Un altro suicidio in cella. Rivolte in tutta Italia

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Dina Galano

CARCERE. Un giovane algerino si è impiccato ieri notte al Buoncammino di Cagliari, a poche ore dalla visita del ministro Severino. Da inizio anno, 62 detenuti hanno deciso di togliersi la vita.

F. C., un ragazzo algerino di 25 anni, è il 62esimo da inizio anno ad essersi tolto la vita nelle prigioni d’Italia. Ha deciso di impiccarsi ieri notte, nella cella clinica del carcere Buoncammino di Cagliari. Lo stesso penitenziario dove, appena qualche ora prima, la Guardasigilli Paola Severino aveva scelto di andare in visita, mossa dall’urgenza di dare una risposta all’ennesimo suicidio; allora, il 5 dicembre scorso, era stata M.

L’emergenza in Consiglio

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Marco Incagnola (L'Inkontro)

CARCERI. L’assemblea legislativa regionale converge su una mozione che punta a ridurre le sofferenze dei detenuti.

Dopo la seduta straordinaria del Senato, la discussione sull’emergenza carceri e sulla giustizia italiana si è trasferita ieri nel Consiglio regionale del Lazio. Due discussioni in due giorni, in due diverse Aule elettive, fanno pensare che una breccia è stata aperta nel muro dell’indifferenza dell’opinione pubblica e delle istituzioni. E non poteva essere diversamente di fronte ai numeri impietosi che riguardano la popolazione carceraria.

Un Satyagraha per i diritti dei detenuti

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Dina Galano

GIUSTIZIA. Carceri che scoppiano, condizioni di vita inumane. Oggi il digiuno di massa per chiedere al Parlamento provvedimenti urgenti.

Dalla mezzanotte di oggi inizia un satyagraha particolare. Direttori di penitenziari, detenuti, garanti, operatori sociali, il mondo delle associazioni, politici e attivisti hanno deciso di aderire in massa allo sciopero della fame e della sete indetto dai Radicali italiani per «simboleggiare la fame e sete di legalità, giustizia e verità del popolo che abita il territorio italiano».

«Carceri? Depenalizzare droga e immigrazione»

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Eloisa Covelli

GIUSTIZIA. Il garante dei detenuti, Franco Corleone, e il presidente di Antigone, Patrizio Gonnella, rispondono alle proposte del ministro Nitto Palma per affrontare il sovraffollamento.

Ha intenzione di procedere velocemente il neoministro della Giustizia, Nitto Palma. Già dopo l’estate sarà pronta una ristretta commissione di esperti che dovrà indicare al parlamento i reati da depenalizzare. La maggioranza sembra non aver risposto all’appello di Marco Pannella che chiedeva un’amnistia per svuotare le carceri. Anche l’indulto è secondo Gasparri un’ipotesi non praticabile. La commissione sarà composta da giudici segnalati dall’Anm, assieme ai consulenti nominati dal ministero.

Detenuti e familiari in sciopero della fame

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Dina Galano

EMERGENZA CARCERE. Ne discute la storica associazione, in convegno a Roma, alla quale
va il merito di aver fatto luce, in vent’anni di attività, sulle condizioni di vita dei carcerati.

Da domenica 15 stanno rifiutando il cibo i detenuti delle carceri di Regina Coeli (dove lo sciopero per ora è sospeso grazie all’intervento del Garante Marroni), Rieti, Fuorni, Poggioreale, Catania Piazza Lanza, Sassari San Sebastiano, Agrigento, e molti altri centri. Centinaia di detenuti e familiari uniti in un’azione non violenta partita da Roma, anche in solidarietà con il digiuno di Marco Pannella, ormai oltre il 30 esimo giorno. L’emergenza carcere non accenna a diminuire, anzi. E il caldo sta per arrivare a rendere ancora più intollerabile l’illegale affollamento dei penitenziari.

