Il governo attacca anche il voto sull’acqua

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Dina Galano

REFERENDUM. «L’approfondimento legislativo» proposto dal ministro Romani incassa le reazioni feroci dei Comitati per l’acqua bene comune. Da tutta l’opposizione critiche al «furto di democrazia».

L’ultima spallata del ministro dello Sviluppo economico Romani non ha spostato di un palmo la determinazione dei Comitati referendari contro nucleare e per l’acqua pubblica. Il 12 e 13 giugno si va a votare, «Non ci provate, giù le mani dai referendum!», ripetono convinti che «un grande movimento che non permetterà alcuno scippo dell’acqua e della democrazia».

«L’abrogazione dell’Aula varrà per cinque anni»

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Dina Galano

INTERVISTA. Dietro l’iniziativa governativa «la truffa per far mancare il quorum». Ma se le leggi saranno cancellate dal Parlamento, gli effetti dureranno per un quinquennio. Parla Valerio Calzolaio.

«Decenni di dottrina e di studi di diritto costituzionale affermano che  l’eventuale abrogazione da parte del Parlamento delle norme su cui si chiede un referendum produce effetti giuridici per almeno cinque anni». L’intervento del ministro Romani e della maggioranza su nucleare e acqua pubblica, insomma, «è truffaldino».

Adesioni record per l’acqua

Rossella Anitori

REFERENDUM Oltre un milione di firme raccolte dal comitato promotore contro la privatizzazione delle risorse idriche. «Un risultato che segna un passo importante nella storia della partecipazione del Paese»

 

L’acqua, bene locale

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Diego Carmignani

DIRITTI. Il decreto Ronchi esclude la possibilità di identificare, negli statuti comunali, la risorsa idrica come priva di rilevanza economica. Amministrazioni di Nord e Sud, di destra e sinistra, unite per il referendum.

Oggi a Roma si scende in piazza per rivendicare il diritto alla risorsa più essenziale. Contemporaneamente, nella stessa città, manifesta la parte politica attualmente al Governo, quella che il 19 novembre scorso 2009 ha votato a favore della legge Ronchi, che privatizza ufficialmente l’acqua d’Italia.

Difendiamo l’acqua pubblica

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Sara Picardo

INIZIATIVE. Il 20 marzo il Forum dei comitati e numerose associazioni manifestano contro il decreto Ronchi.

«Se è vero che con il decreto Ronchi si è dato il via libera definitivo alla privatizzazione dei servizi pubblici, è altrettanto vero che sul tema dell’acqua, la battaglia culturale la stiamo vivendo noi».

«Già nel 2006 il governo Berlusconi iniziò a depenalizzare gli ecoreati»

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Giulio Finotti

INTERVISTA. Il senatore del Pd Felice Casson, magistrato che avviò il processo al petrolchimico di Marghera, denuncia come «durante il precedente esecutivo di centrodestra furono fatte saltare le previsioni contenute nel decreto Ronchi».

 

Acqua ai privati, mobilitiamoci

Alex Zanotelli

ACQUA. La privatizzazione dell’acqua è una scelta che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo Paese e da tutti gli impoveriti del mondo.

Non posso usare altra espressione per coloro che hanno votato per la privatizzazione dell’acqua che quella usata da Gesù nel Vangelo di Luca, nei confronti dei ricchi: “Maledetti voi ricchi…!”. Maledetti coloro che hanno votato per la mercificazione dell’acqua.

La rivolta dell’acqua

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Vincenzo Mulè

PRIVATIZZAZIONE. Associazioni ambientaliste, forze politiche e cittadini uniti dal no alla conversione in legge del decreto Ronchi. E ora si muove anche il sindacato. Epifani: «Decisione gravissima, adesso una grande iniziativa collettiva».

 

Il rubinetto s’è chiuso

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Diego Carmignani

GOVERNO. Via libera definitivo della Camera al decreto Ronchi che liberalizza la gestione dei servizi idrici. Protesta in Aula da parte dell’Idv e, in piazza, del Forum dei movimenti per l’acqua. L’unica via d’uscita è il referendum abrogativo.

Addio acqua pubblica

Giuliano Rosciarelli

SERVIZI Lo strappo è contenuto in una riga di un decreto approvato al Senato lo scorso 4 novembre. Dovesse passare anche alla Camera, la privatizzazione verrebbe mascherata come una richiesta della Ue. I cittadini ieri sono scesi in piazza

Ci risiamo. Come ogni anno, da quasi vent’anni, qualcuno prova a mettere le mani sull’acqua, per definizione bene comune e diritto universale. Ma anche un affare da più di 8 miliardi di euro che in una riga contenuta in un decreto (135/2009), approvato al Senato il 4 novembre scorso, viene “gentilmente” offerto ai privati e il cui varo definitivo (entro il 24 novembre prossimo) spetta ora alla Camera.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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