La resa della ministra: «Fallita la prevenzione»

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Vincenzo Mulè

MALTEMPO. «Il piano straordinario per il dissesto è fermo al palo». In commissione Ambiente la Prestigiacomo svela il bluff del governo.

Meglio tardi che mai, verrebbe voglia da dire. Se non fosse che in gioco c’è l’incolumità di migliaia di persone. Sta di fatto che ieri, nel corso dell’audizione in Commissione ambiente del Senato, il ministro Prestigiacomo ha di fatto certificato il fallimento della politica ambientale dell’attuale esecutivo: «Di fatto il Piano straordinario per il dissesto in molte regioni è ancora fermo al palo. Ad oggi - aggiunge il ministro - al ministero dell’Ambiente non è stata assegnata alcuna risorsa».

La pioggia uccide ancora. Vittima nel napoletano

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Michele Fiorito

DISSESTO. Valeria Sodano aveva solo 23 anni. è stata travolta dalla sua auto mentre fuggiva dal fiume di fango e detriti che scendeva impazzito alle pendici del Vesuvio. Una tragedia evitabile.

E' morta annegata durante il trasporto nell’ospedale evangelico Villa Betania di Ponticelli, dove è arrivata già priva di vita. L’amica di Valeria si è invece salvata per miracolo, aggrappandosi ad una cancellata mentre il fiume in piena di fango e detriti scendeva come una valanga a valle.

Frana a San Gregorio: «Ora più prevenzione»

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Franco Ortolani

DOSSIER. Dopo il dissesto in provincia di Salerno, che ha causato un ferito e costretto ad evacuare 200 persone, il geologo spiega: «Costruite sulle colline alcune strade senza irregimentare le acque».

Tra le ore 19 e le 24 del 7 ottobre scorso la parte occidentale del territorio comunale di San Gregorio Magno (Sa) è stata interessata da alcune colate detritiche e detritico-fangose che hanno invaso l’area pedemontana dove si trova l’agglomerato di Teglia. I flussi rapidi si sono incanalati nel Vallone Matruro e nel Vallone Vadurso che hanno un bacino imbrifero che interessa il rilievo di Monte Paratiello-Monte Ogna con spartiacque intorno ai 1200 metri di quota.

Fragile Italia. Sette comuni su dieci a rischio

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Diego Carmignani

DISSESTO. Il crollo improvviso del sottosuolo in Campania è destinato a ripetersi. Le aree tra Napoli e Caserta pullulano di cavità scavate dall’uomo nel tufo, di cui non si conosce l’ubicazione.

E' servito un camion compattatore sprofondato in un’immane voragine per ricordare a tutti gli italiani quanto il territorio del loro Paese sia fragile e disseminato di “sorprese”. Lo stato dell’arte del dissesto idrogeologico in Italia racconta di un costante e diffuso allarme, essendo il suolo nazionale per sua natura soggetto a frane e alluvioni, evenienze che, come mostrano i casi drammatici di Giampilieri o, andando più indietro nel tempo di Sarno e Quindici, hanno nella dissennatezza umana chiamata speculazione edilizia un complice decisivo.

Casalnuovo, un disastro annunciato

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Franco Ortolani

DISSESTO. Il crollo improvviso del sottosuolo in Campania è destinato a ripetersi. Le aree tra Napoli e Caserta pullulano di cavità scavate dall’uomo nel tufo, di cui non si conosce l’ubicazione.

Dopo i crolli di Frattaminore e Casamarciano, avvenuti lo scorso anno senza morti, il cedimento di una delle centinaia di grotte scavate dall’uomo nel sottosuolo per estrarre il tufo a profondità tra 15 e 30 metri, ha causato purtroppo una vittima, mercoledì a Casalnuovo.

Una legge per salvare la repubblica delle frane

Giorgio Mottola

LA PROPOSTA. Presentata al Senato dal Pd un proposta normativa che per la prima volta cerca di mettere ordine nella giungla dei provvedimenti sul dissesto idrogeologico in Italia.

In Italia non c’è solo Sarno. Tre quarti della penisola sono a rischio frana. 5.596 su 8.101 comuni italiani sono in pericolo per possibili dissesti idrogeologici, secondo l’Apat, l’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente. Negli ultimi 50 anni sono state censite oltre 470 mila frane, che hanno causato la morte di 2.552 persone, più di 4 vittime al mese.
 

Ancora morti e danni. Il Wwf: è malagestione

Vincenzo Mulè

MALTEMPO. Trovato in Abruzzo il corpo senza vita di un uomo rimasto intrappolato nella sua auto in un sottopassaggio allagato. L’associazione: «No al continuo stato di calamità naturale».

Tutto è, fuorché un’emergenza. I danni e le conseguenze del maltempo di queste ultime giornate di inverno erano ampiamente prevedibili. Anzi, c’è chi lo aveva già fatto. Per il fiume Ete, quello che due giorni fa esondando ha travolto e ucciso una ragazza di venti anni e il compagno della madre, il Wwf aveva presentato un progetto di mitigazione del rischio idraulico per «restituire alla dinamica fluviale la piana inondabile».

Messina come Atrani. Quei disastri prevedibili

Franco Ortolani* e Peppe Caridi**

FOCUS. Eventi alluvionali che travolgono alvei cementificati. Dalla Calabria alla Campania, zero prevenzione. E con i fondi drasticamente ridotti sarà sempre più difficile evitare tragedie.

La Calabria e il messinese negli ultimi due anni sono state interessate da notevoli precipitazioni piovose che hanno innescato dissesti superficiali e profondi ed eventi alluvionali diffusi che hanno provocato anche vittime oltre ad ingenti danni alle infrastrutture e al patrimonio edilizio pubblico e privato.

Acqua, vento e frane. Il Belpaese affondato

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Diego Carmignani

MALTEMPO. Mezza Italia ripiomba nell’incubo. Nelle Marche due morti e un disperso. Danni incalcolabili a case, terreni e strade. E le aree industrializzate sono le zone le più a rischio.

Massiccia ondata di maltempo, e in Italia torna l’incubo frane. Solo un miracolo non ha fatto vittime nella provincia di Messina, in particolare nelle frazioni di Mili San Pietro e Camaro Superiore. Passato l’incubo del temporale, la situazione resta critica e il primo cittadino Giuseppe Buzzanca ha annunciato la richiesta di stato di calamità naturale.

Disastri e danni sempre più frequenti

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Alessandro De Pascale

RAPPORTO. L’intensità e le conseguenze delle calamità naturali stanno aumentando. Lo denuncia uno studio pubblicato ieri dall’Agenzia europea per l’ambiente.

Quasi 100mila morti, undici milioni di cittadini interessati sui 590 milioni di residenti dell’Ue e danni che superano i 150 miliardi di euro. Sono gli effetti sull’ambiente dei disastri naturali e non che hanno colpito l’Europa dal 1998 al 2009. «La frequenza e l’intensità degli eventi meteorologici estremi - come tempeste, incendi, alluvioni, frane, siccità, ondate di calore e valanghe - sono in aumento a causa dei cambiamenti climatici».

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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