discariche

Nella discarica Abruzzo

Diego Carmignani
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TERRITORIO. Comitati e ambientalisti si mobilitano contro i futuri impianti di smaltimento che minacciano la Regione e fanno gola alle imprese. E a L’Aquila l’immondizia è diventata la nuova emergenza sanitaria.

Storia grottesca e disperata quella recente dell’Abruzzo, da regione miracolosamente incontaminata, quasi orgogliosa delle proprie misconosciute ricchezze, a improvviso bersaglio di ogni male italiano. Scoperta dal mondo in seguito ai cataclismi terremoto e Bertolaso, è poi rimbalzata sulle pagine di cronaca a più riprese, per ragioni sempre sgradevoli: trivellazioni barbare che minacciano le coste e l’entroterra, elettrodotti destinati ad attraversare le sue valli, fauna e flora di aree protette messi in pericolo dall’incuria umana.

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Nuove discariche vecchie crisi

Ylenia Sina
CAMPANIA. Prosegue la mobilitazione dei cittadini di Napoli contro la gestione dei rifiuti e lo sversamento illegale.

Continuano le mobilitazioni dei cittadini nel napoletano. Protagonisti il Movimento difesa del territorio area vesuviana, il collettivo area vesuviana dell’area di Terzigno e il Presidio permanente contro la discarica di Marano e Chiaiano. I primi oggi pomeriggio incontreranno il Prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, per denunciare la repressione della quale sono stati vittime. È circa l’una di notte, tra il 4 e il 5 giugno.

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Allarme discariche a Bacoli

Pierluigi Schiano Moriello (Terra Campania)
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RIFIUTI. Si susseguono i ritrovamenti di depositi abusivi e sversamenti di liquidi inquinanti. La denuncia dell’associazione “Freebacoli”.

Dalle spiagge dei Campi Flegrei fino alle colline dei Camaldoli è emergenza per lo sversamento illegale di rifiuti tossici. Risale a domenica scorsa la preoccupante scoperta ad opera di due attivisti di Bacoli, a pochi passi dalla pista ciclabile: uno scarico abusivo appena nascosto dalla vegetazione diffondeva liquami maleodoranti nel Lago Miseno, ed ora saranno l’Arpac e l’Asl a condurre le analisi necessarie a descrivere l’origine di quei rifiuti che, a detta dei carabinieri, sembrano essere di natura chimica.
 

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In Italia troppe discariche

Rossana De Rossi
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DOSSIER. Presentata (in ritardo) l’annuale fotografia del Belpaese da parte dell’Ispra: meno immondizia prodotta ma ancora troppa finisce sotto terra. Ferrante (Pd) denuncia la mancanza dei dati sui rifiuti speciali.

Tanto tuonò che piovve. È finalmente pubblico, con quattro mesi di ritardo, il rapporto rifiuti 2009 dell’Ispra, presentato in sordina ieri a Roma, senza il ministro dell’ambiente e senza dati sui rifiuti speciali, i più pericolosi per la salute dei cittadini.

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«Stop alle discariche»

Rossella Bianco (Terra Lazio)
RIFIUTI. E' stato inaugurato nel XV Municipio della Capitale un nuovo centro di raccolta differenziata.

un appello a tutti i cittadini quello lanciato dal Municipio XV e dall’Ama, al fine di attuare un esplicito piano di sensibilizzazione pubblica al rispetto dell’ambiente e del territorio.
 
Il Centro raccolta differenziata presentato nei giorni scorsi in via Arturo Martini, fa da contraltare alle ordinanze del consigliere del Pdl Augusto Santori che stabilisce sanzioni per chi abbandona frigoriferi, materassi o scatoloni per strada. 
 

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Lo scandalo di Sant’Antonio Abate

Pasqualino D’Aniello (Il Gazzettino Vesuviano; Terra Campania)
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INCHIESTA. Il territorio è abbandonato a se stesso e regna l’anarchia, con discariche abusive anche di amianto.

Continua anche questa settimana, dopo  il dossier  della scorsa uscita, l’inchiesta sul dissesto dei canali del Consorzio di Bonifica dell’Agro Nocerino Sarnese. La nostra attenzione questa settimana si sposta dalla efficienza dei canali allo stato dei  luoghi nei pressi degli stessi, che si prestano a divenire vere e proprie discariche abusive dove tutto è lecito.

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Le vergogne del Lazio

Ylenia Sina
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CORTEI. I movimenti per la preservazione e la tutela del territorio si sono dati appuntamento ieri a Roma per dire no ai progetti che mettono a rischio l’ambiente, dal porto turistico di Fiumicino alla centrale nucleare di Montalto di Castro.
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Da Fondi al Vesuvio, gli allarmi dei prefetti ignorati dal governo

Giorgio Frasca Polara
CAMPANIA. In una nota inviata a Guido Bertolaso, il commissario del Comune di Terzigno, Luigi Armogida, chiede la pubblicazione dei dati relativi alla discarica situata nel cuore del Parco vulcanico per tranquillizzare la cittadinanza.

I prefetti, ma ora anche i viceprefetti, cominciano a star davvero sulle scatole al nostro governo. Come dire che non è isolato il caso del prefetto di Latina Piero Frattasi del quale il Consiglio dei ministri ha voluto ignorare le denunce sulle infiltrazioni mafiose nel Comune di Fondi sino a gettare nel cestino - primo caso nella storia dell’Italia repubblicana - la documentata richiesta di scioglimento autoritativo del Consiglio municipale. Meglio far dimettere la maggioranza di centrodestra in modo che gli inquisiti possano ripresentarsi alle nuove elezioni.

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Uranio, il nemico è ovunque

Adele Parrillo
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URANIO IMPOVERITO – IL NEMICO INVISIBILE. L’uranio impoverito non uccide solo soldati in missione. A rischio anche chi vive vicino alle basi militari. E alle discariche abusive affondate dagli speculatori.

Se qualcuno di voi, leggendo storie sull’uranio impoverito, che riguardino luoghi e scenari di guerra lontano dalla nostra penisola, si fosse sentito al sicuro, è in grave errore. Problemi a causa dell’uranio ce ne sono un po’ ovunque. Che sia sotto casa, se viviamo nelle vicinanze di un poligono di tiro, o si tratti di cibo pescato in un mare sorvolato da aerei da guerra, poco cambia.

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Da vulcano a discarica

Simone Di Meo
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DOSSIER. Il Vesuvio è diventato un ricettacolo sotterraneo di rifiuti pericolosi e altamente inquinanti, con forti rischi per l’agricoltura e la pastorizia. Gravi i pericoli di contaminazione delle falde acquifere. Ma la bonifica può aspettare.

Che lo «sterminator Vesevo », come appariva a Giacomo Leopardi durante il suo ultimo soggiorno napoletano, sia una bomba dormiente è dato acquisito dalla comunità scientifica e vulcanologica internazionale, ma che possa trasformarsi anche in una «bomba ecologica» è un pericolo che si è concretizzato solo di recente e di cui si è saputo a margine di alcune inchieste della magistratura, che hanno cercato di fare luce sulle sistematiche violazioni della normativa per la difesa dell’ambiente in una

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