Greenpeace ai conciatori: «Stop allo sfruttamento»

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Silvia Toscano

PROTESTA. Gli ecologisti manifestano contro l’industria della pelle che continua ad alimentare deforestazione e violazioni di diritti. Ieri attivisti in piazza a Bologna durante la Fiera internazionale.

Un avvertimento all’industria delle pelle che continua a minacciare la foresta amazzonica. Lo ha lanciato Greenpeace, scendendo in piazza con una protesta non convenzionale, proprio in occasione della fiera internazionale Linea Pelle di Bologna perché tra la distruzione in Amazzonia e i prodotti in pelle c’è un legame molto stretto: i due terzi delle aree deforestate sono occupati da pascoli e allevamenti.

La colpa di essere donna. Liberata Maryam Bahrman

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Tiziana Guerrisi

IRAN. Nota per le sue battaglie in difesa dei diritti delle donne e dell’ambiente era stata accusata di “attentato alla sicurezza nazionale” per aver partecipato a due seminari. La stretta sulle Ong.

Chiedere la revisione delle leggi discriminatorie verso le donne, manifestare per i diritti umani e l’ambiente, in Iran, è una roulette russa. Lo sa bene l’attivista Maryam Bahrman, appena rilasciata dopo oltre tre mesi di carcere grazie anche a una campagna internazionale che ha visto insieme deputati europei e italiani e Ong internazionali e italiane come come l’Associazione Donne per lo Sviluppo (Aidos).

La manovra cancella i diritti e il referendum

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Nello Trocchia

WELFARE. Libertà di licenziare, il grande fratello in fabbrica, saccheggio del patrimonio pubblico. Gli indignati scenderanno in piazza, in tutta Europa, il 15 ottobre per un’altra politica economica.

«Così si cancella lo statuto dei lavoratori». Il professore Luciano Gallino, sociologo del lavoro, è netto nella valutazione della manovra, approvata ieri in Senato, che contiene la deroga ai contratti nazionali e allo statuto dei lavoratori con la possibilità di licenziamenti facili senza giusta causa, “con l’accordo delle imprese e dei sindacati”. Il governo sostiene che l’accordo dei sindacati sia una garanzia di tutela. «Niente da dire una bella garanzia» risponde ironico Gallino.

Al via l’anno scolastico. La Gelmini dà i numeri

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Dina Galano

ISTRUZIONE. Il ministro descrive un sistema virtuoso e rassicura: «Nessun effetto diretto dalla manovra». «Venga a vedere il Paese reale» accusa Giambrone, Idv. Puglisi, Pd: «La solita fiction».

Quasi otto milioni di studenti sono pronti a sedersi ai banchi. Nemmeno un augurio, però, è stato loro rivolto durante la consueta inaugurazione dell’anno a Palazzo Chigi. Ieri, il ministro Mariastella Gelmini è stata impegnata nel rassicurare un avvio senza intoppi. Le cifre del ministero disegnano una macchina di successo: «Abbiamo proceduto a 65mila nuove assunzioni, risparmiato 300 milioni di euro dagli appalti di pulizia. Altre risorse sono stati risparmiate grazie alla digitalizzazione».
 

Ostia, sabato in spiaggia per i diritti

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Alessandro Polinori (Terra Lazio)

MOBILITAZIONE. Promossa dal coordinamento delle associazioni del Litorale romano torna l’impegno per l’accesso al mare.

Torna a far discutere il tema spiagge, dopo le tante polemiche sollevate dal diritto di superficie e dalla paventata possibilità di costruzione e privatizzazione delle coste italiane. In attesa di vedere gli sviluppi definitivi di questa vicenda, il Coordinamento Spiaggia Bene Comune rilancia organizzando un’iniziativa ad Ostia per sabato 2 luglio.

I diritti alzano la voce. In piazza il Terzo settore

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Rossella Anitori

PROTESTA. Operatori sociali e persone disabili arrivate da tutta Italia hanno manifestato ieri a Roma contro i tagli al welfare e per chiedere un nuovo patto sociale per il futuro del Paese.

Reclamano diritti e garanzie. Le organizzazioni del terzo settore non sono più disposte ad aspettare. Ieri il mondo servizi sociali si è dato appuntamento a Roma, davanti a Montecitorio, per dire basta alla riduzione delle risorse destinate al welfare. Operatori sociali e persone con disabilità hanno riempito le vie del centro urlando la loro indignazione.

Alla ricerca di una televisione tutta nuova

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Alessia Mazzenga

IL CASO. Gli autori televisivi e cinematografici denunciano l’uso sistematico nei rapporti contrattuali di clausole che spogliano la categoria dei propri diritti.

Gli autori televisivi e cinematografici sono al Turning Point. Che in una narrazione è il momento della svolta decisiva.

Un secolo di lotte per i diritti

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Giuliano Rosciarelli

INTERVISTA. A colloquio con Maurizio Landini, segretario dell’organizzazione che a Bologna sta festeggiando l’anniversario dei suoi centodieci anni di storia a fianco dei lavoratori.

«C’è bisogno di cambiamento ma nessuna cambiale in bianco, chi si candida alla guida di questo Paese deve dire prima come e cosa vuole fare». Maurizio Landini segretario della Fiom, a pochi giorni dalle amministrative lancia messaggi chiari e lo fa quando la “sua” organizzazione sta festeggiando a Bologna i 110 anni di storia.

Welcome per un’accoglienza degna

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Riccardo Bottazzo (Terra Nor Est)

DIRITTI. La brutta vicenda dei profughi in fuga dalla guerra libica. Le risposte sbagliate di Zaia e quelle giuste di Amnesty, Caracol e altri.

Questa è la storiaccia brutta di un’emergenza creata ad arte, delle risposte sbagliate che gli sono state date, delle risposte giuste che tutti hanno fatto finta di non sentire e di una risposta che non è ancora arrivata. La vicenda è quella dei profughi in fuga dalla guerra libica. Emergenza creata ad arte.

L’odissea dei trasferimenti, Lampedusa e le nuove galere

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Dina Galano

MIGRANTI. Dopo gli sbarchi di sabato Maroni avvisa: «Finché in Libia non si avrà la pace, si può respingere con le navi Nato». E chi arriva trova la reclusione. Viaggio tra i Cie inaugurati dal governo.

«Se non si arriva alla pace si può sempre respingere i barconi con le navi da guerra». La frase, inserita in una copiosa intervista sulle pagine del Corsera, proviene dal ministro Roberto Maroni e riassume esaustivamente il piano del governo per impedire gli arrivi e sostenere la tesi della ritorsione incoraggiata dal Colonnello. Intanto, dopo la chiusura del Centro di identificazione ed espulsione nato nell'ex caserma Andolfato in provincia di Caserta, la struttura di Kinisia pare pronta ad accogliere i 90 tunisini liberati. Sono tre i nuovi Cie sorti con decreto, da un giorno all'altro, all'insaputa degli stessi amministratori locali. La denuncia del governatore lucano De Filippo: «Non ci hanno avvisato nemmeno quando è stata allestita la prima tendopoli a Palazzo San Gervasio né quando c'è stata l'evoluzione da Cai a Cie. Oggi sappiamo che nessuno può entrare».

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La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

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