Appalti sospetti e informazioni strappate

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Pietro Orsatti

RICOSTRUZIONE - APPALTI
— Dopo le inchieste dei giorni scorsi, si registrano strani movimenti intorno ai cartelloni che per legge devono riportare i nomi dei protagonisti dei lavori. —

Uno strano lunedì a L’Aquila. Di tensione, sospetti, caldo e improvvisi scrolloni di pioggia. Apparentemente, a un occhio non attento, non sta accedendo nulla. Non è così. La bomba è arrivata di mattina, lanciata dal quotidiano La Repubblica, che ha pubblicato, un po’ tardivamente a dire il vero, l’allarme su possibili infiltrazioni della criminalità negli appalti della ricostruzione.

Il prefetto non chiarisce e svela che i controlli non sono completi

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Angelo Venti

TERREMOTO - RICOSTRUZIONE
— La conferenza stampa di risposta si è trasformata in un boomerang per il governo. —

Una conferenza stampa irrituale e che rischia di tramutarsi in un clamoroso boomerang per il governo. A indirla è il prefetto Franco Gabrielli, con lo scopo dichiarato di «chiarire» il contenuto di alcune notizie pubblicate su la Repubblica in cui si parlava con dovizia di particolari di appalti assegnati a ditte di «amici degli amici». Solo che il risultato, alla fine, è stato quello di confermare il contenuto delle notizie giornalistiche, che tra l’altro erano già state pubblicate la settimana scorsa proprio su Terra.

Quelle ditte sospette al lavoro sul piano Case

Angelo Venti

ASPETTANDO IL G8
— Già nel primo cantiere appaiono forti dubbi su una delle aziende coinvolte nella ricostruzione. Le domande sono: chi controlla chi? E l’autocertificazione può bastare? —

Aperti i cantieri per la realizzazione delle new town sbandierate da Berlusconi e temute dagli aquilani. Nei pressi di Bazzano e Sant’Elia, lungo la statale 17 che da L’Aquila porta a Onna, la frazione che è diventata il simbolo del terremoto del 6 aprile, si lavora giorno e notte per poter dimostrare ai grandi, che durante il G8 percorreranno questa strada, che la ricostruzione è finalmente partita.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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