«Basta con la politica gridata»

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Alex A. Poma (Il Levante)

INTERVISTA. Parla Raimondo Pasquino, presidente del Consiglio comunale partenopeo: «Il Terzo Polo verso destra? Ho i miei dubbi».

In uno scenario politico caratterizzato dalle divisioni e dai distinguo, la figura di Raimondo Pasquino ha il pregio di attrarre un coro quasi unanime di consensi. Il Rettore dell’Università di Salerno, candidato a Sindaco di Napoli dal Terzo Polo, ha sempre goduto di simpatie abbastanza estese da parte di una sinistra, quale quella campana, da sempre sensibile al fascino degli esponenti del mondo accademico. Parimenti a destra è apprezzato il suo profilo discreto ed elegante.

L’arrembaggio dei corsari che imbarazza Verdi e Linke

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Enrico Campofreda

ANALISI. Identikit del movimento dei “pirati” - la Piratenpartei - che alle amministrative di Berlino ha sottratto consensi agli ecologisti e alla sinistra. Ma che ha intercettato preferenze anche a destra.

La vela del logo, più vichinga che nibelunga, era dispiegata da cinque anni. Nelle elezioni del 2009 conseguendo un 2% nazionale la Piratenpartei ricevette anche la visita di cortesia della cancelliera Merkel. Alle elezioni locali di domenica scorsa a Berlino, ha attraccato sulle rive della Sprea con un fragoroso 8,9% definito dai media un arrembaggio. Ma il movimento, sicuramente di rottura, non mostra velleità di saccheggio piuttosto si autodifende.

Portogallo, il prezzo della mudança

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Bruno Picozzi (Inserto Domenicale)

MONDO. Annunciate dal governo di destra che ha vinto le recenti elezioni 5 nuove misure di austerità, oltre le 22 già adottate durante l’estate. Il Paese intanto continua a vivere soprattutto d’importazioni e lo spettro della peggiore recessione nell’Unione europea non si allontana. Per questo si impone la parola d’ordine del “cambiamento”. Quattro settori industriali viaggiano in positivo: tessile, calzature, legnami e sughero (in quest’ultimo il Portogallo è addirittura leader mondiale). Ma il resto dell’economia piange, a iniziare dall’agricoltura.

Un autunno maligno attende il Portogallo. Il pugno duro della crisi sta per abbattersi sul Paese e i prossimi mesi saranno i più difficili. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del consiglio Carlos Moeda, annunciando per la fine di settembre 75 nuove misure di austerità oltre le 22 già adottate durante l’estate. Sarà «un settembre complicato», ha spiegato ai deputati di maggioranza di rientro dalle vacanze.

Tutti in coro: dimissioni

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Aldo Garzia

POLITICA. Dopo la pioggia di compromettenti intercettazioni pubblicate dai giornali, crescono, anche a destra, le critiche.

Siamo forse alla vigilia della resa. La spugna potrebbe essere gettata sul ring da un momento all’altro. Occorre scrivere “forse”, perché il pugile in questione è tenace e non ha voglia di darsi per vinto. Gli innumerevoli processi in corso contro di lui (chi ha tenuto il conto parla di 8) non lo preoccupano. Come del resto non teme le 1.000 intercettazioni depositate presso il Tribunale di Napoli dove dialoga con faccendieri senza scrupoli di escort, politica e finanche di vertici della Guardia di finanza.

La cura da cavallo che attende Lisbona

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Bruno Picozzi da Oporto (Inserto domenicale)

MONDO. Pedro Passos Coelho è il giovane leader del Pds (partito dichiaratamente di destra) che ha vinto le elezioni e mandato all’opposizione i socialisti. Il suo programma per l’economia, in un Paese in recessione che rischia di finire come la Grecia, è fatto di tagli ai salari e ai sussidi, oltre che di aumento delle tasse e privatizzazione dei servizi.

C'è il programma. C’è l’accordo. Ci sono i nomi. Manca solo il giuramento affinché un nuovo governo prenda in mano le sorti del Portogallo. Un governo di centrodestra con forte matrice neoliberale, cattolica e conservatrice. Il nuovo primo ministro vincitore delle elezioni legislative dello scorso 5 giugno, Pedro Passos Coelho, è il giovane leader del Partido Social Democrata o Pds, formazione che di socialdemocratico ha solo il nome e infatti è affiliata all’Internazionale democratica centrista di ispirazione cristiana.

