Depuratori e fogne, servizio inefficiente ma bollette salate

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Mariachiara Ricciuti

LAZIO. Il garante della Regione denuncia: «Investimenti non più rimandabili». Ma le risorse non ci sono. Allarma il dato delle province di Frosinone e Latina: le utenze non allacciate sono il 32%.

Quando il pesce puzza, puzza dalle testa, recita un proverbio popolare. Ma se il cattivo odore arriva dal mare? Anche qui la causa è a monte, nei depuratori che non funzionano a norma o, peggio ancora, negli scarichi non autorizzati, che sversano i loro liquami direttamente nei fiumi. è quello che succede ancora oggi in molte zone del Lazio, dove la “mala depurazione” delle acque reflue rimane un’emergenza dai mille volti, complessa da gestire e anche da raccontare, ma per cui l’ambiente continua a pagare un prezzo altissimo.

Coste italiane senza pace. Il bilancio di Goletta Verde

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Assunta Gammardella

ECOSISTEMA MARINO. Presentati i dati del veliero di Legambiente. Tra le regioni più inquinate Calabria, Campania e Sicilia. Promosse Sardegna, Puglia e Toscana. L’assenza o il malfunzionamento dei depuratori nel mirino degli ecologisti.

Cemento, rifiuti, depuratori inadeguati e trivellazioni dei fondali marini sono i fattori che contribuiscono a rendere i nostri mari sempre più inquinati. Quest’anno in vetta alla classifica delle bandiere nere c’è la Calabria, seguita dalla Campania e dalla Sicilia. A testimoniarlo i risultati raccolti da Goletta Verde, storica campagna estiva di Legambiente che, navigando due mesi in quaranta zone costiere, ha monitorato la contaminazione microbiologica e le libertà che minacciano la bellezza e la salute dell’ecosistema marino.

Reggio deve restituire i soldi della tassa sulla depurazione

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Alessandro De Pascale

CALABRIA. «Non esistono prove certe che il servizio funzioni». Un giudice di pace condanna l’amministrazione comunale a ridare a un residente cinque anni di canone per le acque reflue. I consumatori: «Si tratta di una sentenza innovativa».

All’Unione nazionale consumatori di Reggio Calabria la definiscono una «sentenza innovativa». Il giudice di pace del capoluogo reggino ha infatti condannato il Comune a restituire ad un cittadino il canone di depurazione e per le acque reflue, versato in 5 anni. In pratica dal 2004 al 2008, cui si sommano gli interessi legali, un risarcimento danni di 500 euro e le spese di giudizio.

Alghe tossiche e impianti in panne. Il lato oscuro dell’estate italiana

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Alessandro De Pascale

IL CASO. Tra depuratori fuori uso e fogne che scaricano direttamente in mare, le infrazioni accertate solo nel 2010 sono quasi 4mila. Legambiente: «La salute delle coste non migliora».

Fogne che scaricano direttamente sulle coste, depuratori che non funzionano, impianti non norma e alghe tossiche. L’estate italiana purtroppo è anche questa, da Nord a Sud. «Non migliora la salute del mare», denuncia Legambiente nel dossier Mare Nostrum 2011. Anzi. Soltanto nel 2010 sono state 3.781 le infrazioni accertate, oltre un migliaio in più rispetto al 2009 quando se ne sono contate 2.621.

Acea sotto accusa per i suoi depuratori

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Alessandro De Pascale

LAZIO. L’impianto di Roma nord è sotto sequestro. Per l’accusa «parte dei liquami e dei rifiuti finivano direttamente nel Tevere». Problemi anche a quelli di Santa Marinella (Rm) e Alatri (Fr).

Acea è nell’occhio del ciclone. La multiutility capitolina che si occupa dei servizi idrici, energetici e ambientali, è sotto accusa per la gestione dei suoi depuratori. Il 17 giugno un guasto all’impianto di Santa Marinella, nota località balneare della costa laziale verso Civitavecchia, ha causato lo sversamento in mare dei liquami. Nei pressi della frequentata spiaggia “La Toscana”.

Il disastro dei depuratori che va avanti da trent’anni

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Alessandro De Pascale

AMBIENTE. Già nel luglio 2009 nelle acque marine vicino all’impianto di Cuma vennero trovati metalli pesanti. Strutture «inadeguate» secondo l’Arpac anche solo a trattare i reflui fognari.

Il colpo finale al già disastrato mare della Campania, si chiama articolo 10 del decreto 90 sui rifiuti, approvato dal governo Berlusconi il 23 maggio 2008. Appena 15 giorni dopo l’insediamento del suo quarto esecutivo, in carica dall’8 maggio 2008. Nell’articolo c’è scritto che «sono autorizzate presso gli impianti di depurazione delle acque reflue, siti nella regione Campania, le attività di trattamento e smaltimento del percolato prodotto dalle discariche regionali».

Depuratori, rischio collasso

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Stefano Erbaggio (Terra Campania)

EMERGENZA. Quasi tutti gli impianti della Regione funzionano a singhiozzo. Gli ecologisti lanciano l’allarme: «Ambiente in pericolo».

«Ennesima falla nel sistema di depurazione idrico campano: da martedì il depuratore di Capri, nella zona di Occhio Marino, è sotto sequestro. Dall’inchiesta condotta dal procuratore aggiunto Aldo De Chiara e dal pm Federico Bisceglia, con l’ausilio del Noe, emerge che l’impianto depurava solo il 20% delle acque nere, scaricando il restante 80% in mare. Tanto che molti albergatori, per risparmiare, preferivano approfittare del falso depuratore invece di portare gli scarichi sulla terraferma e farli depurare lì.
 

Mucillagine, mistero sull’origine

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Pierluigi Schiano Moriello (Terra Campania)

INQUINAMENTO. Tante segnalazioni per irritazioni cutanee tra i bagnanti. I Verdi accusano: i depuratori saranno pronti solo tra due anni.

Allarme e sgomento nelle ultime settimane tra turisti e bagnanti della zona flegrea, a causa del crescente livello di inquinamento delle acque balneabili, così come delle spiagge che ricevono tutti i giorni la spazzatura condotta fino a riva dalla corrente.

Friuli, i depuratori sotto accusa

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Elena Placitelli (Terra a Nordest)

GOLETTA VERDE. In nove punti critici individuati dagli ambientalisti, gli esiti delle analisi hanno sforato di gran lunga i limiti consentiti dalla legge.

Un mare di liquame. É il risultato delle analisi condotte su campioni d’acqua prelevati di recente da Legambiente lungo tutto il litorale del Friuli Venezia Giulia. In nove punti critici individuati dagli ambientalisti, gli esiti delle analisi hanno sforato di gran lunga i limiti consentiti dalla legge. Parametri troppo ostativi?

Depuratori fuorilegge

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Alessandro De Pascale

CAMPANIA. Dopo il sequestro lo scorso 18 aprile dei tre impianti dei Regi Lagni, la Hydrogest è sotto accusa per quello di Ponticelli. Nel golfo di Napoli avrebbe causato una chiazza marrone larga mezzo chilometro.

La chiazza marrone si vede addirittura dal satellite. Parte dal porto di Napoli e arriva a mezzo chilometro dalla costa, all’interno del Golfo. Sono i liquami del depuratore di Ponticelli, nella zona sud della città, che dovrebbe trattare le acque nere di 800mila persone, tra Napoli e i Comuni vesuviani. Il condizionale è d’obbligo perché quella chiazza è la prova che il depuratore di Napoli est realizzato dalla Cassa per il Mezzogiorno dopo il colera del 1973, tuttora non funziona come dovrebbe.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

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