«La metà dei boschi italiani è abbandonata»

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Michele Fiorito

AMBIENTE. Fedagri denuncia che oltre il 50% delle nostre foreste versa nel degrado. In aumento il rischio d’incendi e di dissesto idrogeologico.

La superficie boschiva italiana è in costante aumento. Ormai siamo a quota 10,6 milioni di ettari, con un crescita negli ultimi 25 anni del 19 per cento.

Il degrado di San Basilio

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Luigi Nieri (L'Inkontro)

ROMA CAPITALE. Come la storia sociale del quartiere romano si sta tramutando in “storia criminale”.

Quella di S. Basilio è una storia di lotte sociali. Negli anni Settanta. in quest’area della periferia est della capitale, era in atto una delle più vaste occupazioni mai viste a Roma, che portarono anche a duri scontri fra gli occupanti e le forze di polizia. Chi si aggira per le vie di S. Basilio può ancora oggi scorgere una targa commemorativa che ricorda Fabrizio Ceruso, che di quegli scontri fu vittima.

“Lampedusa accoglienza” l’ente che viola i diritti

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Dina Galano

DENUNCIA. Degrado e abbandono. L’Arci, da oltre un mese sull’isola, accusa il gestore di Contrada Imbriacola: «Nel centro per migranti manca materiale di ogni tipo. A noi viene impedito l’accesso».

«Basta entrare nel centro di prima accoglienza di Lampedusa per accorgersi del degrado». Sono passati mesi dall’inizio dell’esodo dal Nord Africa e sull’isola le condizioni dei migranti sono pessime, come in origine. La denuncia, questa volta, proviene dall’Arci che caparbiamente da più di un mese tenta di supplire alle carenze di informazione e assistenza legale fornite alle persone sbarcate.

Buone pratiche e degrado. Ecco la pagella delle Alpi

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CAMPAGNA. Tra promossi e bocciati, parte la carovana di Legambiente per monitorare la salute delle montagne. I nemici sono la cementificazione e il consumo del suolo, soprattutto a fondovalle.

Legambiente consegna la pagella alle Alpi italiane e piovono promozioni, ma anche pesanti bocciature. Partita ieri, la decima edizione della Carovana delle Alpi per tre mesi si muoverà lungo tutto l’arco alpino per assegnare le bandiere verdi e nere, con cui ogni anno l’associazione premia le buone pratiche nelle località montane e denuncia le situazioni più significative di degrado e cementificazione.

Campi flegrei, basta degrado

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Stefano Erbaggio (Terra Napoli)

BIODIVERSITA'. I comitati difendono i laghi di Averno, Lucrino, Miseno e Fusaro. Dalla politica solo promesse.

Pozzuoli, a distanza di un anno dalla manifestazione organizzata dai Verdi, a cui partecipò anche l’allora Sindaco di Quarto, Sauro Secone, per attirare l’attenzione sullo stato di degrado dei laghi flegrei, ancora nessuna azione di risanamento è stata messa in atto. I laghi di Averno, di Miseno, di Lucrino e di Fusaro sono quattro Siti di Interesse Comunitario ricadenti all’interno del perimetro del Parco Regionale dei Campi Flegrei.

L’impegno di Montanelli per Venezia

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Giannandrea Mencini (Terra Nordest)

IL LIBRO. Presentato il volume, curato da Nevio Casadio, che raccoglie le inchieste del giornalista che raccontavano il degrado della città.

Esce in questi giorni in tutte le librerie il volume a cura del giornalista Nevio Casadio “Per Venezia, di Indro Montanelli” edito da Marsilio. Il volume racconta l’impegno di Indro Montanelli per Venezia. Il noto giornalista prese le difese, con veemenza, a tutto campo, in tv e sulle pagine del Corriere della Sera della città lagunare. Quando decise di raccontare la caduta e il degrado della grande città veneta, lo fece con una prima serie di quattro articoli pubblicati sul Corriere il 22, 23, 24 e 26 novembre del 1968.

I laghi assediati dal degrado

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Stefano Erbaggio (Terra Napoli)

INCHIESTA. Lucrino, Averno, Miseno, Fusaro e Patria. Ecco le oasi di natura e di archeologia da salvare.

Quattro su cinque ricadono, formalmente, nel parco regionale dei Campi flegrei. Ma i laghi costieri della provincia di Napoli  versano in condizioni di degrado assoluto. La forte presenza antropica rappresenta un fattore altamente distruttivo per questi siti, attorno ai quali proliferano attività agricole e zootecniche, per non parlare della pesantissima speculazione edilizia, sfociata nell’abusivismo più sfrenato. Il tutto associato ad una totale assenza di controlli e rispetto delle regole.

Torchiara, quel borgo del Cilento minacciato dall’asfalto

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Maurizio Fraissinet*

LA LETTERA. Una nuova strada al posto di olivi secolari e un nuovo parcheggio sotto la chiesa.
è il progetto del sindaco d’un antico paesino dal paesaggio mozzafiato. L’esperto: «Assurdo».

Signor Sindaco,

L’Abruzzo dopo-sisma trema per il degrado dell’ambiente

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Diego Carmignani

TERRITORIO. Ecologisti e cittadini denunciano le conseguenze del caos edilizio nell’area della ricostruzione. Tanti progetti approvati senza considerare le norme urbanistiche minacciano paesaggio e vivibilità. Appello per un’urgente ripianificazione.

La catastrofe meteorologica che solo pochi giorni fa ha messo in evidenza la fragilità del territorio de l’Aquila e dintorni non va preso per un caso isolato, di quelli che trovano spazio nelle pagine di cronaca per un giorno o due. E nemmeno si può tirare un sospiro di sollievo per il simbolico restauro della Fontana delle 99 cannelle. La situazione intorno alla zona del cratere è di ordinario sfascio, azzerata come risaputo dal punto di vista sociale ed economico, ma anche degradata sotto il profilo ambientale.

Frane e alluvioni, ecco l’Italia senza difese

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Alessandro De Pascale

DOSSIER. Legambiente e Protezione civile presentano il nuovo rapporto sulla sicurezza del territorio. Oltre 3,5 milioni di persone vivono in aree pericolose. Poche risorse per la prevenzione.

Moderni argini dei fiumi realizzati non per la messa in sicurezza del territorio ma come alibi per continuare a costruire. Addirittura nei casi più gravi, le opere idrauliche previste restano sulla carta, a differenza dei nuovi quartieri che invece vengono costruiti immediatamente. «È il caso di Crotone - denuncia Simone Andreotti, responsabile protezione civile di Legambiente - perché questa rischiosa urbanizzazione continua tuttora. Non è una scomoda eredità del passato».

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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