I grillini tolgono la scena agli Indignati e ai Viola

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Eloisa Covelli e Dina Galano

PROTESTA. Continua oggi a piazza San Giovanni l’assemblea popolare del movimento che prende spunto dalle manifestazioni madrilene di Puerta del Sol. Presenti disabili, precari, cassaintegrati.

Il boom di partecipazione non c’è stato. Ma loro se l’aspettavano e se ne infischiano. D’altronde il loro motto è: andare piano per andare lontano. Oggi gli Indignati italiani continuano a piazza San Giovanni l’assemblea popolare, iniziata ieri dopo aver passato la notte in tenda. Il corteo, che da piazza della Repubblica è arrivato alla Basilica, ha visto una partecipazione di poche centinaia di persone.

Manovra-bis, la rivolta dei disabili contro i tagli

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Rossella Anitori

FINANZIARIA. Ieri a Roma il blitz delle associazioni: «Nei prossimi tre anni il governo ridurrà le prestazioni di oltre il 35 per cento. Senza contare la riduzione dei fondi destinati agli enti locali».

«Il problema è di uguaglianza e di libertà. Le persone con disabilità sono cittadini come tutti gli altri. Possono rappresentare una risorsa se messe in condizione di potersi formare e lavorare. Per farlo però hanno bisogno di un aiuto che la società in cui viviamo dovrebbe garantirgli se si basasse realmente su un principio di solidarietà».

Disabili già colpiti ma alla Lega non basta

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Eloisa Covelli

MANOVRA. Il ministro Calderoli propone di modificare le regole per l’accompagnamento e la reversibilità. Ma i portatori di handicap sono già usciti bastonati dall’ultimo decreto di Ferragosto.

«La Lega se la prende con vedove e disabili», non usa mezzi termini Pietro Barbieri, il presidente della Fish, Federazione italiana superamento dell’handicap. L’ultima uscita del ministro Calderoli mostra un’apertura del suo partito alla modifica delle pensioni, ma solo quelle «di chi non ha mai lavorato».

I diritti alzano la voce. In piazza il Terzo settore

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Rossella Anitori

PROTESTA. Operatori sociali e persone disabili arrivate da tutta Italia hanno manifestato ieri a Roma contro i tagli al welfare e per chiedere un nuovo patto sociale per il futuro del Paese.

Reclamano diritti e garanzie. Le organizzazioni del terzo settore non sono più disposte ad aspettare. Ieri il mondo servizi sociali si è dato appuntamento a Roma, davanti a Montecitorio, per dire basta alla riduzione delle risorse destinate al welfare. Operatori sociali e persone con disabilità hanno riempito le vie del centro urlando la loro indignazione.

Disabili, fischi per la Moratti

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Anna Pellizzone (Terra Milano)

IL CASO. Alla mobilitazione di ieri della Ledha contestazione per il sindaco e applausi per Pisapia. Bomprezzi: «Diritti, non filantropia».

Le piazze milanesi si schierano con Giuliano Pisapia. Anche quando le questioni in discussione sono assolutamente bipartisan e riguardano l’interesse di tutti. Ne è stata l’ennesima riprova la mobilitazione indetta ieri da Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità) che si è tenuta ieri in piazza Duca D’Aosta. A far scattare la protesta sono stati l’azzeramento del bollo per la Non Autosufficienza e la drastica riduzione dei finanziamenti nazionali per i servizi sociali, che nel 2011 saranno tagliati dell’85%.

Un premio per Tremonti

Luca Mattiucci (dir. resp. Comunicare il sociale)

EDITORIALE. C’era una volta il 7%. Era la quota del collocamento obbligatorio per i disabili. Quella soglia minima che faceva sperare ad un diversamente abile di poter lavorare nel Belpaese.

C’era una volta il 7%. Era la quota del collocamento obbligatorio per i disabili. Quella soglia minima che faceva sperare ad un diversamente abile di poter lavorare nel Belpaese. Poi venne il governo che in una giornata d’agosto del 2010, complice probabilmente il cattivo tempo, anziché preferire il mare, decise, con la Legge 126, di spazzarlo via. Di lì per le associazioni di categoria cominciò un calvario tra ministeri e Parlamento. Una favola amara che trova il suo epilogo in un nulla di fatto.

Il governo blocca il diritto al lavoro dei disabili

Maurizio Torretti

IL CASO. Ancora nulla di fatto sul ripristino della quota del 7% del collocamento obbligatorio.

Tutto fermo per il ripristino della quota del 7% del collocamento obbligatorio dei disabili, cancellata dalla legge 126 dello scorso agosto. Anche l’incontro dei giorni scorsi tra il ministero dei Rapporti con il Parlamento, la Cgil funzione pubblica Roma e Lazio e le associazioni dei disabili si è risolto in un nulla di fatto.

Il governo blocca il diritto al lavoro dei disabili

Maurizio Torretti

IL CASO. Ancora nulla di fatto sul ripristino della quota del 7% del collocamento obbligatorio.

Tutto fermo per il ripristino della quota del 7% del collocamento obbligatorio dei disabili, cancellata dalla legge 126 dello scorso agosto. Anche l’incontro dei giorni scorsi tra il ministero dei Rapporti con il Parlamento, la Cgil funzione pubblica Roma e Lazio e le associazioni dei disabili si è risolto in un nulla di fatto.

Una scuola in ginocchio

Enrico Campofreda

IL CASO. A causa dei tagli mancano persino i fondi per rimuovere le barriere architettoniche per i bambini disabili. Una giornata di mobilitazione in un istituto romano che vanta 274mila euro di crediti dal ministero.

Si dice che un merito la riforma Gelmini ce l’abbia. Avere avvicinato i figli-alunni ai genitori e questi agli insegnanti nel rigettare un programma che priva l’istruzione di troppe essenziali cose, fino al paradosso di negargli quel genere di conforto assurto nella scuola a merce di lusso: la carta igienica.

La protesta dei disabili

Susan Dabbous

DIRITTI. Centinaia di portatori d’handicap hanno manifestato davanti a Montecitorio. Forte l’imbarazzo della politica: in Aula sono state stralciate dalla manovra le restrizioni dell’indennità di accompagnamento.

Hanno aspettato, sfidando le temperature africane di questi giorni, che il Palazzo restituisse loro i propri diritti. E alla fine ce l’hanno fatta.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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