Siria, l’Onu dimentica un popolo oppresso

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Susan Dabbous

DIPLOMAZIA. Il ministro degli Esteri Frattini incontrando Ghalioun, noto oppositore al regime di Assad, depreca l’immobilismo del Consiglio di sicurezza. E promette aiuto da parte di Roma.

«Ai cittadini siriani dico che saremo loro vicini in questo momento di grande difficoltà. Di fronte alla riluttanza del mondo e, in particolare, del Consiglio di Sicurezza che sinora non è stato capace di adottare una risoluzione seria». Tra le ultime mansioni, almeno con l’attuale governo, il ministro degli Esteri Franco Frattini ha deciso dedicare la giornata di ieri quasi interamente alla guerra civile siriana.

La risposta di Israele allo “schiaffo” dell’Unesco

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Sonia Latinio

DIPLOMAZIA. Dopo l’annuncio di Parigi, altri duemila alloggi in Cisgiordania e nell’area di Gerusalemme Est e stop temporaneo al trasferimento di fondi all’Autorità nazionale palestinese.

Israele mostra i muscoli e reaisce con forza allpo “schiaffo” di Parigi. La ritorsione all’ingresso della Palestina nell’Unesco come membro a pieno titolo è immediata e durissima: accelerazione sugli insediamenti, peraltro mai fermati, e blocco dei trasferimenti delle rimesse dovute ai palestinesi.

Sui negoziati ecco la ricetta del Quartetto

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Lettera22

MEDIO ORIENTE. Dopo i discorsi all’Onu di Abbas e Netanyahu, la diplomazia propone trattative entro un mese e un accordo per il 2012.

Trattative bilaterali dirette entro un mese, per raggiungere un accordo entro la fine del 2012. La prima conseguenza della richiesta palestinese di riconoscimento, presentata venerdì all’Onu da Mahmoud Abbas, è che il Quartetto (Usa, Ue, Russia e Onu) si è svegliato e prova a fare un massaggio cardiaco ai negoziati, incagliati da settembre 2010 sulla secca degli insediamenti dei coloni in Cisgiordania.

Ore di battaglia a Kabul. Sotto tiro la Zona verde

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Emanuele Giordana

AFGHANISTAN. Un attacco senza precedenti dei talebani nella capitale afgana prende di mira la cittadella fortificata sede della diplomazia e della Nato. Obiettivo il cervellodell’occupazione.

Hanno aspettato che finisse il Ramadan. Aspettato che passasse l’11 settembre. E anche il 12. Poi, passata l’ora di pranzo del 13 (orario inusitato per questo genere di attacchi), a due giorni dall’anniversario delle Torri gemelle, i talebani hanno attaccato il cuore di Kabul.

«L’Italia non fa nulla contro i trafficanti»

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Alessandro De Pascale

WIKILEAKS. Per la diplomazia Usa «manca un Piano contro il traffico di esseri umani» e la nostra polizia «non è addestrata per fronteggiarlo».

Gli Stati Uniti seguono da tempo, con la massima attenzione, il problema del traffico di esseri umani. I cable della diplomazia Usa, diffusi da Wikileaks, che riguardano questi crimini, sono numerosi. Almeno tre si concentrano sullo sfruttamento degli immigrati nel nostro Paese e sulle misure prese dal governo Berlusconi per contrastare gli ingressi irregolari.

La diplomazia di Assad. Cronache dall’inferno siriano

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Susan Dabbous

REPORTAGE. Dentro il campo profughi siriano gestito dalla Mezzaluna rossa a Yayladagi nel Sud Ovest della Turchia. Tra soldati fuggiti e contadini torturati senza aver mai partecipato a una manifestazione contro il regime di Damasco.

Torture, defezioni, massacri. Bambini, neonati, ex soldati e gente comune stanno tutti insieme. Ad entrare nel campo profughi ufficiale di Yayladagi si capisce finalmente perché l’accesso è interdetto rigidamente alla stampa. La struttura è coperta da un telo molto spesso di plastica che cinge la recinzione esterna esterna per impossibilitare i contatti anche quando gli ospiti sono in cortile. I sopravvissuti, fuggiti dalla repressione di Bashar al Assad nelle settimane scorse, riportano ferite da armi da fuoco e segni di tortura.

Per superare i conflitti servono altri strumenti

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Emanuele Giordana*

DIPLOMAZIE. Ci vuole un nuovo organismo, non un nuovo ordine, mondiale. E nuove levatrici. I cinque Paesi che vinsero l’ultima guerra mondiale non possono più decidere per tutti.

Un ambientalista è per forza un pacifista? Non sempre e non per forza, come il dibattito sull’intervento in Libia ha dimostrato e come dimostra l’interrogativo che, dall’ingerenza umanitaria in avanti, caratterizza un modo di interrogarsi che va oltre schemi e ideologie. Pur se, per forza di cose, non si può eludere  il rapporto che la guerra ha, oltre  la distruzione degli  esseri umani, con le offese e le ferite che porta al territorio, agli animali che lo popolano, alle specie vegetali che lo ricoprono.

LE NUOVE SFIDE DELLA DIPLOMAZIA

Emanuele Giordana, direttore di Ecoradio

Le diplomazie contemporanee non sono attrezzate per gestire le crisi che spesso sono imprevedibili. Abbiamo puntato su grandi eventi mediatici e non siamo più in contatto con i processi reali nei Paesi stranieri, dove cresce il pensiero antagonista e nascono i nuovi leader

Del senno di poi son piene le fosse, sarebbe dunque un esercizio inutile dar colpa alle diplomazie occidentali e americane di non aver previsto la vague méditerranéenne che ha colto tutti impreparati. Né è stato molto generoso Bill Emmott che, sulle pagine de La Stampa, ha ricordato come, sin dal 2009, l’Economist avesse previsto il “risveglio dal sonno” del mondo arabo. Per noi giornalisti gettare lo strale è facile e non c’è Paese al mondo del quale non potreste dire “succederà qualcosa”, per poi rivendicarlo qualche anno dopo con la caduta della borsa, una sommossa di piazza.

Taiwan accoglie Pechino a colpi di “Gelsomino”

Bruno Picozzi da Chiayi

Diplomazia. Decine di indipendentisti hanno contestato il corteo del capo negoziatore cinese appena giunto nell’isola. Cori e bandiere inneggianti alla pace. E lanci di fiori in segno di protesta

Quando si dice essere accolti con un mazzo di fiori. In un chiaro riferimento alle rivolte popolari che stanno abbattendo i regimi autarchici del Nordafrica, un lancio di gelsomini ha accolto nel Sud di Taiwan il corteo di Chen Yunlin, capo negoziatore di Pechino e presidente dell’Associazione per le relazioni attraverso lo stretto di Taiwan.

Battisti, è alta tensione

Dina Galano

DIPLOMAZIA Secondo i media brasiliani, la decisione sull’estradizione dell’ex terrorista è imminente. In Italia, l’avvertimento del ministero degli Esteri: «Siano rispettati i trattati bilaterali»

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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