Napoli in aiuto del lago di Barrea

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Luigi Esposito (Terra Napoli)

LA DENUNCIA. L’eccessiva apertura di una diga ha fatto calare le acque del bacino abruzzese. Con gravi danni per l’ambiente.

Una larga parte degli italiani è inorridita, solo qualche settimana fa, perché un gruppo di militanti della Lega Nord proponeva un banchetto a base di carne di orso per protestare contro un ripopolamento effettuato con fondi finalizzati alla protezione della biodiversità. Ma ancora oggi numerosi ristoranti propongono carne di orso nei propri menù, al fianco di una grande varietà di piatti vegetariani e vegani, tradizionali e meno tradizionali.

Etiopia: tutti contro lo scempio della diga

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Maurizio Torretti

INFRASTRUTTURE. Sono oltre 400 le organizzazioni che si battono per impedire la realizzazione dell’invaso Gibe III. Un progetto che minaccerebbe l’ambiente e le popolazioni indigene.

Oltre 400 organizzazioni, tra le quali Survival International, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, International Rivers e Friends of Lake Turkana hanno unito le loro forze per promuovere una petizione contro la costruzione della diga Gibe III la più imponente dell’Africa. Il documento verrà consegnato oggi, in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, alle ambasciate etiopi di Europa e Stati Uniti.

Diga di Belo Monte è scontro tra i giudici

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Paolo Tosatti

Brasile Il giudice Olindo Menezes, membro dell’alta corte investita del caso, ha rovesciato il verdetto del tribunale che due settimane fa aveva ordinato la sospensione dei lavori di costruzione

 

 
Nuovo avanti tutta per la diga brasiliana di Belo Monte. Una sentenza emessa da una delle alte corti brasiliane ha rovesciato il verdetto del tribunale che due settimane fa aveva ordinato la sospensione dei lavori di costruzione dello sbarramento sul fiume Xingu, segnando l’ennesima svolta nell’intricato iter di approvazione del controverso progetto.
 
 

L’ultima battaglia dei Kaypò contro la diga

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Susan Dabbous

BRASILE. Protestano in 200 davanti alla sede del Parlamento nella capitale. Chiedono di bloccare la costruzione dell’invaso di Belo Monte, che occuperà 400 chilometri quadrati di foresta.

Agenzia dell’ambiente brasiliana ha dato il via libera a quello che sarà il terzo invaso più grande al mondo. La diga di Belo Monte, che entrerà in funzione nel 2015, sorgerà nel cuore della Foresta Amazzonica, con un’estensione complessiva di circa 400 chilometri quadrati. I 25mila indigeni che vivono lungo il fiume Xingu dovranno fronteggiare in futuro la scarsità d’acqua e l’assenza di pesce nei corsi depauperati che rimarranno a valle.
 

L’ecomostro di Ilisu

Annalena Di Giovanni

SCEMPI. Il megaimpianto voluto dall’esercito di Ankara cancellerà paesaggi e villaggi curdi, come quello di Hasankeyf, vecchi di diecimila anni. Al loro posto un bacino di 330 km quadrati.

Dalla finestra della casa di Ali si vede tutta la valle. Il minareto, la moschea di Rizk, e poi, lontani, gli altri villaggi scavati nella pietra. Si vedono i minivan di turisti, sul ponte, in arrivo dalla città di Batman, a mezz’ora di viaggio. Si vede anche il Tigri, 80 metri più sotto massiccio. Scorre basso e fangoso fra le gambe dei divani dei ristoranti nell’acqua, dove i turisti si stendono su un fianco, coi piedi a bagno, spolpando pesci grigliati.

Una diga sporca di petrolio

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Pietro Dommarco da Potenza

DENUNCIA Nelle acque dell’invaso del Pertusillo, in Basilicata, è comparsa l’alga rossa. Un segnale, secondo i tecnici dell'inquinamento di tutto il bacino. Chi ha indagato sul caso, però, è stato sospeso dalle sue funzioni

 

Il mistero del Pollino

Giorgio Frasca Polara

IL CASO. Un anno fa la Forestale scopre che le acque contenute dalla diga di Monte Cotugno, in pieno Parco nazionale, sono inquinate da sversamenti illegali. Poi sulla questione cala il silenzio del ministero.

Acque inquinate nella diga di Monte Cotugno, nel Parco nazionale del Pollino. Accertamenti inequivoci del Corpo forestale dello stato, in base a due operazioni che risalgono almeno ad un anno addietro e che avevano portato alla denuncia di sei persone alla Procura della Repubblica di Lagonegro. Com’è finita? Silenzio tombale. Non se ne sa più nulla.

Diga Belo Monte, indigeni e ambientalisti attaccano Lula

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Diego Carmignani

BRASILE. Il giorno dopo l’autorizzazione governativa al controverso progetto nello Stato di Parà, la contestazione riprende forza. Ecologisti e nativi della regione denunciano i danni alla natura che saranno prodotti dalla chiusa.

E' arrivata una buona notizia per la foresta amazzonica brasiliana. Il ministro dell’Ambiente del Paese sudamericano, Carlos Minc, ha reso noti i dati sul suo disboscamento, che tra agosto e novembre scorsi, si sarebbe dimezzato: la foresta ha perso solamente 1.140 chilometri quadrati rispetto ai 2.240 dello stesso periodo. Un avvicinamento importante, secondo il politico, all’obiettivo del 2020, ovvero quella riduzione dell’80 per cento del disboscamento, che frenerebbe un processo senza ritorno a causa quale l’ecosistema andrebbe completamente perso.

Tre Gole troppo profonde

Paolo Tosatti

CINA. A causa del basso afflusso idrico, la colossale diga sul Fiume Azzurro potrebbe non raggiungere l’altezza prevista. Bloccando l’entrata in funzione di alcuni generatori dell’impianto. Ai danni ambientali si aggiungerebbero così quelli economici.

Anche i più ambiziosi progetti architettonici sono costretti, presto o tardi, a fare i conti con la natura. Un principio cui non è sfuggita nemmeno la mastodontica Diga delle Tre Gole in Cina, che a causa della scarsità d’acqua potrebbe non raggiungere mai l’originale sviluppo verticale previsto dai sui costruttori, con ripercussioni dirette sulla sua operatività.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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