debiti

Il tedesco e il buco nella diga

Luca Bonaccorsi
GRECIA. Chi spinge, a livello istituzionale, politico o mediatico verso l’inevitabile fallimento del governo di Atene fa più o meno il lavoro dei sabotatori che vanno nottetempo a fare buchi nelle dighe.

A qualcuno comincerà ad apparire bizzarra l’attenzione con cui Terra segue la crisi del debito greco. Il motivo è presto detto: chi spinge, a livello istituzionale, politico o mediatico verso l’inevitabile fallimento del governo di Atene fa più o meno il lavoro dei sabotatori che vanno nottetempo a fare buchi nelle dighe. Basta un foro, anche piccolo.

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Due anni di ghiaccio bollente

Carlo Freboudze
L'ANALISI. La causa principale della crisi islandese è stata l’esagerata dimensione dell’attivo e passivo bancario rispetto alla modesta dimensione dell’economia nazionale e alla capacità dell’istituto centrale di Reykjavik.

Illiquide  o insolventi? Tutte le banche sono soggette al rischio di liquidità, il che non significa rischio di insolvenza. Le banche raccolgono denaro a breve termine e lo investono (o prestano) a lungo termine. Anche se il valore dell’attivo supera quello del passivo, l’improvviso ritiro di finanziamenti e depositi ricevuti a breve termine mette una banca in grave difficoltà.

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Premier League al verde Club vicini al fallimento

Alessio Nannini
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FINANZA. Il torneo inglese è il più affascinante e il più indebitato. Gli incassi per i diritti tv non favoriscono i club e aggravano i bilanci. E vincere non basta, come dimostra lo United.

Che qualcosa non tornasse nei conti delle squadre militanti in Premier League era cosa chiara da tempo. Tanti i giocatori di qualità presenti nel massimo campionato inglese, tanti anche gli allenatori e i collaboratori di primissimo livello, che negli anni hanno attraversato la Manica per ingrossare il conto in banca.

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Fondi che non servono a nulla

Emanuele Bompan
FONDI Antonio Tricarico, coordinatore della Campagna per la riforma della Banca centrale: «Destinare soldi per le infrastrutture nei Paesi in via di sviluppo spesso crea solo danni ambientali e incremento del debito».

La banca mondiale prende atto del riscaldamento globale e lancia l’allarme per i Paesi in via di sviluppo in cui i cambiamenti climatici potrebbero arrivare a costare 475 miliardi di dollari l’anno. Il rapporto sui costi del cambiamento climatico è forse uno dei pochi risultati positivi che potrebbe giungere dal vertice di Banca mondiale e Fondo monetario internazionale iniziato sabato scorso a Istanbul.

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Ecco chi ha fatto i debiti. E li paghiamo noi

Simonetta Lombardo
CLIMA COPENAGHEN Edison, Enel,Eni,Saras e Tirreno Power. Sono le cinque aziende che, sforando i limiti delle emissioni, devono correre ai ripari. Ma il governo pensa un aiuto con i nostri soldi.

Ottocentomila euro di multe europee per l’Italia che non rispetta i limiti di emissione? Errore e, soprattutto, voluta disinformazione. Si tratta di soldi che una parte del sistema industriale deve destinare al pagamento dei crediti di emissione. In altre parole, denaro che va a comprare “licenze” di emissione di gas serra presso le industrie, italiane o europee, che hanno diminuito oltre i tetti fissati per legge il loro consumo di energia e quindi la produzione di anidride carbonica.

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Aumentano le insolvenze

Giuliano Rosciarelli
DEBITI Per Unioncamere nel primo semestre è salito l’ammontare di pagamenti disattesi, per un totale di 2,2 miliardi di euro. Roma e Milano le capitali del “bidone”.

Truffe, bidoni, assegni cabriolet. Chiamateli come vi pare tanto il senso è lo stesso: diminuiscono i soldi, aumentano i problemi. Secondo un’indagine di Unioncamere, effettuata in base al numero dei protesti rilevati nelle province del nostro Paese, in Italia nel primo semestre del 2009 sono aumentate le insolvenze. Di conseguenza, al ritorno dalle ferie, molte famiglie si troveranno davanti al problema degli impegni che non vengono onorati.
 

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Morire di malasanità all’ombra della criminalità organizzata

Peppe Ruggiero
CAMPANIA Strutture fatiscenti con prestazioni scarse e mal distribuite. Un miliardo di debiti accumulati negli ultimi tre anni. L’ultimo caso drammatico in provincia di Napoli. L’inchiesta della magistratura. Le ragioni del commissariamento.

Febbre alta e macchie su tutto il corpo. Ricovero presso l’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Giuseppe Di Girolamo, 27enne di ritorno da una vacanza in Brasile, viene tenuto in osservazione per alcune ore. Calata la temperatura il giovane viene dimesso. Tornato a casa, le condizioni peggiorano e il giovane ritorna in ospedale privo di sensi. Muore dopo poche ore. Ancora sconosciuta la causa. Forse meningite o virus esotico.
 

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Chi è l’Umberto Bossi oggi “padrone” del Nord

Mario Guarino
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PROFILO Un inedito ritratto dell’uomo che da dodici anni condiziona le politiche del nostro Paese. Tra balle, laurea fasulla, debiti, nozze e fallimenti nasce la sua Lega.

Che Silvio Berlusconi e Umberto Bossi formino ormai una “coppia di ferro” non ci sono più dubbi. Dal 1996, i due hanno stipulato una sorta di ferreo patto personale-politico. A ogni tornata elettorale, il sodalizio è premiato da milioni di elettori.

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Belpaese strangolato dai debiti. «Una moratoria per le famiglie»

Dina Galano
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ECONOMIA L’Associazione di artigiani e piccole imprese di Mestre pubblica i dati sui prestiti richiesti dagli italiani. Il Paese è in crisi: dal 2002, anno di introduzione dell’euro, al 2008 l’aumento complessivo è quasi raddoppiato.

La crisi finanziaria ha avuto le sue cause ma il riflesso sull’economia reale, che ha messo in ginocchio migliaia di famiglie nel mondo, ha avuto il suo antecedente in un indebitamento indiscriminato. All’inizio i mutui truccati, poi un intero stile di vita, fatto di acquisti immobiliari, macchine nuove, prestiti per la televisione hitech o per il pagamento della vacanza, magari all’estero, è stato riconosciuto come motivo dell’aggravamento delle difficoltà economiche.
 

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L’Argentina nel pallone, il campionato rischia lo stop

Lorenzo Maria Ticci
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ARGENTINA Squadre indebitate, pur avendo il bilancio in attivo, almeno in teoria. È la logica della finanza: dove i soldi non sono di carta ma esistono solo sulla carta. Il fisco di Buenos Aires reclama infatti 50 milioni di euro dal football. «L’Argentina senza calcio è un dramma», commenta Diego Armando Maradona, diventato commissario tecnico della nazionale. Si spera nei diritti televisivi per dare il via alle prime partite in calendario il 14 agosto, altrimenti niente “pelota”.

«Un giorno la porta si è ristretta». Così Osvaldo Soriano, in gioventù centravanti mancino del Confluencia e poi scrittore argentino di successo, rispondeva a chi gli chiedesse come mai avesse smesso di giocare. Poche penne hanno saputo raccontare la magia del calcio come Osvaldo Soriano. Non è un caso che fosse argentino.

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