«Mai più con il fucile». La svolta storica dell’Eta

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Andrea Pira

SPAGNA. Il gruppo basco che ha al suo attivo centinaia di attentati e quasi un migliaio di vittime sceglie una nuova strategia. «I tempi sono cambiati. è l’ora del dialogo e della speranza».

Per i baschi è il momento dell’unità. L’addio alle armi dato dall’Eta giovedì sera, con un video-messaggio consegnato al quotidiano Gara, ha messo fine a 43 anni di conflitto tra il separatismo militare e i governi di Spagna e Francia. Abbandonati bombe e omicidi mirati, la palla per una soluzione alle rivendicazioni dei Paesi Baschi è ora nel campo della politica.

Quella del Cile è una guerra di povertà

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Marco De Vidi

AMERICA LATINA. L’Economist analizza le cause del conflitto sociale di questi mesi. Nelle ultime ore i primi tentativi di dialogo tra i manifestanti e un governo sempre più debole.

Anche l’Economist analizza il conflitto in corso in Cile, parlando di una vera e propria “prova di forza tra gli studenti e il governo”. L’autorevole settimanale britannico cita i risultati dei test Pisa, che comparano i sistemi scolastici di diversi paesi. La scuola cilena risulta la meno scadente tra gli stati dell’America Latina, ma i buoni risultati complessivi nascondono in realtà forti disparità.

«Basta lacrimogeni». No Tav, prove di dialogo

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Rossella Anitori

PROTESTE. Gli attivisti del movimento contro l’alta velocità denunciano il sistematico ricorso al gas da parte delle forze dell’ordine. Ieri organizzato un presidio informativo presso la Italcoge.

Bossoli di lacrimogeni. Sono i “prodotti tipici” della Val Susa che gli attivisti del movimento No Tav hanno portato ieri al mercato per denunciarne l’uso quotidiano da parte delle forze dell’ordine per disperdere i manifestanti. Uomini, donne e bambini che frequentano abitualmente il campeggio e partecipano alle iniziative di protesta. Gente che non si rassegna e continua ad opporsi con determinazione alla linea ferroviaria Torino-Lione.

Il saluto per Alcide Berloffa, uomo del dialogo e della convivenza altoatesina

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Marco Boato

COMMENTO. Nell’arco di un anno se ne sono andati tutti i principali protagonisti di una vicenda politica epocale, che ha completamente ridisegnato gli assetti istituzionali e costituzionali dell’Autonomia sudtirolese.

Annus horribilis questo che si è concluso venerdì 25, a cavallo tra il febbraio 2010 e il febbraio 2011, con la morte di Alcide Berloffa, cioè dell’ultimo protagonista storico altoatesino (anche se trentino di nascita) dell’autonomia del “Pacchetto” del 1969 e del secondo Statuto speciale del 1972, fino alla “quietanza liberatoria” da parte dell’Austria nel 1992, a conclusione della “vertenza sudtirolese” che si era aperta all’Onu nel 1960 e 1961.

Thailandia, nuove prove di dialogo tra “rossi” e governo

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Paolo Tosatti

ASIA. I manifestanti antigovernativi accettano di partecipare alla tavola rotonda proposta dal presidente del Senato per tentare di avvicinare le parti. Un gruppo di sessanta senatori porterà avanti la mediazione.

Nuovi spiragli di dialogo tra le Camicie rosse e l’esecutivo tailandese. Dopo cinque giorni di guerriglia e violenza per le strade della capitale i manifestanti antigovernativi hanno accettato ieri di partecipare ai colloqui proposti dal presidente del Senato, Prasobsuk Boondej, per tentare di avvicinare le parti. Le trattative dovrebbero essere condotte da un gruppo di 60 senatori, che si sono offerti di esercitare i loro buoni uffici per cercare di trovare una soluzione alla crisi politica che da oltre due mesi paralizza la politica e le istituzioni della Thailandia.

