Circum, ancora troppi disagi

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Francesco Servino (Terra Napoli)

TRASPORTI. Corse tagliate, stazioni chiuse, biglietti introvabili. E con l’inizio dell’anno scolastico andrà sempre peggio per gli utenti.

Continuano i disagi per gli utenti della Circumvesuviana: da lunedì 12 Settembre è entrato in vigore il nuovo programma di esercizio, che prevede il taglio di numerose corse e la chiusura di alcune linee nei giorni festivi e nei fine settimana. La linea Napoli-Ottaviano-Sarno, dopo due settimane di chiusura, è finalmente tornata in funzione: i cittadini dell’area est dei paesi vesuviani temevano di essere tagliati fuori dal sistema dei trasporti, ma pur con notevoli ritardi e qualche soppressione i treni hanno ripreso a transitare.

«La mia odissea con la Circum»

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Francesco Servino (Terra Napoli)

TRASPORTI. Il cronista di Terra racconta: «Tratte interrotte, disagi, zero bus sostitutivi: oltre due ore per andare da Ottaviano a Napoli».

Ore 8, sono alla stazione della Circumvesuviana di Ottaviano (Napoli). Sul sito internet avevo letto che ci sono dei pullman sostitutivi disponibili, perchè la linea ferroviaria è ferma da diversi giorni. Scopro subito, senza troppo stupore, che di pullman non ve ne è manco l’ombra. Rimedio un passaggio: una signora che si sta recando alla stazione di Pompei Scavi si offre di darmi un strappo. Arrivo alle 8,35. Il treno delle otto e ventidue viaggia con ritardo. Ma non arriva. Il prossimo è previsto alle 9,18. Alle 9,35 del treno nessuna traccia.

Atac, aumentano biglietti e disagi

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Emanuele Rigitano (Terra Lazio)

MOBILITA'. Alla stangata decisa da Alemanno per chi sceglie bus e metro non corrispondono miglioramenti nei servizi offerti.

Era il settembre del 1993 quando il biglietto dell’autobus passò da 800 a 1.200 lire, una vera stangata. Di lì a breve sarebbe diventato sindaco di Roma Francesco Rutelli. L’attuale primo cittadino, Gianni Alemanno, ha promesso più volte che non ci sarebbe stato un altro aumento dei titoli di viaggio. I sogni dell’esponente del Popolo della Libertà si sono infranti con la presentazione, da parte dell’Atac, del piano industriale 2011-2015.

Disagi del weekend. Al via i risarcimenti

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Alessandro De Pascale

MALTEMPO. L’incontro tra le associazioni dei consumatori e Autostrade si terrà oggi. Quello con le Ferrovie nei prossimi giorni. Anche a Firenze pronta una class action per la paralisi del 17 dicembre.

Oltre 5.000 automobilisti intrappolati anche per 24 ore sull’autostrada del Sole A1 con 19 caselli del tratto toscano su 25 chiusi e almeno 87 tir finiti di traverso. Altre migliaia di persone sui binari di Firenze Santa Maria Novella in attesa degli Eurostar dell’alta velocità. Era questa la situazione nel Centro Italia lo scorso week end provocata da una semplice nevicata. Le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra per chiedere i risarcimenti. Eventualmente anche lanciando una class action, se falliranno i tavoli previsti nei prossimi giorni.

Natale in aeroporto, Londra e Parigi in tilt

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Susan Dabbous

MALTEMPO. A Bruxelles voli sospesi fino a mercoledì: esaurito il liquido antigelo. Continuano
i disagi allo scalo di Heathrow. Chiuso pure Orly. Le autorità avvertono: disagi tutta la settimana.

Oltre al danno del maltempo, anche la beffa per eccesso di zelo. All’aeroporto National di Bruxelles quest’anno si erano fatte abbondanti scorte di liquido antigelo per far fronte al grande freddo e non rimanere in panne come già accaduto negli anni scorsi. Ma qualcuno si deve essere fatto male i conti o forse si ecceduto in generosità nei giorni scorsi quando Bruxelles ha deciso di accogliere tanti voli dirottati da Londra e Parigi cancellati per la neve.

In Italia si torna a volare

Alessio Postiglione

TRASPORTI. Riaperto alle 12 di ieri lo spazio aereo nostrano. Europa meridionale, Asia, Africa, America le rotte sicure. Ancora chiusi gli scali di Regno Unito, Scandinavia, Paesi Baltici, Benelux, Germania e Francia.

Via libera agli aerei. Lo spazio aereo italiano è stato, infatti, riaperto dalle ore 12 di ieri. Sono ripresi tutti i voli interni e alcune rotte internazionali sicure: Europa meridionale, Asia, Africa, Nord e Sud America. Ancora off limits, invece, i cieli dove incombe una nube costata finora, secondo le compagnie aeree, un miliardo di dollari, fra viaggi cancellati e restituzione dei biglietti. Sono chiusi o parzialmente chiusi gli aeroporti di Regno Unito, Scandinavia, Paesi Baltici, Benelux, Germania e Francia.
 

Quanti voli in cenere

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Piero Capponi

LA NUBE. Diminuisce marginalmente l’attività del vulcano islandese che ha paralizzato il traffico aereo europeo e sta mettendo in ginocchio il settore. Le ceneri danneggiano un jet militare Nato. Illeso il pilota.

Meglio rispetto ai giorni scorsi, soprattutto a mercoledì quando il vulcano islandese Eyjafjollajokull, un incubo già dal nome, si è risvegliato mandando in confusione non tanto la pacifica quotidianità degli isolani quanto il commercio e il turismo degli europei.

Haiti, monta la protesta

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Susan Dabbous

TERREMOTO. A tre giorni dal sisma che ha colpito l'isola giungono gli aiuti. Ma milioni di persone restano ancora senza cibo, acqua e coperte. Sale la rabbia tra gli haitiani che ieri hanno attaccato un convoglio della Repubblica dominicana.

Si muovono per le strade senza meta. È una marcia disperata e priva di senso quella che compiono gli oltre 300mila sfollati di Haiti. A tre giorni dal devastante terremoto che ha ingoiato la capitale Port-au-Prince, è ancora incerto il numero dei morti, che secondo i calcoli della Croce rossa internazionale dovrebbe aggirarsi intorno ai 50mila. Ieri sono arrivati i primi aiuti internazionali, scortati ovviamente dai militari per evitare gli assalti. Le scene di caos comunque non sono mancate.

Territorio martoriato

Massimo Serafini

IN FONDO. L’intensità delle piogge degli ultimi giorni e gli enormi disagi sofferti dai cittadini italiani dimostrano ancora una volta l'estrema vulnerabilità del nostro territorio. Il governo dovrebbe investire denaro nel riassetto idrogeologico del suolo e non in inutili grandi opere che aggiungono cemento a cemento

E' normale che a dicembre ci siano perturbazioni con nevicate e temporali. Meno normale è che maltempo e piogge abbiano sempre conseguenze così devastanti e drammatiche. Di fronte al ripetersi di quelle che una classe dirigente affaristica e incolta si ostina a chiamare “calamità naturali”, un interrogativo a chi governa il Paese, ma anche all’opposizione, va posto: perché mai qualsiasi pioggia cada, normale o eccezionale che sia, le conseguenze per le persone e le cose sono sempre e comunque le più gravi?

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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