Così nell’Italia dei respingimenti sta scomparendo il diritto d’asilo

Dina Galano

RIFUGIATI. Poco più di 17.600 istanze presentate nel 2009. Erano state oltre 30mila l’anno precedente. La denuncia dell’Unhcr: anziché contrastare l’immigrazione irregolare, si nega l’ingresso a chi è tutelato dalle convenzioni internazionali.

Il muro alla frontiera italiana è sempre più alto. Anche per chi fugge da violenze, conflitti e instabilità del proprio Paese d’origine, infatti, la prospettiva di ottenere accoglienza si fa sempre più remota. Le domande di asilo alle autorità italiane sono diminuite drasticamente: a fronte delle 30.492 richieste avanzate nel 2008, il 2009 ne ha conosciute poco più della metà (17.603).

Schizofrenia al potere

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Valerio Ceva Grimaldi

VIOLAZIONI
— Il governo mette in discussione i principi giuridici alla base del diritto d’asilo. L’Unhcr denuncia: «Usata la forza contro i migranti». L’esecutivo risponde alle critiche. E intanto la Camera approva una mozione contro l’aborto. —

La pratica dei respingimenti in mare attuata dall’Italia impedisce l’accesso al diritto d’asilo da parte degli immigrati». Laura Boldrini, portavoce dell’Alto commissariato per i rifugiati, giudica «violente» le critiche rivolte dal governo all’Unhcr, “reo” di aver raccolto testimonianze di migranti che hanno denunciato l’uso della forza da parte dei militari italiani.

Esseri umani non solo numeri

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Susan Dabbous

MIGRANTI
— In fuga da guerre e persecuzioni, 42 milioni di persone non possono vivere nel proprio Paese. Almeno oggi, nella giornata mondiale del rifugiato, i migranti sono esseri umani e non numeri. —

Syed è il figlio di un talebano, ma da molto tempo non ha più contatti con la sua famiglia perché dal suo Afghanistan è fuggito quando aveva 10 anni. Ora ne ha 20. Syed è un rifugiato arrivato a Roma due anni fa. Lui ce l’ha fatta, molti altri suoi compagni di viaggio no. Li ha visti morire assiderati durante la traversata delle montagne che separano l’Afghanistan dall’Iran, ha tentato di soccorrerli dopo i pestaggi della polizia iraniana nel carcere di Evin, prigione dove finiscono anche i clandestini.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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