Sospensione pasquale

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Dina Galano

POLITICA. Pronta a partire la stagione delle riforme: dopo la pausa, il Pdl chiarirà il piano d’azione. Berlusconi apre al confronto con Pd e Udc. L’Italia dei valori, invece, avverte: «Non cederemo al tranello del finto dialogo».

Dopo l’adrenalinica riallocazione delle forze politiche regionali, sarà calma solo per qualche giorno. La ripresa dei lavori parlamentari si attende frenetica, perché nella maggioranza vanno chiarite priorità e modalità di avviamento della conclamata stagione delle riforme ormai alle porte.

India-Pakistan, primo round di colloqui per prendere le misure

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Paolo Tosatti

DIPLOMAZIA. La Segretaria agli Esteri di Nuova Delhi, Nirupama Rao, ha incontrato la controparte di Islamabad, Salman Bashir. «Non abbiamo stabilito alcuna road map ma resteremo in contatto per migliorare le nostre relazioni».

Un «colloquio proficuo», che rappresenta, però, solo «una prima tappa» del processo di riconciliazione tra Nuova Delhi e Islamabad. Così la segretaria agli Esteri indiana Nirupama Rao ha commentato l’incontro di ieri con la controparte pakistana, Salman Bashir.

India-Pakistan, riprendono i colloqui tra le due potenze

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Paolo Tosatti

GEOPOLITICA. Gli alti funzionari dei ministeri degli Esteri di Nuova Delhi e Islamabad si incontrano a Mumbai per cercare di riavviare un dialogo interrotto 16 mesi fa. Al centro del confronto la questione del Kashmir e la lotta al terrorismo.

Dopo 16 mesi di interruzione i rappresentati di India e Pakistan tornano oggi a sedersi intorno a un tavolo per tentare di riavviare un dialogo pacifico tra i rispettivi governi. Sebbene non sia stata presentata un’agenda ufficiale, il vertice ha in programma incontri su tutte le questioni più importanti per le due potenze asiatiche: dalla sovranità sul Kashmir, storicamente conteso tra i due Paesi, alla stabilizzazione della regione, dal futuro dell’Afghanistan alla lotta al terrorismo.

Palestina, il ruolo dell’Europa nel difficile cammino verso la pace

Ilaria De Bonis da Gerusalemme

MEDIO ORIENTE. In occasione della marcia di 400 italiani per la ripresa del dialogo, da Gerusalemme si rilancia l’idea di uno Stato, due popoli e tre religioni. I partecipanti: «È necessario fare pressioni sulla parte più forte, ossia su Israele».

«Se volete veramente aiutare palestinesi e israeliani a raggiungere la pace, è necessario che facciate pressione sul più forte, ossia su Israele, senza temere accuse di antisemitismo, usando le armi del diritto e se serve anche quelle del boicottaggio». A parlare, sintetizzando il pensiero di molti dei partecipanti alla marcia della Pace dei 400 a Gerusalemme, è il Patriarca latino della Città Santa, Michel Sabbah, intervenuto alla conferenza sulle responsabilità dell’Europa in Medio Oriente.

Obama, pace a debito

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Emanuele Bompan

NOBEL Il riconoscimento al presidente Usa premia i suoi sforzi per il dialogo con l’islam, il suo impegno in favore dei deboli e le sue battaglie sociali. Ma rappresenta anche una spinta a continuare la Green revolution e la lotta all’inquinamento.

La notizia del premio Nobel per la Pace a Barack Obama è stata una sorpresa inaspettata. L’assegnazione del famoso premio, consegnato ieri a Oslo, è evidentemente legata alla visione e alla speranza del presidente americano di un mondo oltre i conflitti, oltre le razze e la povertà, di una ricchezza diffusa basata su una crescita sostenibile, su cui il presidente ha incentrato la sua campagne elettorale e il suo operato nei primi mesi alla guida degli Stati Uniti.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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