Maggioranza nel caos. La Lega: no al decreto

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Alessandro De Pascale

RIFIUTI. Il Carroccio si oppone al trasferimento dell’immondizia campana in altre regioni, nonostante il Consiglio di Stato. Il Pdl prova a rinviare il testo in Commissione ma la Camera respinge.

Scontro nella maggioranza sul decreto rifiuti, arrivato ieri alla Camera. Come prevedibile la Lega si è messa di traverso, annunciando, che tranne clamorosi dietrofront, voterà contro il provvedimento. Del resto le divisioni erano evidenti già tra i nove membri della commissione Ambiente. Infatti il Carroccio non ne vuole sapere di adeguare il decreto alla decisione presa lunedì dal Consiglio di Stato che ha ribaltato la precedente ordinanza del Tar Lazio sul trasferimento automatico dei rifiuti in altre Regioni.

Rifiuti, Milano aiuterà Napoli

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Anna Pellizzone (Terra Milano)

IL CASO. La giunta apre alla possibilità di smaltire in Lombardia parte della spazzatura partenopea. Ma va cambiato il decreto del governo.

Milano tende una mano a Napoli e dà la propria disponibilità ad inviare nel capoluogo campano sette compattatori. Ma la nuova Giunta, come anticipato nei giorni scorsi dall’assessore all’Ambiente Pierfrancesco Maran, si spinge oltre all’invio di macchinari per la raccolta e la riduzione del volume dei rifiuti e apre anche sulla possibilità di smaltire direttamente sul territorio milanese una parte della spazzatura partenopea.

Tutti contro il decreto imposto dalla Lega Nord

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Giorgio Mottola

RIFIUTI. Solo la Liguria finora si è dichiarata disponibile ad accogliere la spazzatura campana: 14 Regioni firmano un documento che boccia il provvedimento approvato dal governo giovedì.

Napolitano lo aveva detto. «Il decreto non è risolutivo», ammonì dopo aver firmato il provvedimento del governo sui rifiuti campani. La Lega però non era disponibile a concedere oltre e Berlusconi dovette adeguarsi. A distanza di appena tre giorni dall’entrata in vigore, il decreto fa davvero acqua da tutte le aprti. Finora solo la Liguria ha annunciato la disponibilità ad accogliere l’immondizia napoletana.

Rifiuti, la delusione di una città

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Francesco Servino (Terra Napoli)

REAZIONI. De Magistris boccia il decreto varato dal Consiglio dei ministri: zero risorse e si rimanda tutto ad accordi tra Regioni.

Un decreto sui rifiuti deludente e pilatesco: così lo definisce de Magistris, che si aspettava dal governo le risorse necessarie ad attuare il ciclo di gestione virtuoso che ha in mente. I tre articoli approvati dal Consiglio dei Ministri, su proposta del presidente Berlusconi e del ministro Prestigiacomo, prevedono lo smaltimento fuori dalla Campania dei rifiuti tritovagliati, prioritariamente nelle regioni limitrofe, in attuazione del principio comunitario della prossimità e con il nulla osta della Regione di destinazione.

Napolitano: «Il decreto rifiuti non risolverà»

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Vincenzo Mulè

RIFIUTI. «Non appare rispondente alle attese e tantomeno risolutivo» è il duro giudizio del Capo dello Stato sulle misure salva-Napoli. Alessandro Bratti (Pd): «Favorisce solo i privati».

Il decreto legge sui rifiuti emanato giovedì dal governo ha avuto il via libera da parte del Capo dello Stato. In una nota del Quirinale, però, si legge che il testo «non appare rispondente alle attese e tantomeno risolutivo». Il Capo dello Stato auspica che il Governo «adotti ogni ulteriore intervento necessario per assicurare l’effettivo superamento di una emergenza di rilevanza nazionale attraverso una piena responsabilizzazione di tutte le istituzioni insieme con le autorità locali della Campania».

Polemiche in attesa del decreto

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Francesco Servino (Terra Napoli)

RIFIUTI. Molte zone della città sono pulite, ma in provincia si soffre. Il sindaco torna ad attaccare il governo. Oggi il Consiglio dei Ministri.

Nelle ultime settimane l’attenzione della stampa si è focalizzata principalmente sulla crisi dei rifiuti a Napoli, ma in provincia la situazione è tutt’altro che delle migliori: sotto accusa dei movimenti civici e ambientalisti è finito il sindaco di Castellammare, Luigi Bobbio, reo con «la sua inefficienza e il suo immobilismo intollerabili» di non riuscire a fare fronte all’emergenza nella città stabiese.

Maggioranza divisa anche su Napolitano

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Aldo Garzia

RIFIUTI. I leghisti Zaia e Calderoli, contro l’opinione dei parlamentari Pdl campani, fanno spallucce di fronte al richiamo del capo dello Stato affinchè il governo emani un decreto per Napoli.

Se Napoli forse non vivrà le drammatiche giornate dell’agosto 1973 (l’epidemia di colera), alla fine dovrà ringraziare il cittadino di origini napoletane più insigne: Giorgio Napolitano. È stato infatti il capo dello Stato a lanciare un appello affinché il governo non lasci marcire i rifiuti nelle strade. Napolitano ha segnalato come sia stato un errore la mancata approvazione da parte di ben due riunioni del Consiglio dei ministri di un intervento «indispensabile e urgente».

Il popolo del sole torna in piazza contro Romani

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Giuliano Rosciarelli

RINNOVABILI. In tanti hanno manifestato davanti a Montecitorio contro il decreto del governo. Tante le critiche. Per Sos Rinnovabili «favorisce le speculazioni e monopolizza il settore».

«La firma ci sarà comunque». Di fronte al “me ne frego” del ministro allo Sviluppo economico Paolo Romani e all’annuncio, nonostante  tutto, della firma in calce al provvedimento sulle rinnovabili  il “popolo del sole” non si è fermato e ieri ha fatto sentire ancora una volta la sua voce.

Decreto rinnovabili. Romani: «Oggi la firma»

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Giuliano Rosciarelli

ENERGIA. Per il ministro dello Sviluppo economico, il parere negativo della Conferenza Stato- Regioni «non è vincolante». In mattinata sit-in di protesta davanti Montecitorio con i Verdi.

La firma del decreto sulle rinnovabili è prevista per oggi. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, al termine di un convegno a porte chiuse organizzato dal Workshop Ambrosetti. Il ministro ha poi aggiunto che il parere negativo arrivato ieri nella Conferenza Stato-Regioni non è vincolante. Poche ore prima, infatti, le Regioni avevano il decreto sugli incentivi al settore fotovoltaico. Nessun passo avanti quindi è stato ieri rispetto ad una settimana fa, quando proprio i governatori chiesero un rinvio per esaminare più a fondo il decreto.

Rinnovabili in agonia. Il decreto ancora non c’è

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Diego Carmignani

ENERGIA. Il governo diviso prende tempo sul nuovo sistema di incentivi. Addetti ai lavori e ambientalisti intanto rifanno i conti: l’energia pulita è economica e vantaggiosa per gli italiani.
 

Pubblicato lo scorso 28 marzo in Gazzetta il contestatissimo decreto Rinnovabili (o decreto Romani) relativo alla promozione dell’uso dell’energia da fonti pulite, l’attesa di tutti gli addetti ai lavori è per il decreto attuativo con cui il ministro dello Sviluppo economico, scaduti i 15 giorni promessi per metterlo a punto, determinerà il Quarto conto energia, ovvero le regole dei nuovi incentivi per il fotovoltaico.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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