Sì della Camera “contro” il testamento biologico

Federico Tulli

SALUTE. Il discusso Ddl sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento approvato dall’Aula dopo una estenuante votazione. Dure critiche dei laici: una legge che impedisce l’autodeterminazione.

Superato lo scoglio dell’articolo 3 il via libera della Camera al disegno di legge sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento è stato solo una questione di tempo. Il giro di boa è avvenuto durante la seduta antimeridiana di ieri, quando l’Aula ha approvato con scrutinio segreto il comma che rappresenta il fulcro della legge.

«Muoiono le indagini»

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Manuela Caserta

INTERVISTA. Luca Palamara, presidente dell’Anm: «Il ddl sulle intercettazioni renderà più difficile la lotta al crimine. Chi indaga lo farà con strumenti spuntati. E la burocrazia farà saltare gli uffici giudiziari».

Cronaca di un ddl nato sotto un governo di sinistra, dal Ministro più di Grazia che di Giustizia Clemente Mastella. Un Disegno di Legge, più volte manipolato durante il suo iter burocratico e legislativo che dalla commissione giustizia, alla camera e ritorno lo ha reso forse più accettabile o  più indecente, dipende dai punti di vista.

La resa di Berlusconi

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Aldo Garzia

INTERCETTAZIONI. «Cambiamola, emendiamola, rivediamola, ma approviamola: è nell’interesse di tutti, altro che casta». Sul ddl più discusso il Cavaliere viene a patti con la realtà. Facendo i conti con i finiani.

«Cambiamola, emendiamola, rivediamola, ma approviamola: è nell’interesse di tutti, altro che casta». Questo tono di Berlusconi sarebbe stato impensabile fino a qualche giorno fa, quando il premier aveva impugnato il diktat: o intercettazioni subito o elezioni. Qualche volta anche lui deve venire a patti con la realtà. Ma non è detto che nei prossimi giorni torni a scalciare.

Il Pdl lancia la volata

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Dina Galano

INTERCETTAZIONI. Il disegno di legge, da venerdì alla Camera, potrebbe iniziare l’iter dalla prossima settimana. Il governo ora spinge sull’acceleratore. Ma Fini rassicura l’opposizione: «Tempi e procedure saranno rispettati».

Il vero nemico, ora, è il tempo. Per la maggioranza è fondamentale riuscire ad approvare il disegno di legge sulle intercettazioni entro l’estate. Lo ha intimato il premier Berlusconi, lo confermano i portavoce del Pdl ogni giorno utile. Dilazionare oltre, infatti, significherebbe concedere spazi pericolosi all’opposizione, il cui «ostruzionismo», come è tornato a sostenere il Guardasigilli Alfano, «ha giustificato l’apposizione della fiducia» al Senato.

Prove d’intercettazione

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Dina Galano

RIFORME. Maggioranza e governo si incontrano a porte chiuse alla ricerca della strategia che garantirà al ddl un’approvazione serena. Martedì la Commissione voterà gli ultimi due emendamenti lasciati in sospeso.

Meglio chiarire ora che ritrovarsi spiacevoli sorprese in Aula. Il consiglio proviene dal deputato Pdl Italo Bocchino che, all’indomani dello scontro tra il presidente della Camera e quello del Senato, ha preferito stemperare i toni. Il ddl Alfano sulle intercettazioni merita dunque un supplemento di esame in Commissione, da cui ieri è uscita la versione quasi definitiva del testo. Sono stati infatti respinti tutti gli emendamenti presentati dall’opposizione e confermati nove degli undici proposti dalla maggioranza.
 

Sul filo della fiducia

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Dina Galano

INTERCETTAZIONI. Licenziato dalla commissione Giustizia, il disegno di legge arriverà in Aula lunedì prossimo. Tra ripensamenti e ultime revisioni, la prospettiva che il governo blindi il voto si fa sempre più realistica.

A Palazzo la maggioranza ora cerca una mediazione. Almeno apparentemente, perché si fa sempre più verosimile l’ipotesi che sul controverso e osteggiatissimo disegno di legge intercettazioni verrà poi posta la fiducia parlamentare. Anche la presidente dei senatori Pd Angela Finocchiaro non ha nascosto questo timore: «Il testo della Commissione è carta straccia - ha palesato ieri -. Il governo ha annunciato delle modifiche, ma non sappiamo quali. Io penso che porrà la fiducia in Aula l’8 giugno».
 

Quanta ipocrisia sul ddl “Svuota carceri”

Alessandro Gerardi (membro del Comitato radicale per la Giustizia Piero Calamandrei)

COMMENTI. Dopo una dura battaglia dei Radicali il ministro Alfano ha presentato un disegno di legge per l’esecuzione domiciliare delle pene detentive inferiori a un anno. Contro il quale si è scatenato il fuoco incrociato di Lega, Idv e Pd.

In Italia, tra i detenuti che stanno scontando una condanna definitiva, il 32,4% ha un residuo pena inferiore ad un anno, addirittura il 64,9% inferiore a tre anni, soglia che rappresenta il limite di pena per l’accesso alle misure alternative della semilibertà e dell’affidamento in prova al servizio sociale.

Arriva il ddl stabilizza precari

Carmelo Di Gesaro

SICILIA. Si discute oggi il provvedimento collegato alla finanziaria per l’assunzione dei lavoratori del Ciapi.

Dopo l’approvazione della finanziaria regionale, gli ex corsisti del Ciapi, il Centro interaziendale addestramento professionale integrato, e altri 2600 precari, sono al centro di uno scontro politico tra Mpa ed Udc. Sono 417 persone che da diversi anni aspettano una stabilizzazione del loro posto di lavoro a spese della Regione Sicilia.

La piazza contro il ddl

Alessandro De Pascale

INTERCETTAZIONI. Giornalisti, editori, opposizione, Popolo viola e Cgil hanno manifestato ieri contro il provvedimento voluto dal governo. La Fnsi è pronta a ricorrere in sede europea in caso di approvazione.

La legge sulle intercettazioni potrebbe arrivare in aula al Senato entro dieci giorni. Per ora resta in commissione Giustizia, sempre a Palazzo Madama. Ieri mattina la manifestazione indetta dalla Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi) contro questa norma che mette il bavaglio all’informazione e porta verso la censura. I giornalisti, gli editori, l’opposizione, il Popolo viola e la Cgil sono scesi in strada a Piazza Navona proprio davanti al Senato.

Silenzio sull’ambiente

Dina Galano

INTERVISTA. Il ddl sulle intercettazioni, ora all’esame della commissione Giustizia del Senato, penalizzerà anche la lotta alle ecomafie. La denuncia del procuratore capo di Civitavecchia, Gianfranco Amendola.

Così non potremo mai combattere l’ecomafia». Pochi strumenti e un solo delitto per la tutela dell’ambiente, quello che punisce il traffico illecito dei rifiuti.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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