Cinque milioni di italiani a rischio frane e alluvioni

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Alice Morrosini

AMBIENTE. Secondo i dati di Legambiente e Protezione civile, l’85 per cento dei Comuni è colpito da dissesto idrogeologico. Nel 31 per cento delle aree si trovano abitazioni, nel 20 ospedali e scuole.

Frane, alluvioni e altre calamità costituiscono un rischio concreto per l’82 per cento dei Comuni italiani e coinvolgono circa cinque milioni di persone che vivono o lavorano in aree critiche. Il dissesto idrogeologico riguarda complessivamente il 10 per cento del territorio nazionale, con punte di allarme per Calabria, Molise, Basilicata, Umbria, Valle d’Aosta e Provincia autonoma di Trento, dove il 100 per cento dei Comuni è classificato a rischio.

Messina, la pioggia uccide ancora

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Alessandro De Pascale

MALTEMPO. Frana il terreno nel messinese a causa delle intense precipitazioni. Almeno tre le vittime. Ancora isolati alcuni paesi.

Ieri sera erano da poco passate le 19, quando sulla Rete sono iniziati a comparire una serie di brevi filmati ripresi dai cittadini con i propri telefonini. Mostravano il torrente Longano in piena che a Barcellona Pozzo di Gotto (Me) rompe gli argini e con il suo carico di fango invade le vicine case. Sono le prime immagini dell’ennesima alluvione autunnale che stavolta ha colpito la provincia di Messina. Dopo la Liguria e la Toscana, il dissesto idrogeologico torna ad uccidere nello Stretto: quattro vittime, tra cui un bambino di dieci anni.

Piove (e si muore). Governo ladro

alluvioni.
Luca Bonaccorsi

Cementificazione eccessiva, incendi e assenza di politiche d'adattamento uccidono ancora. La cricca delle emergenze brinda. E con loro i nostri incompetenti ministri. E noi di nuovo qui, ad ogni pioggia, a ripetere le stesse cose e a contare i morti. Maledetti.

Chissà se anche ieri notte qualcuno stava ridendo all’idea di tutti i lavori che ci saranno da fare per ricostruire i paesi devastati dai fiumi di fango. La cricca delle emergenze e della ricostruzione brinda senz’altro all’idea dei nuovi appalti in arrivo.
 

«La metà dei boschi italiani è abbandonata»

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Michele Fiorito

AMBIENTE. Fedagri denuncia che oltre il 50% delle nostre foreste versa nel degrado. In aumento il rischio d’incendi e di dissesto idrogeologico.

La superficie boschiva italiana è in costante aumento. Ormai siamo a quota 10,6 milioni di ettari, con un crescita negli ultimi 25 anni del 19 per cento.

La lotta di Posina contro le cave

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Nic Perle (Terra Nord Est)

TERRITORIO. La Provincia di Vicenza mobilitata contro la riapertura della miniera. I comitati: «Provoca dissesto idrogeologico».

Un clic con il mouse e la voragine appare in tutta la sua dimensione. «No, no. è proprio un grande buco, un enorme cratere», dice il sindaco di Posina, Andrea Cecchellero, commentando l’immagine sullo schermo del computer. Ma com’è che allora volete allargarlo dando il via libera alla nuova escavazione di zeolite? «è un sì condizionato alla riapertura della cava» precisa Cecchellero. è in partenza, il sindaco. Le valigie già le ha in macchina.

C’è un nodo Tav anche in Triveneto

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Maria Fiano (Terra Nordest)

TRASPORTI. Polemica per il progetto dell’Alta Velocità Mestre-Trieste. Comporterebbe impatto ambientale e dissesto idrogeologico.

Al centro del dibattito nordestino, sull’esempio della Val di Susa, è tornato il nodo dell’Alta Velocità Venezia-Trieste.

Franosa e desertificata. Benvenuti in Italia

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Diego Carmignani

TERRITORIO. L’Ispra presenta l’annuario dei dati ambientali del nostro Paese. Diminuiscono gas serra e incendi, ma aumentano polveri sottili, gradi centigradi e dissesto idrogeologico.

Qual è lo stato di salute del nostro territorio? Una bella domanda, alla luce di numerose minacce di oggi, dal nucleare alle trivellazioni petrolifere, alla cementificazione delle coste, che trova mille e più risposte nell’Annuario dei dati ambientali redatto dall’Istituto superiore di protezione e ricerca ambientale e presentato ieri a Roma.

Così il fiume diventa un amico dell’uomo

Il Tevere nel tratto umbro
Alessandro De Pascale

TERRITORIO. Anche in Italia si stanno diffondendo i Contratti fluviali: interventi multidisciplinari sui bacini idrografici per favorire lo sviluppo sostenibile e contro il dissesto idrogeologico.

La chiamano «valorizzazione fluviale partecipata». Serve a far sedere attorno ad un unico tavolo gli enti pubblici coinvolti (Autorità di bacino, Comuni, Regioni, Province e ministeri) e i rappresentanti dei cittadini e delle categorie che hanno interessi sui fiumi (agricoltori, industriali,  comitati, pescatori, associazioni ambientaliste, ecc.), per stabilire in modo concertato e multidisciplinare soluzioni, azioni e interventi utili.

Sud, ancora emergenza. Non c’è difesa del suolo

Alessio Nannini

MALTEMPO Difficile la situazione nel messinese, dove frane e smottamenti hanno costretto alla chiusura di alcune strade. Un allarme acuito dai continui tagli ai fondi contro il dissesto

 

Una nazione in dissesto

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Dina Galano

RAPPORTO. Il Consiglio nazionale dei geologi, per la prima volta, fotografa lo stato di salute del territorio:
sei milioni di persone esposte a rischio idrogeologico, mentre il 40% degli italiani risiede in zona sismica.

Circa sei milioni di persone abitano in aree a elevato rischio idrogeologico. Il 40 per cento della popolazione italiana in zone ad alta sismicità. E i settori geografici non necessariamente coincidono. Il quadro tracciato dal primo rapporto condotto dal Consiglio nazionale dei geologi italiani (Cng) con la collaborazione del Cresme descrive un’Italia «vulnerabile», dal «territorio fragile», esposta alle fisiologiche calamità ambientali, incapace di garantire la tutela dei cittadini. Il dossier “Terra e sviluppo.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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