dissesto idrogeologico

Cartoline dall’inferno

Vincenzo Mulè
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DOSSIER. Presentato ieri Ambiente Italia 2010, rapporto annuale sullo stato di salute del Paese. Energia, dissesto idrogeologico, consumo del suolo, cave, trasporti, rifiuti, acqua e aree protette: otto sfide per i futuri Governatori.

E' raro vedere marciare a braccetto cronaca e studi di settore. Ambiente Italia 2010, il rapporto annuale sullo stato di salute del Paese di Legambiente elaborato dall’istituto di ricerche Ambiente Italia, coincide con uno dei momenti più tragici del nostro territorio. 
 

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Maierato, ancora paura

Vincenzo Mulè
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DISSESTI. Nuovi scivolamenti a valle del costone da cui ha avuto origine la frana che ha costretto all’evacuazione degli abitanti. Il geologo Franco Ortolani: «Edifici e strade hanno contribuito a rendere ancora più fragile l’intero territorio».

Maierato si è svegliato ancora con la paura. Nuovi scivolamenti a valle del costone dal cui si è staccata la prima frana si sono registrati durante la notte. Secondo il prefetto di Vibo Valentia Luisa Latella, si tratterebbe di movimenti di assestamento, ma la situazione nel paese calabrese è ancora tutta in evoluzione. Quello che maggiormente preoccupano sono le condizioni meteo. Le previsioni della protezione civile indicano ancora pioggia.

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Un ponte sul dissesto

Vincenzo Mulè
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MALTEMPO. Il paese di San Fratello sta progressivamente sparendo, inghiottito da una gigantesca sabbia mobile. Un destino che accomuna l’84 per cento dei Comuni in provincia di Messina, tutti a elevato rischio idrogeologico.

Una gigantesca sabbia mobile sta inghiottendo con estrema lentezza il paese di San Fratello, quasi 5mila anime in provincia di Messina. L’area è interessata da un fronte franoso esteso circa un chilometro e che interessa un territorio di circa quattro chilometri quadrati.
 

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Chi distrugge il territorio

Amato Lamberti
IN FONDO. La tracimazione dei fiumi in Toscana e la possibile esondazione del lago di Massaciuccoli degli ultimi giorni mostrano di nuovo, con tutta evidenza, le condizioni di rischiosità idrogeologica estrema del nostro territorio. Ma la salvaguardia del territorio non è considerata una priorità nel nostro Paese. E invece la priorità dovrebbe essere il rispetto delle regole che pure ci sono: questa è la frontiera auspicabile dell’iniziativa politica dei prossimi anni, a cominciare dal governo per finire alle amministrazioni locali

La tracimazione dei fiumi in Toscana, la possibile esondazione del lago di Massaciuccoli, con conseguente allagamento della zona industriale di Viareggio, ma anche dei luoghi pucciniani come Torre del Lago, mostrano con tutta evidenza le condizioni di rischiosità idrogeologica estrema del nostro territorio. Dopo le frane,  i morti e gli sfollati di Messina; dopo la frana, la vittima e i danni di Ischia, tanto per restare agli ultimi casi, oggi è il Centro-Nord, e in particolare la Toscana, a mettere a nudo la sua fragilità.
 

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Il lago delle promesse

Vincenzo Mulè
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DISSESTO. Continua l’allarme a Massaciuccoli. Ormai è una corsa contro il tempo per evitare che l’esondazione avvenga prima dell’evacuazione delle case. Un’emergenza frutto delle tante parole e dei pochi soldi stanziati

E' ormai un dato di fatto che dietro le tanto sbandierate emergenze ambientali c’è la mano dell’uomo. Una mano che però raramente è accompagnata dal rispetto dell’ambiente e dallo studio delle conseguenze che la progressiva antropizzazione del territorio possa comportare.
 

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Tragedia annunciata

Vincenzo Mulè
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DISSESTO. Bertolaso ha annunciato lo stato di calamità e la nomina dell’ennesimo commissario per gli interventi. Per il presidente della Provincia di Lucca: «Servono 40 milioni di euro». Il geologo: «Troppa fiducia nelle opere idrauliche»

La nomina dell’ennesimo commissario. Dovrebbe essere questa la conseguenza politica dell’alluvione causata dal fiume Serchio che ha colpito parte della Toscana il giorno di Natale.
 

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«Si dichiari lo stato di calamità»

Angelo Bonelli (Presidente nazionale Verdi)
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EMERGENZA. Per Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, alla luce dei disastri e dei disagi provacati dal maltempo in questi giorni, è necessario che il governo italiano dichiari lo stato di calamità.

«E’ necessario e urgente che il governo dichiari lo stato di calamità naturale per evitare futuri disastri, assolutamente prevedibili, come quelli provocati dal maltempo in questi ultimi giorni. Pochi centimetri di neve hanno bloccato il sistema ferroviario italiano, mentre le piogge di queste ore stanno provocando danni ingenti a persone e cose.

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L’Italia tagliata in due

Alessandro De Pascale
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MALTEMPO. Nei giorni di Natale le forti piogge hanno provocato frane e alluvioni in tutto il Nord. Migliaia le persone evacuate e isolate. Ora le perturbazioni si spostano al Sud, creando i primi disagi. Numerose strade e ferrovie interrotte

Dopo settimane di freddo, temperature sotto zero e abbondanti nevicate al Nord, ora il maltempo si sposta al Sud. Lasciandosi alle sue spalle esondazioni, frane e numerose strade interrotte. Migliaia le persone evacuate. La Protezione civile ha lanciato ieri una nuova allerta meteo per il Centro-Sud: «Precipitazioni a carattere di rovescio e temporali di forte intensità si stanno accentuando in tutto il Sud», ha spiegato Bernardo De Bernardinis, vicecapo dipartimento.

 

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Territorio martoriato

Massimo Serafini
IN FONDO. L’intensità delle piogge degli ultimi giorni e gli enormi disagi sofferti dai cittadini italiani dimostrano ancora una volta l'estrema vulnerabilità del nostro territorio. Il governo dovrebbe investire denaro nel riassetto idrogeologico del suolo e non in inutili grandi opere che aggiungono cemento a cemento

E' normale che a dicembre ci siano perturbazioni con nevicate e temporali. Meno normale è che maltempo e piogge abbiano sempre conseguenze così devastanti e drammatiche. Di fronte al ripetersi di quelle che una classe dirigente affaristica e incolta si ostina a chiamare “calamità naturali”, un interrogativo a chi governa il Paese, ma anche all’opposizione, va posto: perché mai qualsiasi pioggia cada, normale o eccezionale che sia, le conseguenze per le persone e le cose sono sempre e comunque le più gravi?

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Il buonsenso in piazza

Alessandro De Pascale
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NO AL PONTE. Parte stamattina la manifestazione contro l’avvio dei cantieri. I cittadini chiedono, invece, opere utili al territorio come ferrovie e lotta al dissesto idrogeologico. Realacci: «Altro che privati, i fondi saranno in gran parte pubblici».

L’Italia scende in piazza a Villa San Giovanni, contro il Ponte sullo Stretto. «Fermiamo i cantieri, lottiamo per le vere priorità», chiede a gran voce la Rete no ponte, in marcia da stamattina. Una manifestazione nazionale contro la faraonica opera, i cui lavori cominceranno mercoledì 23 dicembre senza cerimonia inaugurale. Sia Berlusconi che il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, visiteranno i cantieri solo in un secondo momento. Quando il premier potrà tornare al lavoro.

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