il gigante vacilla Cameron rischia il posto

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Pierpaolo De Lauro

INGHILTERRA. Dopo le dimissioni dei vertici di Scotland Yard c’è attesa per le audizioni in Parlamento di Rebekah Brooks e James Murdoch. Intanto l’attenzione è sui rapporti del premier col magnate.

Non sono servite le scuse a mezzo stampa, i cambi al vertice né l’intervento diretto di Rupert Murdoch. Lo scandalo delle intercettazioni illegali in Inghilterra sta assumendo dimensioni preoccupanti e rischia di coinvolgere non solo l’intera società del magnate australiano ma anche il premier David Cameron.

Ecoenergia, il Regno Unito prepara la grande rivoluzione

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Diego Carmignani

TECNOLOGIE. Il mix energetico britannico mira ad un 30% da fonti rinnovabili entro 10 anni. La chiave è lo sfruttamento della potenza delle maree. Il ministro per il Clima Barker ha elencato tutti gli enormi benefici degli investimenti annunciati.

I clamorosi passi indietro del nostro governo sul fronte delle energie rinnovabili, al di là delle ragioni di natura politica ed ambientale, possono essere giudicati semplicemente dal raffronto con quello che sta avvenendo negli altri grandi Paesi europei, capaci di mettere in piedi politiche energetiche sostenibili e convenienti, aderenti alla realtà (ambientale, geografica, economica) della nazione del caso.

L’Inghilterra bacchetta la Russia: salvate le balene

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Susan Dabbous

IL CASO L’isola russa di Sakhalin è un paradiso terrestre minacciato da nuove trivellazioni. Il governo britannico manda una lettera, firmata da altri 11 Paesi, al ministero dell’Ambiente per ritardare le operazioni

 

Economia con la G

Paolo Tosatti

SUMMIT Accordi sugli obiettivi ma non sulla strada da percorrere per raggiungerli. Il doppio vertice canadese si chiude con molte divisioni

Tutti d’accordo sugli obiettivi, nessuna intesa sulla strada per raggiungerli. Alla fine del doppio vertice in Canada i Grandi del pianeta hanno sottolineato che «la ripresa prende piede», che l’economia mondiale è arrivata a un «crocevia», che la «speranza e l’ottimismo» che iniziano a vedersi devono essere sfruttati per costruire società «più eque, partecipate e sostenibili in tutto il mondo».

Clegg e Cameron presentano il programma di coalizione

Alessio Postiglione

GRAN BRETAGNA. Il duo illustra al Paese la mediazione raggiunta tra gli sherpa. Tagli a welfare e salari pubblici, privatizzate in parte le poste. Fermo il nucleare militare, soldi ai cittadini per la differenziata.

Il perfetto mix di liberalismo e conservatorismo, fra big society e big citizen, cioè fra società e cittadino. Così David Cameron, leader dei Conservatori e primo ministro britannico, e Nick Clegg, il suo vice, presidente dei Liberal Democratici, hanno presentato ieri a Londra il nuovo programma di governo della coalizione Lib-Tory. 34 pagine per 27 capitoli di settore, opera degli sherpa Oliver Letwin e Danny Alexander.

Primo giorno di lavoro per la coalizione Cameron-Clegg

Vincenzo Sassu da Londra

GRAN BRETAGNA. Il neopremier conservatore forma il gabinetto. Oltre a Clegg vicepremier, il 38enne Osborne alle Finanze e l’euroscettico Huge agli Esteri. È la crisi economica il primo problema da affrontare.

Non chiederti cosa il tuo Paese può fare per te, bensì quello che tu puoi fare per il tuo Paese». Il famoso slogan di Kennedy ora appartiene anche a David Cameron, che ha ricevuto, ieri, dalla regina Elisabetta l’incarico di formare il nuovo governo, diventando il 52mo primo ministro della storia britannica e, con i suoi 43 anni, il più giovane dal 1812.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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