Grecia/crisi, il giovedì nero di Georgiou Papandreu

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Enrico Campofreds

ATENE. Marcia indietro clamorosa e a sorpresa del premier: il referendum popolare sugli aiuti dell’Europa non si farà più. Ora c’è chi vuole la sua testa. Ma le dimissioni restano nel cassetto.

Peggio delle fibrillazioni delle Borse le notizie provenienti dai palazzi ateniesi hanno registrato altalenanti colpi di scena su cui la speculazione finanziaria può ulteriormente giocare. Il premier greco Georgiou Papandreu ha innescato una retromarcia disdicendo quel eferendum popolare sugli aiuti dell’Europa che aveva lanciato quarantott’ore prima e che aveva provocato il catastrofico sisma dei mercati internazionali.

Il Comune incontra gli ambientalisti

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Giuseppe Parente (Terra Napoli)

BAGNOLI. E' polemica dopo le dimissioni di Riccardo Marone dalla Bagnolifutura. A breve un confronto con l’assessore Lucarelli.

Martedì scorso l’avvocato Riccardo Marone ha annunciato a sorpresa le sue dimissioni da presidente di Bagnolifutura, S.p.a la società di trasformazione urbana, nata il 24 aprile del 2002 per iniziativa del Comune di Napoli, con l’obiettivo di realizzare gli interventi di trasformazione urbana previsti dal Piano Urbanistico Esecutivo di Bagnoli-Coroglio.

Piano casa, nel Lazio il Pdl contro il governo

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Valerio Ceva Grimaldi

URBANISTICA. L’esecutivo impugna la legge regionale e gli assessori annunciano polemicamente le dimissioni. I Verdi: «La Polverini lasci».

Aria di rivolta nel Pdl. I malumori, fino ad ora covati sotto la cenere, sono venuti fragorosamente a galla ieri: una nota ufficiale della Regione Lazio ha annunciato che gli assessori rimetteranno il mandato «in segno di protesta contro la decisione del Consiglio dei ministri di impugnare il piano casa già approvato dal Consiglio regionale».

Tutti in coro: dimissioni

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Aldo Garzia

POLITICA. Dopo la pioggia di compromettenti intercettazioni pubblicate dai giornali, crescono, anche a destra, le critiche.

Siamo forse alla vigilia della resa. La spugna potrebbe essere gettata sul ring da un momento all’altro. Occorre scrivere “forse”, perché il pugile in questione è tenace e non ha voglia di darsi per vinto. Gli innumerevoli processi in corso contro di lui (chi ha tenuto il conto parla di 8) non lo preoccupano. Come del resto non teme le 1.000 intercettazioni depositate presso il Tribunale di Napoli dove dialoga con faccendieri senza scrupoli di escort, politica e finanche di vertici della Guardia di finanza.

Il venerdì nero di Stark

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Luca Bonaccorsi

EUROPA. Le dimissioni del membro tedesco della Bce seminano il panico nei mercati: Milano e Francoforte perdono oltre il 4%.

«Scusa ma lo spread a quanto ha chiuso?». «Impossibile dirlo. Oggi pomeriggio di denaro (compratori ndr) sull’Italia non ce n’erano». Risponde controvoglia il banchiere di un primario istituto italiano. Un’altra giornata orrenda è in corso di archiviazione nei mercati: Milano -5%. «Come quest’estate? – chiedo io -. Peggio – risponde - le manovre le hanno fatte. La Bce ha comprato. E siamo a questi livelli. è peggio di quest’estate».

L’ultimo desiderio di Kan. L’energia del sole e del vento

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Bruno Picozzi

GIAPPONE. Lascia il quinto leader di governo in meno di cinque anni. Dimettendosi ha saputo indirizzare il Paese verso un futuro più sostenibile. L’obiettivo è il 20% di fonti rinnovabili entro il 2020.

Il suo nome resterà legato per sempre sia alla pessima gestione della crisi di Fukushima, sia al grande insegnamento che la sua parte politica ha tratto dal disastro: uscire rapidamente dal nucleare e abbracciare con decisione le energie rinnovabili. Scelta assolutamente impensabile in Giappone fino a sei mesi fa.

«Per favore cacciate la Prestigiacomo»

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Alessandro Bratti

COMMENTI. La Prestigiacomo, che disastro. E' giunta l’ora che si faccia da parte.

Il Ministro Prestigiacomo si avvia a conquistare il titolo di peggior Ministro dell’Ambiente. Unica attenuante è che l’attuale governo Berlusconi è stato forse il Governo meno attento al tema ambientale, non sapendone cogliere le opportunità anche rispetto alla crisi profonda che stiamo vivendo.

Tramonto sul Sol Levante. Il premier si dimette

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Junko Terao

GIAPPONE. Moody’s taglia il rating sul debito sovrano nipponico mentre Naoto Kan dopo mesi di agonia si prepara a lasciare inseguito da polemiche e sondaggi negativi. Favorito Seiji Maehara.

La notizia era nell’aria da giorni e ieri è arrivata la conferma: Seiji Maehara, ex ministro degli Esteri del governo Kan, è ufficialmente in gara per la presidenza del Partito democratico e quindi, per una tradizione ormai consolidata che vuole il capo del partito di maggioranza alla guida del governo, per la carica di primo ministro.

Investitori in fuga. Prosegue l’emorragia

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Luca Bonaccorsi

MERCATI. Milano -2,5%, banche -5%, spread sulla Germania verso i 400 pb. Napolitano incontra Draghi e Tremonti vola da Juncker. Ormai chiara la ricetta: intervento Bce e dimissioni del governo.

E' una emorragia che non si ferma quella che sta mettendo ko i mercati italiani. Anche ieri la borsa di Milano ha perso oltre il 2%, le grandi banche italiane quasi il 5% e, soprattutto, i titoli di Stato hanno segnato nuovi record negativi arrivando a toccare i 400 punti base sulla Germania, ben oltre il 6% di rendimento a 6,23. Ormai è allarme rosso. L’Italia, per le dimensioni del suo debito, può reggere tassi a questo livello per un periodo di tempo limitato, seppur non brevissimo.

Siria, governo dimesso. L’ultima carta di Bashar

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Ester Adorno

MEDIO ORIENTE. Dopo gli scontri con decine di morti, il premier Naij al Otari lascia insieme a tutti i ministri. Ora si apre una partita difficilissima, tra la piazza e i conflitti interni al regime.

Com’era previsto, ieri si è dimesso in blocco il governo siriano, di fronte alla stretta repressiva del regime contro le proteste di questi giorni. Proteste iniziate due settimane fa contro gli arresti, a Daraa, di alcuni ragazzi che disegnavano graffiti contro il regime, e che si sono rapidamente trasformate in un incubo fatto di marce pacifiche represse a colpi di mitragliatrice.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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