discariche

Le vergogne del Lazio

Ylenia Sina
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CORTEI. I movimenti per la preservazione e la tutela del territorio si sono dati appuntamento ieri a Roma per dire no ai progetti che mettono a rischio l’ambiente, dal porto turistico di Fiumicino alla centrale nucleare di Montalto di Castro.
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Da Fondi al Vesuvio, gli allarmi dei prefetti ignorati dal governo

Giorgio Frasca Polara
CAMPANIA. In una nota inviata a Guido Bertolaso, il commissario del Comune di Terzigno, Luigi Armogida, chiede la pubblicazione dei dati relativi alla discarica situata nel cuore del Parco vulcanico per tranquillizzare la cittadinanza.

I prefetti, ma ora anche i viceprefetti, cominciano a star davvero sulle scatole al nostro governo. Come dire che non è isolato il caso del prefetto di Latina Piero Frattasi del quale il Consiglio dei ministri ha voluto ignorare le denunce sulle infiltrazioni mafiose nel Comune di Fondi sino a gettare nel cestino - primo caso nella storia dell’Italia repubblicana - la documentata richiesta di scioglimento autoritativo del Consiglio municipale. Meglio far dimettere la maggioranza di centrodestra in modo che gli inquisiti possano ripresentarsi alle nuove elezioni.

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Uranio, il nemico è ovunque

Adele Parrillo
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URANIO IMPOVERITO – IL NEMICO INVISIBILE. L’uranio impoverito non uccide solo soldati in missione. A rischio anche chi vive vicino alle basi militari. E alle discariche abusive affondate dagli speculatori.

Se qualcuno di voi, leggendo storie sull’uranio impoverito, che riguardino luoghi e scenari di guerra lontano dalla nostra penisola, si fosse sentito al sicuro, è in grave errore. Problemi a causa dell’uranio ce ne sono un po’ ovunque. Che sia sotto casa, se viviamo nelle vicinanze di un poligono di tiro, o si tratti di cibo pescato in un mare sorvolato da aerei da guerra, poco cambia.

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Da vulcano a discarica

Simone Di Meo
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DOSSIER. Il Vesuvio è diventato un ricettacolo sotterraneo di rifiuti pericolosi e altamente inquinanti, con forti rischi per l’agricoltura e la pastorizia. Gravi i pericoli di contaminazione delle falde acquifere. Ma la bonifica può aspettare.

Che lo «sterminator Vesevo », come appariva a Giacomo Leopardi durante il suo ultimo soggiorno napoletano, sia una bomba dormiente è dato acquisito dalla comunità scientifica e vulcanologica internazionale, ma che possa trasformarsi anche in una «bomba ecologica» è un pericolo che si è concretizzato solo di recente e di cui si è saputo a margine di alcune inchieste della magistratura, che hanno cercato di fare luce sulle sistematiche violazioni della normativa per la difesa dell’ambiente in una

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Napoli e Palermo unite dal solito destino, dei sacchetti in strada

Simone Di Meo
RIFIUTI. In Sicilia mancano i soldi, i camion per la raccolta non possono essere riparati, i cumuli di spazzatura aumentano. In Campania torna lo spettro dell’emergenza: discariche illegali e burocrazia mandano in tilt Bertolaso.

Palermo-Napoli andata e ritorno. Purtroppo. L’emergenza rifiuti unisce le due città gemelle del Sud (più nel male che nel bene): ai piedi del Vesuvio la situazione sta velocemente, tornando all’anormalità, tanto che in alcune zone dell’hinterland, soprattutto dell’area flegrea, si lamentano ritardi nella raccolta e si contano almeno cinquanta quintali di immondizia disseminati in strada. La stima, naturalmente, è per difetto. Ma ben altre sorprese potrebbero arrivare da un nuovo monitoraggio.

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Sulla discarica di Chiaiano il giallo del camion radioattivo

Cecilia Anesi e Giulio Rubino
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IL CASO Nei pressi dell’invaso sono parcheggiati due autocompattatori. Il primo, fermato dai soldati, contiene iodio 131 ed è stato isolato perché pericoloso. La presenza del secondo è un mistero. Dalle istituzioni silenzio e supposizioni.

Guardando la cava dall’alto, da quelle terre di confine ormai abbandonate, dove i cachi maturi, offesi per non venire più raccolti, creano un viscido tappeto arancione, si notano due autocompattatori parcheggiati in una zona adiacente alla discarica. Fino a pochi giorni fa ce n’era solo uno.

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Anche l’Aspromonte e la Basilicata nel dossier dei veleni

Vincenzo Mulè
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RIFIUTI TOSSICI La scoperta del relitto nei fondali al largo di Cetraro costringe tutti a tornare a riconsiderare le dichiarazioni di Francesco Forti, il pentito della ’ndrangheta grazie al quale è stato possibile risalire alla nave.

 

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Chiaiano, un buco nero

Valerio Ceva Grimaldi
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RIFIUTI A sette mesi dall’apertura, cala il silenzio sulla cava trasformata in discarica nella zona a nord di Napoli. I cittadini e i comitati però continuano a dare battaglia: «Nessuno sa cosa ci sversano». E c’è il timore di un allargamento.

Discarica di Chiaiano, atto secondo. La scelta di individuare uno sversatoio di rifiuti in un’area altamente urbanizzata a nord di Napoli, mesi fa, innescò durissime polemiche. Cortei di cittadini, collegamenti televisivi, cariche della polizia. Sette mesi fa, l’apertura. Poi, a parte il sopralluogo di qualche europarlamentare, tra cui Monica Frassoni dei Verdi, riflettori spenti e silenzio quasi assoluto. La cava è zona militare, e quindi nessuno può accedere al sito.
 

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L’arte del riutilizzo non industriale

Renata De Renzo
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ECOLOGIA — Tonnellate di rifiuti finiscono nelle discariche con enormi costi ambientali ed economici. L’associazione "Occhio del riciclone" dà voce a chi ha fatto del riuso degli scarti un mestiere alternativo e un’espressione d’avanguardia. —

Svuotacantine, rigattieri abusivi, baraccati e artisti da sempre riutilizzano scarti provando a far rinascere dalla “tomba” del cassonetto i rifiuti. Perché allora questa pratica non viene incentivata per migliorare la gestione dei rifiuti? L’associazione “Occhio del riciclone” in questi anni sta tentando di dare voce a chi ha fatto del riutilizzo un mestiere.

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Le ecoballe di Bertolaso

Pietro Orsatti da Caserta
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L’INCHIESTA — Un milione di metri cubi di rifiuti. Abbandonati e senza controllo nella discarica di Ferrandelle, dove il percolato cola nei canali dell’acqua destinata a irrigare immensi campi di grano e rifornire i tre caseifici della zona. —

La terra dei fuochi è in piena attività. Un vulcano in eruzione. Ribolle di puzza, liquami, immondizia e fiamme. L’emergenza rifiuti in Campania, e in particolare nella provincia di Caserta feudo dei Casalesi, è scomparsa e risolta solo nei Tg nazionali e nei proclami dei commissari e degli accondiscendenti emissari di governo. Non serve leggere rapporti, perizie e lanci di agenzia per accorgersene.

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