La febbre del gioco d’azzardo

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Giuseppe Parente (Terra Napoli)

COSTUME. La nuova droga, che coinvolge giovani, anziani, uomini e donne, si chiama “gioco”. Dal gratta e vinci alle slot machine.

Secondo alcuni neuro scienziati, la dipendenza dai video poker e dalle slot machine rischia di diventare la malattia emergente di questo terzo millennio. Una malattia che provoca i circuiti del piacere, perennemente stimolati nel cervello da messaggi e sollecitazioni che rischia di diventare la nuova tossico dipendenza.

Droga, tutte le contraddizioni italiane svelate dai nuovi cable

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Alessandro De Pascale

WIKILEAKS. In prima linea nella guerra agli stupefacenti ma contrari all’eradicazione del papavero da oppio. E per l’apposito ufficio Onu, taglio dei finanziamenti dell’80 per cento.

Eravamo «tra i principali finanziatori al mondo», con ben 12 milioni di dollari l’anno, dell’’Ufficio droga e crimine delle Nazioni Unite (Unodc). Un’agenzia diretta ininterrottamente, dalla metà degli anni Ottanta, da un italiano, l’ultimo dei quali è stato Antonio Maria Costa (dal 2002 fino al maggio 2010).

Da droga ad antitumorale. La doppia vita dell’ecstasy

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Federico Tulli

MEDICINA. Secondo una ricerca anglo-australiana, entro dieci anni potrebbe essere possibile curare le neoplasie del sangue utilizzando la stessa molecola presente nelle pasticche da “sballo”.

«Tutto è veleno, e nulla esiste senza veleno. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto» diceva il grande alchimista Paracelso circa 600 anni fa. Sintetizzato in “È la dose che fa il veleno” ancora oggi il suo è un principio più che valido non solo nel campo della chimica. Ne è la prova una nuova terapia anticancro che un team di ricerca ango-australiano sta sperimentando mediante l’utilizzo dello stesso principio attivo presente nelle pasticche di ecstasy.

«Carceri? Depenalizzare droga e immigrazione»

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Eloisa Covelli

GIUSTIZIA. Il garante dei detenuti, Franco Corleone, e il presidente di Antigone, Patrizio Gonnella, rispondono alle proposte del ministro Nitto Palma per affrontare il sovraffollamento.

Ha intenzione di procedere velocemente il neoministro della Giustizia, Nitto Palma. Già dopo l’estate sarà pronta una ristretta commissione di esperti che dovrà indicare al parlamento i reati da depenalizzare. La maggioranza sembra non aver risposto all’appello di Marco Pannella che chiedeva un’amnistia per svuotare le carceri. Anche l’indulto è secondo Gasparri un’ipotesi non praticabile. La commissione sarà composta da giudici segnalati dall’Anm, assieme ai consulenti nominati dal ministero.

I boss del divertimento

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Alessandro De Pascale

IL RITRATTO. La famiglia Fidanzati arrivò nella capitale lombarda all’inizio degli anni settanta, pronta a prendere in mano l’economia criminale del traffico di stupefacenti.

Gaetano Fidanzati, padre di Guglielmo, classe 1935, è stato il primo boss a capire l’importanza strategica della Lombardia per gli affari di Cosa Nostra. E’ sempre stato un uomo d’onore di grosso calibro, fin dai primi anni settanta, quando frequentava Tommaso Buscetta, Salvatore Greco, Giuseppe Calderone e Gaetano Badalamenti.
La prima condanna di una certa consistenza - dodici anni di carcere - è arrivata negli anni ‘80, dopo le rivelazioni di Buscetta. Nel 1987 venne scarcerato per decorrenza dei termini, e si rese latitante.

Droga, i numeri di un fallimento annunciato

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Alessandro De Pascale

DENUNCIA. Arresti e segnalazioni di consumatori in crescita, crollano sequestri e cure sanitarie. Quattro associazioni bocciano la legge Fini-Giovanardi, a cinque anni dalla sua entrata in vigore.

Forze di polizia concentrate più nel perseguimento di soggetti «dal profilo criminale modesto», come i piccoli spacciatori, che rivolte all’attività di contrasto al narcotraffico. Perché si «privilegia il contrasto di “piazza”», in pratica la repressione, che «si abbatte con particolare intensità sui soggetti meno pericolosi e, nel contempo, più esposti al controllo penale: consumatori o piccoli spacciatori, per i quali l’arresto non sarebbe obbligatorio».

«Ecco perché conviene legalizzare le droghe»

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Alessandro De Pascale

INTERVISTA. Parla il sociologo olandese Peter Cohen, direttore del Centro ricerche sugli stupefacenti: «Il rischio è dato dalle leggi che non permettono di sapere cosa stai assumendo».

«La regolamentazione delle droghe riduce i rischi ma soprattutto fa aumentare i prezzi e ridurre i consumi». Il sociologo olandese Peter Cohen è tra i più noti e importanti ricercatori al mondo sugli stupefacenti. Insegna all’Universiteit van Amsterdam ed è stato a lungo direttore del Drug Research Program della capitale olandese. Dal 1996 è inoltre a capo del Cedro (Centro per le ricerche sulla droga). Lo abbiamo incontrato.
 
Cohen, ci spiega meglio la crescita dei prezzi?

«Stop alla repressione» Droga, l’altolà dei giudici

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Alessandro De Pascale

STUPEFACENTI. Magistrati di diverse nazioni del mondo a Roma per denunciare i danni del proibizionismo. «I governi? Impegnati in campagne propagandistiche che violano i diritti umani».

 

Metamorfosi della mafia cinese. Ora assomiglia a Cosa nostra

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Giorgio Mottola

CRIMINALITA'. Presentato ieri un rapporto del Cnel sulle organizzazioni criminali asiatiche in Italia. Specializzate in estorsione, droga e contrabbando, hanno a Roma, Prato e Milano le loro capitali.

La mafia cinese assomiglia sempre di più a quella italiana. Non solo contrabbando di prodotti contraffatti, ma anche estorsione, narcotraffico e prostituzione. Negli ultimi dieci anni, ha subito una vera e propria trasformazione. Altro che mitologia delle Triadi. Le organizzazioni criminali cinesi si sono strutturate, diventando capaci di controllare in modo quasi militare i propri territori, di gestire l’anarchia delle bande e di infiltrare propri uomini al vertice delle potenti e ricche associazioni di connazionali. Roma, Milano e Prato sono le loro capitali in Italia.

Guerra alle narcogang nelle strade di Rio de Janeiro

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Giuseppe Bizzari da Rio de Janeiro

BRASILE. L’esercito e la marina militare inviano i blindati per cercare di fermare la violenza delle bande
dei signori della droga. Ma più che la sicurezza dei cittadini, il governo ha a cuore l’immagine della città.

«Ci siamo chiusi nel frigorifero della macelleria. È stato terribile.  Vivo a Vila Cruzeiro da molti anni, ma non ho mai visto una cosa del genere. Voglio tornare nel Cearà, dove sono nato, qui non posso più vivere».

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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