Dopo le botte, anche le denunce

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Riccardo Bottazzo (Terra Nord Est)

MOVIMENTI. Ancora strascichi legali dopo la manifestazione in difesa di Venezia Bene Comune e le violenze della Digos.

Dopo le botte, le denunce. Il dirigente della Digos di Venezia Diego Parente, ha consegnato venerdì scorso alla procura una corposa documentazione sui tafferugli scoppiati in piazzale della Stazione a Venezia, sabato 17 settembre, quando uno massiccio spiegamento antisommossa di celerini e carabinieri ha sbarrato il passo al corteo promosso da associazioni, movimenti, forze politiche e sindacali che intendevano manifestare pacificamente per una Venezia Bene Comune e palcoscenico per i rituali pseudo celtici dei lumbard.

Centri antiviolenza, si chiude

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Federica Seneghini (Terra Liguria)

DONNE. A rischio sopravvivenza le strutture di eccellenza come quella di via Mascherona a Genova. Mentre aumentano le denunce.

«Signora, è importante che conservi il referto del pronto soccorso. Se vuole può sporgere denuncia, la accompagno io in commissariato». «Pronto, si calmi: sono presenti anche i bambini? Sono al sicuro?». Questi sono solo alcuni esempi delle frasi pronunciate ogni giorno dalle operatrici del centro antiviolenza di Via Mascherona, a Genova, a cui, tra gennaio 2009 e agosto 2011, si sono rivolte 679 donne. La cifra sale a 900 se si aggiungono i dati degli altri sei centri collegati, sparsi nel genovese. Due su tre sono italiane.

Giornalisti a rischio. Aumentano le denunce

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Roberto D’Amico

INFORMAZIONE. Presentato a Roma il rapporto “Ossigeno 2010”. Sono 78 i casi d’intimidazione censiti in Italia nel 2010, tra intere redazioni e singoli cronisti. Numeri raddoppiati rispetto al 2009.

Praticare la libertà di stampa in Italia è sempre più pericoloso, dalla Sicilia alla Lombardia E basta scorrere i numeri contenuti nel rapporto “Ossigeno 2010”, realizzato dall’Ordine dei giornalisti e dalla Federazione nazionale della stampa, per avere un’idea della gravità del fenomeno. Sono oltre i 400 giornalisti coinvolti in episodi d’intimidazione nel nostro Paese. Esattamente il doppio di quelli censiti nel precedente rapporto, presentato nel 2009.

Allarme minori spariti

Monica Cataldo*

IL CASO. Negli ultimi tre anni sono triplicate le denunce. Nel 2007 erano 308, 804 nel 2008, 1033 nel 2009 e solo nei primi tre mesi del 2010 sono già 222. La Lega chiede di modificare la modalità d’avvio delle ricerche.

Quando si parla di minori scomparsi i numeri balzano alle stelle. Leggendo i dati forniti dalla Polizia di Stato è evidente l’aumento di denunce negli ultimi tre anni. Nel 2007 erano 308, 804 nel 2008, 1033 nel 2009 e solo nei primi tre mesi del 2010 si registrano già 222 denunce, dato destinato a salire. Bisogna precisare che quando si parla di minori, si considera la fascia d’età che va dagli 0 ai 17 anni. 
 

Errori in corsia, boom di denunce

SANITA'. Denunce ai camici bianchi per gli errori in corsia che non smettono di crescere e risarcimenti che hanno tempi sempre più lunghi, mentre il rapporto di fiducia medico-paziente è messo sempre più in crisi anche dal proliferare delle informazioni sulla salute.

Denunce ai camici bianchi per gli errori in corsia che non smettono di crescere e risarcimenti che hanno tempi sempre più lunghi, mentre il rapporto di fiducia medico-paziente è messo sempre più in crisi anche dal proliferare delle informazioni sulla salute. è la fotografia scattata dagli esperti, medici, assicuratori, sindacati, a confronto a Roma su numeri «impressionanti»: 30mila denunce l’anno, con un aumento del 200% dal ‘94 al 2007 e a valutare possibili soluzioni.
 

Haiti, stop alle adozioni

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Susan Dabbous

TERREMOTO. A dieci giorni dal sisma non si cercano più i superstiti. È ora di organizzare tendopoli per gli sfollati. L’Unicef lancia l’allarme su 15 piccoli scomparsi dagli ospedali e denuncia la «tratta di minori via Santo Domingo».

Ormai non si scava più, nonostante le scosse di assestamento non diano tregua agli haitiani. Anche ieri la terra è tornata a tremare con due violente ma brevi scosse avvenute intorno alle 5 del mattino, ora italiana. A dieci giorni dal terremoto, nonostante gli ultimi corpi estratti vivi fino a poche ore fa, l’Onu ha decretato lo stop alle attività ricerca sotto le macerie.

Gli orrori dimenticati

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Giacomo Russo Spena

DENUNCE. Solo negli ultimi anni sono decine i casi accertati di soprusi nelle nostre carceri. A Biella è stata scoperta una “cella liscia” dove i reclusi sarebbero stati colpiti con violenti getti d’acqua. Un ex medico: alle Vallette pestaggi organizzati.

«Mettiti in ginocchio, prega la Madonna e bacia la bandiera italiana». Sarebbero questi gli ordini diretti a B. M., detenuto marocchino, da otto agenti di polizia penitenziaria rinviati a giudizio per violenza privata. è il marzo 2006, casa circondariale di Nuoro. Non è un episodio isolato. Anzi. Analizzando la situazione penitenziaria degli ultimi anni si ottiene un dossier infinito che evidenzia testimonianze, accertate, di “maltrattamenti” e casi di tortura.

Verso una Convenzione europea contro la violenza sulle donne

Dina Galano

DIRITTI Oggi a Roma il ministro Carfagna apre la Conferenza internazionale. Crescono le denunce, ma la colpa sarebbe dell’«Italia multiculturale». In verità la principale ferocia abita tra le mura domestiche. Ed è quella meno perseguita.

Roma ospita oggi la Conferenza internazionale contro la violenza sulle donne, alla presenza delle alte cariche dello Stato italiane e straniere. L’evento si concluderà domani con la stesura di un documento che, secondo gli auspici della madrina, il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna, sarà presentato alla riunione dei G8 degli Esteri, prevista per fine mese a New York.

L'abusivismo che ti completa l’opera

Giorgio Cappozzo

SVILUPPO INSOSTENIBILE - ILLEGALITA'
— Gli edifici costruiti senza concessione edilizia, non rientrano mai nelle statistiche. Per l’agenzia del Territorio un milione e mezzo sono sconosciuti al fisco. —

I numeri pubblicati dall’Annuario Istat sulle edificazioni lungo la penisola sono da incubo. E di certo non solleverà sapere che quei dati sono al netto della sterminata galassia dell’abusivismo. Secondo l’agenzia del Territorio sono oltre un milione e mezzo gli edifici sconosciuti al fisco. E pensare che dal rapporto mancano ancora i dati dell’agrigentino e quattro delle cinque province calabresi.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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