Clima, tentativi danesi

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Simonetta Lombardo

COPENAGHEN. Tra le delegazioni circola un inusuale documento preparatorio per il vertice. La presidenza auspica un accordo con un «nuovo strumento legalmente vincolante». Per gli esperti è il tentativo di suggerire una via d’uscita.

Arriva ai governi e alle delegazioni il documento preparativo del vertice di Copenaghen e l’occhio allenato alle sottigliezze degli esperti di negoziati climatici vede in controluce una volontà della presidenza danese di arrivare a un trattato legalmente vincolante.

La condanna mancata

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Susan Dabbous

G8 ESTERI
— Le diplomazie degli otto grandi insieme ad altre 44 delegazioni discutono i nuovi equilibri mondiali. Deboli reazioni per le violenze in Iran, un duro monito contro la Corea del Nord e l’invito a Israele a bloccare i nuovi insediamenti. —

«La crisi iraniana dovrebbe essere risolta attraverso un dialogo democratico e metodi pacifici». È questo l’auspicio espresso dai ministri degli Esteri del G8 riuniti ieri a Trieste, senza fare nessun riferimento esplicito all’irregolarità delle elezioni presidenziali del 12 giugno scorso.

Hanno lavorato per ore alla dichiarazione di condanna per le violenze in atto a Teheran, da cui il popolo iraniano si aspettava molto, arrivando ad auspicare addirittura delle sanzioni economiche e sminuendo le ripercussioni sulla popolazione già stremata dal regime degli ayatollah.

Il Clima si surriscalda anche a Montecitorio

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Simonetta Lombardo

CAPUT MUNDI - GOVERNO
— Boom di sciocchezze al Forum parlamentare G8+5, andato in scena con 14 delegazioni multicolori imbarazzate dalle performance di Zichichi, Fini e Prestigiacomo. —

Fini nei panni di un ambientalista di buon senso e Prestigiacomo in quelli del ministro del «non-facciamoci-troppeillusioni». Talvolta la cronaca cade in strane trappole spazio temporali e quella che si può scrivere sul Forum parlamentare G8+5 sui cambiamenti climatici che è cominciato ieri a Montecitorio appartiene senza dubbio a questa categoria.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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