don Ciotti

A raccolta di legalità

Dina Galano
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BENI CONFISCATI. Dopo la denuncia di don Ciotti e la pressione di prefetto e amministrazioni, inizia la mietitura a Isola Capo Rizzuto, nei terreni appartenuti al clan Arena. Sarà la seconda cooperativa di Libera in Calabria.

Due ispettori del Corpo forestale in sella a quella trebbiatrice rimasta per giorni senza conducente. Sono stati gli uomini dello Stato, così, a dare il buon esempio e iniziare il raccolto agricolo sulle terre che furono del clan Arena.

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Nel paese dei corrotti

Vincenzo Mulè
CRIMINALITA'. I beni confiscati alla criminalità organizzata di cui non sia possibile effettuare la destinazione da parte del prefetto entro il termine di 90 giorni, secondo l'articolo dovrebbero venire destinati alla vendita.

Una strategia geniale. Costruita a tavolino. Probabilmente nelle segrete stanze del ministero dell’Economia. E che trova il naturale epilogo nell’emendamento contenuto nella Finanziaria 2010 già approvato in Senato e all’esame della Camera.

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L’ultimo regalo alle mafie

Peppe Ruggiero
MAFIA. Nella lotta alla criminalità organizzata il governo predica bene e razzola male.

Diciamolo subito. Nella lotta alla criminalità organizzata il governo predica bene e razzola male. Da un lato non manca occasione che il ministro Maroni enunci con numeri, tabelle e percentuali i successi conseguiti sul fronte repressivo nella lotta alle mafie con gli arresti dei latitanti e i continui sequestri patrimoniali.

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«Ora l’Agenzia per i beni confiscati»

Pietro Orsatti
LIBERA. Seconda giornata di Contromafie. La parola ai gruppi tematici: lavoro, diritti umani, economia. Oggi l’assemblea plenaria e l’approvazione del manifesto conclusivo. Il ruolo dei media per un’informazione alternativa.

Ieri seconda giornata di lavori di Contromafie, gli Stati generali dell’antimafia organizzati da Libera in corso a Roma. Un giorno di lavoro intenso sui tanti temi che affronta la rete di associazioni presieduta da don Luigi Ciotti. Il movimento è al lavoro, attraverso gruppi tematici. Diritti umani e migrazioni, cittadinanza, libertà di informazione, politica della legalità, testimoni di giustizia, economia (dai beni confiscati all’antiracket).

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Riappropriarsi del territorio si può. E con ottimi risultati

Pietro Nardiello
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BUONA POLITICA Casal di Principe: terreni agricoli confiscati alla camorra dati in gestione ad alcune cooperative con l’obiettivo di un prodotto biologico. La raccolta delle pesche destinata a un centro di trasformazione del salernitano che ne farà confetture, marmellate e succhi di frutta. A colloquio con alcuni operatori impegnati in questa originale forma di riuso dei beni della criminalità. Ma è solo l’inizio di un difficile cammino.

Si racconta che quando il gruppo di fuoco capeggiato dal boss Giuseppe Setola, appartenente all’ala stragista del clan dei Casalesi, transitava per le strade di questi paesi “fuggendo” alla morsa tesa dalle forze dell’ordine, preferiva far notare la propria presenza suonando il clacson dell’autovettura ed esponendo fuori dal finestrino le mani simulando un gesto di saluto per poi far perdere velocemente le proprie tracce rifugiandosi in un covo sempre diverso.
 

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L’Aquila, voglia di legalità

Pietro Orsatti
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RICOSTRUZIONE Legambiente e Libera promuovono un Osservatorio che affiancherà le istituzioni nel monitoraggio del corretto smaltimento delle macerie. Don Ciotti: «Non c’è regione che si possa dichiarare esente dal fenomeno mafia».

 

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«Vogliono colpire la libertà d’informazione»

Pietro Orsatti
L’INTERVISTA — Don Luigi Ciotti: «Le mafie sono un problema nazionale, non solo di alcune regioni». —

«Oggi è un giorno di festa, ma non voglio ringraziare nessuno. Perché non c’è nessuno da ringraziare. Qui ci sono solo persone che hanno fatto la loro parte. Ecco, basterebbe che ciascuno di noi facesse il proprio dovere e basta ». Luigi Ciotti ha inaugurato ieri il Festival dell’impegno civile “Le terre di don Peppe Diana”, e anche se è evidente la soddisfazione di aver avviato un nuovo progetto di riscatto sui terreni confiscati alla camorra, l’attenzione e la verve polemica non sono certo acquietate.

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Il Festival dell’impegno civile. Contro l’antistato dei Casalesi

Pietro Orsatti
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DIRITTI — Tre giorni di iniziative organizzate da Libera a Cancello e Arnone nel casertano, dove spadroneggia il più sanguinario clan della camorra. All’insegna dello slogan “Non abbiamo paura”, nel ricordo commosso di don Diana. —

Il camion avanza veloce sotto un sole africano. Nel cassone saranno almeno dodici uomini, sballottati, africani appunto. Braccia per l’agricoltura a nero che se non è di camorra di certo, almeno, è illegale. Caporalato. Al limite della schiavitù. In pieno giorno, tranquillamente, evidente a tutti comprese le forze dell’ordine che dovrebbero presidiare il territorio. E lo fanno, ma quando passano camion di umanità forzata come questa fanno finta di niente, voltando lo sguardo da un’altra parte.

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