Londra sfida l’Europa sui diritti

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Marco Incagnola (L'inkontro.info)

IL CASO. Il Regno unito respinge l’invito della Corte europea per i diritti dell’uomo di concedere il voto ai detenuti.

E' scontro tra la Corte europea per i diritti dell’uomo e il Regno unito. I deputati britannici hanno infatti respinto la richiesta dell’organismo europeo di autorizzare i detenuti ad esercitare il diritto di voto. La notizia ha suscitato il giusto clamore. Il Times, venuto a conoscenza di un documento riservato, ha lanciato, alcuni giorni fa, il tema in apertura di giornale con il titolo “Cameron is clear to defy Europe on human rights” (Cameron è pronto a sfidare l’Europa sui diritti umani).

Carcere, il non-luogo dove gli architetti sono stati banditi

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Dina Galano

CONVEGNO. «Cominciare a costruire le case partendo da coloro che le abiteranno». Con la prospettiva di istituti più umani, i tecnici hanno discusso a Roma sul tema “Architettura VS Edilizia”.

ll carcere di Sollicciano è in via del Pantano, Firenze. Da malum situ deriva il nome del Maliseti, la casa circondariale di Prato. Simbologie, forse, ma molto della realtà penitenziaria richiama la supina ammissione dell’inappetibilità del sistema carcerario. In un convegno di due giorni che si è concluso ieri al Senato, il tema del senso della pena ha preso forma legandosi a doppia mandata a quello dell’architettura penitenziaria.

Cameron paga il silenzio degli ex detenuti torturati

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Dina Galano

DIRITTI UMANI. I servizi segreti britannici avrebbero seviziato presunti terroristi in luoghi ignoti, poi reclusi a Guantanamo. Ieri il premier inglese si è impegnato a un mega risarcimento pur di evitare il processo.

Arriverà fino al milione di sterline il risarcimento per le torture subìte da alcuni detenuti a Guantanamo. Una dozzina di loro, ritenuti presunti terroristi, sarebbero stati sottoposti a pratiche inumane - dalla privazione del sonno alle reiterate minacce - da parte degli 007 britannici del Mi5 e Mi6, rispettivamente i servizi segreti interni ed esteri di Sua Maestà.

Garante, la palla torna al sindaco

Stefano Anastasia (L'inkontro.info)

IL CASO. L’ispettore di polizia penitenziaria Lo Cascio ha rinunciato alla nomina per l’ufficio per i diritti dei detenuti.

Vincenzo Lo Cascio, indicato la scorsa settimana dal Comune di Roma Garante dei detenuti, ha rinunciato al proprio incarico ‘ per ragioni personali e di incompatibilità con il ruolo ricoperto presso l’amministrazione penitenziaria. Il Sindaco Alemanno ha ‘preso atto’ della rinuncia e ha annunciato che Lo Cascio continuerà a collaborare con il Campidoglio per il miglioramento delle condizioni di detenzione nella Capitale. Si chiude così una vicenda molto imbarazzante per l’amministrazione capitolina.

Fortunato va a Strasburgo

Stefano Anastasia

DIFENSORE CIVICO. Continua ad agitare le acque del penitenziario la sentenza Suleimanovic, con la quale la Corte europea dei diritti umani ha condannato l’Italia per il trattamento inumano e degradante da sovraffollamento cui fu costretto il cittadino bosniaco tra il 2003 e il 2004, quando nelle carceri italiane c’erano circa quindicimila detenuti in meno di quanti ce ne sono ora.

Settantacinque chilometri, un’ora e un quarto circa in auto: tanto distano, nello spazio e nel tempo Asti e Saluzzo. Settantacinque chilometri, ma giudici diversi, e diversa procedura nella tutela dei diritti. A Cuneo, nel gennaio scorso, il giudice di sorveglianza accoglieva il reclamo di due detenuti contro le condizioni inumane e degradanti cui erano costretti nella sovraffollata Casa di reclusione di Saluzzo.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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