A battesimo il partito del domani

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Francesco Servino (Terra Napoli)

PRIMARIE. Anche a Napoli e Caserta inizia l’era in cui l’ecologismo non è più relegato alla sola dimensione dell’ambientalismo.

«Dobbiamo essere il cambiamento che vogliamo vedere». Questa frase, pronunciata da un grande rivoluzionario della pace, dona il senso di quel fermento che in tutta Italia pervade le primarie degli Ecologisti e Civici, il nuovo grande movimento che assieme al partito dei Verdi intende riportare l’ecologismo nell’alveo della politica che conta.

L’ex Rutelli e gli ex Verdi. Ora Api

Michele Scotti

POLEMICA. L’ex verde Francesco Rutelli riscopre l’anima green e, da leader dell’Api (Alleanza per l’Italia), ha battezzato ieri l’Alleanza ecologica per l’Italia, sorta di associazione nata intorno ad un appello e composta da una cinquantina di amministratori locali, ambientalisti ed ex Verdi ora vicini all’Api.

 L’ex verde Francesco Rutelli riscopre l’anima green e, da leader dell’Api (Alleanza per l’Italia), ha battezzato ieri l’Alleanza ecologica per l’Italia, sorta di associazione nata intorno ad un appello e composta da una cinquantina di amministratori locali, ambientalisti ed ex Verdi ora vicini all’Api. «Nella difesa dell’ambiente, l’Italia si trova - ha spiegato Rutelli - in un enorme isolamento per l’uscita dei Verdi dal Parlamento.

Bonelli ricoverato. Rai e Quirinale, primi segnali

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Diego Carmignani

INFORMAZIONE. Si aggravano le condizioni del leader dei Verdi, da ieri in clinica. Garimberti assicura: chiesta al direttore generale Masi più attenzione sull’ambiente.

Dieci giorni fa, dopo tre settimane di sciopero della fame, il medico che sta seguendo il digiuno del presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, aveva chiesto una visita approfondita in una struttura ospedaliera. La protesta per l’assenza del tema ambiente nel nostro sistema radio-tv aveva comportato l’alterazione della pressione e della frequenza cardiaca, uno stato di disidratazione e otto chilogrammi in meno.

La ecopax, per Alex Langer

Marco Boato

RICORDO. Alex è stato “costruttore di ponti”: tra etnie e gruppi linguistici, tra identità ideologiche diverse, tra generi, tra partiti e società, tra Nord e Sud e tra Est e Ovest del mondo, tra uomo e natura, tra la pace e l’ambiente (ecopax, appunto).

Ha fatto bene Terra a ricordare Alexander Langer, in coincidenza di quello che sarebbe stato il suo 64esimo compleanno. C’è chi, avendolo ben conosciuto, ha provato una forte emozione nel vedere quell’inconsueto e felice augurio postumo. Purtroppo Alex è morto per scelta volontaria il 3 luglio 1995. Quindici anni dopo, la sua figura continua a segnare la storia dell’ecologismo, ma non solo.
 

Verdi, l’ecologismo è giunto a un bivio

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Valerio Ceva Grimaldi

POLITICA Tre mozioni si sfidano su Sinistra e libertà. Grazia Francescato: «Non ci sciogliamo. Più forti con l’unità». Paolo Galletti: «Gli ecovirtuosi non sono più rappresentati».

Il trentesimo congresso dei Verdi si apre con un inatteso protagonista: un blackout elettrico. Ma se il buio delle lampade è durato poco, quello metaforico che avvolge il futuro dei Verdi nostrani avrà bisogno di qualche ora in più per diradarsi. E c’è mancato poco che si accendessero subito le polveri: la minoranza ha minacciato di impedire l’inizio dei lavori, contestando l’annullamento di alcuni delegati.

Una manovrina che non esorcizza la crisi

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Aldo Garzia

CONSIGLIO DEI MINISTRI
— Le misure decise ieri dal governo, che prevedono un impegno totale di due miliardi di euro, smentiscono la linea “negazionista” sposata da Berlusconi. —

Il governo ha finora esorcizzato la crisi. Ma ieri, con alcune decisioni prese dalla riunione del Consiglio dei ministri, ha dovuto adottare dei provvedimenti urgenti che sono stati subito ribattezzati «manovrina estiva ». Il primo riguarda l’allargamento della fascia dei beneficiari della cosiddetta “social card” ( famiglie con basso reddito e figli fino ai sei anni, per gli anziani un innalzamento della soglia di reddito per tutti fino a 8.000 euro).

Futuro verde a sinistra

Luigi Manconi

COALIZIONI
— Luigi Manconi dolo le elezioni europee riflette sulle soluzioni possibili per dare adeguata rappresentazione politica ai Verdi e alla sinistra. —

Esattamente dieci anni fa mi dimisi da portavoce nazionale dei Verdi, dopo l’esito negativo del voto europeo. Eppure quel risultato era stato assai più lusinghiero di quelli conseguiti dai Verdi nel corso degli anni successivi. Oltre la sconfitta, infatti, mi aveva indotto alle dimissioni la consapevolezza che «la questione ecologista è troppo grande per ridurla alle modestissime dimensioni di un partito monotematico e autosufficiente ».

Un confronto onesto

Loredana De Petris

VERDI
— E’ necessario proseguire nella costruzione del progetto di Sinistra e libertà e rilanciarlo, come cantiere aperto all’associazionismo ecologista, riaprendo ai Radicali. —

Il dibattito che si è aperto tra i Verdi e sui Verdi e sui giornali alla luce dei risultati elettorali è senz’altro positivo, a patto che lo si affronti con chiarezza e onestà intellettuale, analizzando tutti i dati e non solo quelli che fanno più comodo, possibilmente non piegando la realtà a posizioni già precostituite e in funzione della collocazione interna al partito.

Governo, crescono le voci di crisi anticipata

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Paolo Cento

RETROSCENA
— Sussurrata, al massimo auspicata, solo fino a poco tempo fa, ora della caduta di Berlusconi si parla senza paura di essere smentiti. Parte subito la speculazione: esecutivo tecnico o elezioni? E Bossi vede crescere il suo ruolo. —

Da qualche giorno le voci di sottofondo su di un rapido precipitare della situazione politica del nostro Paese, si sono trasformate in rumorosi boati. Domenica, in particolare, prima il fondo di Ezio Mauro su La Repubblica, poi l’intervento di D’Alema da Lucia Annunziata, hanno riproposto, con toni e contenuti diversi, il tema di una rapida crisi del governo Berlusconi, determinata non solo da fatti politici, ma anche da interventi esterni alla normale dialettica politica.

Sviluppo veloce come il vento

Simonetta Lombardo

EDITORIALE - IDEE
— A favore dell'eolico, contro nucleare e stoccaggio di carbonio. —

Ce l’hanno detto in tutte le salse, gli elettrici e il governo, e continueranno a farlo con sempre maggiore strafottenza, fiutando il maxibusiness. Per tagliare l’effetto serra, vai con il nucleare e lo stoccaggio del carbonio, un’idea nuova quanto antica che consiste nello spazzare sotto il tappeto, ovvero sotto terra, l’anidride carbonica che esce dalle nuove meravigliose e pulitissime centrali a carbone.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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