Attentati ed estrema destra, la Svezia si scopre infelix

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Alessandro Bassini da Stoccolma

MONDO. Lo scorso 11 dicembre il centro di Stoccolma è stato colpito da un’azione dei fondamentalisti islamici che poteva fare una strage. È l’ultimo episodio che indica il processo di omologazione in corso nella realtà svedese rispetto al modello socialdemocratico dei decenni passati. Nelle elezioni politiche di settembre 2010 c’è stato anche l’ingresso in Parlamento di un partito xenofobo. I socialdemocratici restano in crisi d’identità come il loro Paese.

L’attentato suicida che la sera dell’11 dicembre 2010 ha scosso il centro di Stoccolma resterà senza dubbio nella coscienza collettiva svedese come il segno più devastante della crisi d’identità che da tempo agita il Paese. Quella sera in molti, scorrendo i primi dispacci d’agenzia che cominciavano ad apparire sulle pagine on-line dei quotidiani, devono aver avuto la sensazione di leggere il risvolto di copertina di un nuovo giallo di Henning Mankell.
 

La destra nel pallone

Aldo Garzia

MAGGIORANZA. Continuano le fibrillazioni nel governo. Il controverso Lodo Alfano si avvicina insieme alla finanziaria, sulla quale la maggioranza ha già previsto un voto di fiducia. Ed esplode il caso di Report.

Camera e Senato sono in apnea. L’attività legislativa è bloccata. A Montecitorio si attende l’iter della finanziaria su cui il governo ha già annunciato il voto di fiducia. A Palazzo Madama l’attenzione è rivolta agli emendamenti che verranno proposti dalla maggioranza sul nuovo Lodo Alfano, fermo ai box della commissione Affari costituzionali in attesa che qualcuno sollevi la bandierina dell’accordo tra Pdl, Lega e finiani.

In attesa dell’Europa

Cecilia Tosi

IL QUADRO. Dilaniata dalla crisi economica e dalla disoccupazione la Serbia vuole entrare quanto prima nella Ue, anche a costo di negoziare con Usa e Kosovo. Scelte che infiammano l’estrema destra ultranazionalista.

Allo stadio e al Gay Pride, le violenze degli ultrà serbi sono il colpo di coda del nazionalismo balcanico. Con la visita di Hillary Clinton in tre Paesi della ex Jugoslavia, conclusasi ieri a Pristina, si chiude un era di contrapposizione tra Belgrado e Washington e si apre la prospettiva di un negoziato sul Kosovo, l’ultima briciola di territorio a cui rinuncerà l’ormai piccola Serbia.

Amsterdam, verso il primo governo di destra razzista

Massimiliano Sfregola da Amsterdam

OLANDA. Dopo le elezioni di giugno il partito liberale approva l’accordo con il leader islamofobo Wilders. Il programma prevede anche tagli drastici alla spesa sociale, alla cultura e l’abolizione del minimo sindacale.

Il primo governo olandese con appoggio esterno del leader islamofobo Geert Wilders è ai nastri di partenza. I giochi sembrano fatti: la destra olandese, uscita vincitrice sul filo di lana dalle elezioni dello scorso giugno, sta per annunciare l’accordo. Manca ancora la ratifica dell’assemblea nazionale, prevista nelle prossime ore, da parte dei cristiano-democratici del Cda e i liberal-conservatori di Mark Rutte.

Il repentino risveglio della Svezia ex tollerante

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Alessandro Bassini da Stoccolma

MONDO. Elezioni politiche con finale a sorpresa: 20 seggi a un partito xenofobo, nessuna maggioranza stabile per i conservatori, debacle socialdemocratica e Verdi terzo partito. Come ci avevano avvertito scrittori come Larsson e Mankell, questo Paese scandinavo deve fare i conti con
il sentimento razzista che serpeggia silenzioso dietro la facciata solo apparentemente perfetta della società multietnica.

Alla fine i Democratici di Svezia ce l’hanno fatta.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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