Greenpeace ai conciatori: «Stop allo sfruttamento»

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Silvia Toscano

PROTESTA. Gli ecologisti manifestano contro l’industria della pelle che continua ad alimentare deforestazione e violazioni di diritti. Ieri attivisti in piazza a Bologna durante la Fiera internazionale.

Un avvertimento all’industria delle pelle che continua a minacciare la foresta amazzonica. Lo ha lanciato Greenpeace, scendendo in piazza con una protesta non convenzionale, proprio in occasione della fiera internazionale Linea Pelle di Bologna perché tra la distruzione in Amazzonia e i prodotti in pelle c’è un legame molto stretto: i due terzi delle aree deforestate sono occupati da pascoli e allevamenti.

La deforestazione selvaggia non dà tregua all’Amazzonia

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Marco De Vidi

BRASILE. Il sistema di immagini satellitari documenta la diminuzione di superficie boschiva. Un rapporto Unep indica come la gestione delle foreste sia una risorsa per la green economy.

La deforestazione nell’Amazzonia brasiliana prosegue a ritmi elevati. Nonostante gli impegni assunti dal governo Lula alla Conferenza sui cambiamenti climatici svoltasi a Copenaghen nel 2009, anche quest’anno un’ampia superficie di foresta è andata perduta.

Smog e deforestazione. A Oslo il futuro dei boschi

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Alessio Nannini

EVENTI. Si svolge in questi giorni nella capitale norvegese la sesta conferenza di Forest Europe. I ministri di 46 governi cercheranno un accordo vincolante sulla salvaguardia delle aree selvatiche.

In questi giorni si sta svolgendo a Oslo la sesta Conferenza ministeriale di Forest Europe, una cooperazione di 46 nazioni europee che discuterà circa lo stato dei boschi nel nostro continente fino a domani, giovedì 16.

Ken l’ambientalista

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Pierpaolo De Lauro

INIZIATIVE.Greenpeace lancia la campagna contro la Mattel. Nel packaging delle Barbie c’è materiale proveniente da foreste pluviali indonesiane distrutte dalle multinazionali della carta.

«Non esco con le ragazze complici della deforestazione». Il palestrato Ken lascia la sua Barbie. Il compagno storico della bambola per eccellenza scopre la doppia vita della sua compagna, complice non solo della distruzione delle foreste indonesiane, ma anche serial killer delle tigri di Sumatra. Nel filmato il bel Ken, davanti alla realtà, va su tutte le furie e interrompe la sua intervista. La denuncia ha fatto il giro del mondo ed è alla base della nuova campagna di Greenpeace per difendere le foreste indonesiane.
 

Deforestazione selvaggia. L’Amazzonia perde pezzi

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Paolo Tosatti

BRASILE. Le ultime immagini satellitari dell’Istituto per la ricerca spaziale del Paese latinoamericano mostrano che il taglio degli alberi è aumentato di sei volte dall’aprile del 2010. Il governo promette misure immediate entro l’estate.

Cadono come birilli alla finale del campionato mondiale di bowling gli alberi della Foresta Amazzonica brasiliana. Le ultime immagini satellitari messe a disposizione dall’Istituto per la ricerca spaziale del Paese latinoamericano mostrano che dal periodo di marzo-aprile del 2010 ad oggi il disboscamento è aumentato di circa 6 volte, passando da 103 a 593 chilometri quadrati. Un dato catastrofico, che riporta al centro dell’attenzione l’intenso dibattito sulla riforma del Codice forestale in corso in queste settimane alla Camera dei deputati del Brasile.

Così i veleni delle colonie uccidono la Cisgiordania

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Enrico Campofreda

MEDIO ORIENTE. La terra degli ulivi vive una lenta morte ambientale a causa della deforestazione
e dell’inquinamento prodotti dalle industrie israeliane. I dati drammatici raccolti dall’ong Pengon.

Le proprie case giù, demolite. Quelle dei coloni su, costruite. È quanto in Cisgiordania ogni giorno osservano occhi palestinesi umiliati e impotenti. Accanto al muro politico dell’apartheid e quello in cemento di Sharon, la terra degli ulivi sta vivendo una lenta morte ambientale. Lo denunciano da tempo ong impegnate nei Territori Occupati come Pengon. Ecco alcuni dei danni: deforestazione e sradicamento degli alberi, esaurimento di risorse idriche, inquinamento con acque reflue, trasferimento illegale di rifiuti pericolosi.

Se il re delle montagne perde la sua corona

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Federico Tulli

IL CASO. Il Kilimangiaro rischia di rimanere senza ghiacciaio in pochi anni. L’allarme lanciato da un’equipe di ricercatori dell’Università britannica di Portsmouth: la deforestazione selvaggia delle sue pendici provoca letali alterazioni climatiche.

Per colpa della deforestazione, i ghiacciai che ricoprono la vetta del Kilimangiaro, la più alta nonché più famosa d’Africa, si stanno sciogliendo a una velocità che un’equipe di ricercatori dell’università britannica di Portsmouth ha definito «preoccupante». L’allarme sul deteriorarsi dello stato di salute della maestosa cima è stato lanciato dalle pagine del New scientist.

Deforestati e ammalati

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Diego Carmignani

AMBIENTE. Uno studio americano dimostra lo stretto nesso tra il disboscamento in Amazzonia e l’aumento della malaria nelle stesse aree. E' la dimostrazione di come la foresta tropicale protegga la salute umana.

C'è un nodo indissolubile che lega ogni ecosistema alla salute dei suoi abitanti, ma il più delle volte non è facile provarlo. L’azione di sabotaggio deliberato su fauna e flora può generare effetti devastanti anche sugli esseri umani e, per comprenderlo, non occorre trasferirci sull’immaginifica Pandora di Avatar: basta osservare quanto sta accadendo in Amazzonia.
 

Carta bianca per deforestare

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Ylenia Sina

INIZIATIVE. L’associazione Terra! si mobilita contro il business tra le Cartiere
Pigna e l’Asia Pulp and Paper

Per deforestare abbiamo carta bianca». Caratteri rossi su sfondo bianco e l’immagine di un enorme albero tagliato alla radice. Questo particolare spot pubblicitario da 200 metri quadrati, apparso ieri mattina a Roma, sulla facciata di Palazzo Venezia, lancia la nuova campagna di sensibilizzazione dell’associazione ambientalista Terra! contro il fatto che le Cartiere Paolo Pigna acquistino prodotti lavorati dal colosso cartario asiatico Asia Pulp and Paper.

Cresce il popolo degli alberi. Ma la deforestazione continua

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Susan Dabbous

DOSSIER. Secondo l’ultimo studio della Fao ogni anno sparisce un’area verde grande come il Costa Rica. Ma gli abbattimenti diminuiscono sotto la spinta dei governi, consapevoli che i boschi non sono infiniti.

Saranno stati i concerti di Sting o il video “Earth” di Michael Jackson a salvare la foreste del pianeta? Improbabile, ma intanto un dato positivo c’è: a quasi vent’anni dalle grandi campagne di sensibilizzazione degli anni Novanta la deforestazione diminuisce.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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