Parte la Costituente Ecologista. Sì dei Radicali. Ecodem: forse

Daniele Di Stefano

POLITICA. Molte le associazioni ambientaliste presenti. Tallone (Lipu): «Oltre i vecchi giochi politici».

Il viaggio verso una nuova stagione dell’ecologia politica italiana sembra iniziato. Ieri a Roma gli Stati generali dell’ecologia, espressione di tante anime (politiche: Verdi, Ecodem del Pd, Radicali; associative: Lipu, Legambiente, Vas, Greenaccord, Cittadinanzattiva e Banca Etica), hanno fissato la data: il 6 e 7 febbraio nascerà la Costituente ecologista.

Pd, ecodem all’attacco

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Valerio Ceva Grimaldi

SCENARI. Partecipazione al No B-Day, leadership «miope e provinciale» e mancata mobilitazione sulle priorità ecologiste in contemporanea con il summit di Copenaghen. Roberto Della Seta: «Se continua così c’è bisogno di nuovi approdi».

Rischio di “diessizzazione”. mancata mobilitazione del Pd in occasione dell’11 e 12 dicembre, in concomitanza con il summit di Copenaghen sul clima. Ancora: spaccatura in occasione del No-B day e «rappresentanza pressoché inesistente» della sensibilità ambientalista all’interno dei nuovi organismi dirigenti. Nei Democratici lo spazio d’agibilità culturale e politica delle priorità ecologiste si fa, dunque, sempre più ristretto.

Da Lombardo un pieno d’ipocrisia

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Valerio Ceva Grimaldi

INTERVISTA Francesco Ferrante, esponente degli ecodem, lancia il suo j’accuse contro il governatore siciliano: «È curioso che il primo firmatario di un progetto che aumenta le cubature edilizie si faccia ora paladino del suo ritiro».

«Sulla tragedia di Messina stiamo assistendo a un caso emblematico. Un presidente di Regione, Raffaele Lombardo, che ritira un Piano casa di cui è primo firmatario. Che dire: un pieno d’ipocrisia ».

Ecodem, poco coraggio

Pietro Orsatti

PRIMARIE PD La non candidatura di Realacci indebolisce l’ambientalismo.

I luoghi della politica non possono essere solo virtuali, a volte è necessario contarsi, vedere quali numeri, quale consenso, raccoglie una proposta, un’idea, un’area. «La mancata candidatura alle primarie del Pd di Ermete Realacci è un’occasione persa». Questo il giudizio più diffuso all’interno di quell’ampia area ambientalista da cui l’ex presidente di Legambiente proviene.

Gli Ecodem si dividono sul candidato più “verde”

Daniele Di Stefano

PARTITO DEMOCRATICO
— La miccia l’hanno accesa Realacci, Della Seta, Vigni e Ferrante: «Sosteniamo Dario». Reagisce Gentili: «No, la maggioranza di noi è per Bersani». E subito scoppia la polemica. —

Tra le varie questioni sul piatto, nel Pd si comincia a discutere anche della caratura ambientalista dei candidati al congresso. E si leva qualche polemica. L’intervento sul Sole 24 ore del 7 luglio di Dario Franceschini - zeppo delle parole d’ordine della green economy - sancisce la pace tra il segretario e quella parte degli ecologisti del partito che aveva visto di buon occhio l’ipotesi della candidatura di Ermete Realacci.

Il fallimento dell’autosufficienza

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Valerio Ceva Grimaldi

INTERVISTA
— Francesco Baldarelli, del forum agroalimentare nazionale del Pd: «Ecodem riferimento importante, ma non dobbiamo pensare che gli ecologisti siamo solo noi. Ora serve una grande politica riformista sull’ambiente». —

«Gli ecodem del Pd sono stati e sono un riferimento importante di elaborazione delle tematiche ambientaliste per la cultura della sinistra democratica. Sarebbe però presuntuoso rinchiudere la rappresentanza delle priorità ecologiste solo nell’ambito di una componente che mira a portare avanti interessi di parte». Francesco Baldarelli, già europarlamentare del Pds, responsabile agricoltura dei Ds e membro del comitato promotore del Forum agroalimentare e della pesca del Pd, punta tutto sulla centralità, e nel contempo la trasversalità, dell’asset strategico della green economy.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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