Ecomafia globalizzata. Nuove vie nei traffici di rifiuti

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Vincenzo Mulè

AMBIENTE. In Italia è emergenza: nel 2010 sequestri per 11.400 tonnellate. Erano dirette prevalentemente in Cina, India, Africa dai porti di Genova, Venezia, Napoli e Gioia Tauro.

Un’operazione lunga due anni. Conclusasi nel porto di Taranto lo scorso 6 dicembre, quando gli uomini della Guardia di Finanza hanno fermato un’organizzazione transnazionale dedita al traffico globale di rifiuti plastici e vecchi copertoni. Tra gli arrestati, tutti in carcere, ci sono 4 cittadini cinesi: due di loro erano i referenti in Italia per le attività d’intermediazione e di raccolta. I container venivano spediti da diversi porti italiani: tra gli altri, Taranto, Palermo, Catania, Gioia Tauro, La Spezia, Napoli, Genova e Livorno.

Collusioni ed ecomafie svelate dal nuovo pentito

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Nello Trocchia

IL PERSONAGGIO. Roberto Vargas, omicida reo confesso, arrestato nel 2009 inizia a collaborare. Ai magistrati parla di rifiuti e politica. Nei suoi verbali i nomi di Nicola Ferraro e Nicola Cosentino.

Roberto Vargas è stato uno dei killer del clan dei Casalesi. Da pochi mesi ha deciso di raccontare tutto. Parla di politica, accordi e rifiuti. Arrestato nel maggio 2009, Vargas ha avviato la sua collaborazione con la giustizia raccontando gli affari dei Casalesi, i rapporti con il mondo politico e ora indicando precisamente nuovi terreni dove la camorra casertana ha interrato rifiuti. Solito schema per il sistema che ha distrutto una regione: aree prima svuotate con il prelievo del materiale da usare nell’edilizia e poi ricoperte di munnezza tossica.
 

Terra devastata: l’ultimo dossier shock dell’Arpac

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Nello Trocchia

CAMPANIA. Oltre 2 milioni e 700mila metri quadri di territorio contaminato. Su 2.551 siti «potenzialmente inquinati» soltanto cinque sono stati bonificati. Un disastro senza fine.

L'ultimo dossier in termini temporali è dell’Arpac. Una radiografia puntuale, presentata alla commissione Ecomafie della Regione Campania, presieduta dal consigliere Antonio Amato, nel luglio scorso. Nel report vengono individuate sette macro zone: «Nelle aree vaste - scrive l’Arpac - i dati esistenti inducono a ritenere che la situazione ambientale sia particolarmente compromessa, a causa della presenza contemporanea, in porzioni di territorio relativamente limitate, di più siti inquinati e/o potenzialmente inquinati».
 

Scorie e fanghi avvelenati, nella capitale dei Casalesi

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Andrea Palladino

ECOMAFIE Trovata una discarica nella prima periferia di Casal di Principe, in provincia di Caserta. Larga quasi un ettaro, profonda più di dieci metri, piena di veleni. A poca distanza abitava il padre di un boss, morto anni fa di tumore.

Via Circonvallazione a Casal di Principe è più di un confine. Qui finiscono le case di quell’immenso agglomerato di cemento che, allungandosi verso la zona sud, arriva fino ad Aversa. Pochi metri più in là, a nord della città, passa la superstrada che raggiunge Nola, nella zona del vesuviano, sfiorando il principale centro della logistica del sud Italia.

Sistri, ennesimo rinvio «Regalo alle ecomafie»

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Valerio Ceva Grimaldi

RIFIUTI. Il ministro dell’Ambiente Prestigiacomo annuncia che il sistema di telerilevamento entrerà in vigore dal primo settembre. Il procuratore Amendola: «Intanto i criminali rimangono impuniti».

Il primo giugno. Anzi no, il primo settembre. Ma solo in fase sperimentale. Per testare l’avvio completo del sistema di telerilevamento satellitare dei rifiuti Sistri bisognerà ora aspettare il primo gennaio 2012, giorno in cui sarà obbligatorio anche per i produttori di rifiuti pericolosi che abbiano fino a 10 dipendenti. Fino a quel momento l’obbligo entrerà in vigore a scaglioni di un mese alla volta, proporzionalmente a grandezza, attività e numero dei dipendenti delle imprese.

Calabria, un paradosso chiamato emergenza

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Vincenzo Mulè

RIFIUTI Raccolta differenziata inesistente. Nessun obiettivo raggiunto. La Commissione sull’ecomafia boccia senza riserve la gestione commissariale. Favorito l’inserimento dei clan

 

Beni confiscati, la legge compie quindici anni

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Gaetano Liardo

MAFIE. Il 7 marzo 1996 il Parlamento approvava la 109. Da quel giorno lo Stato ha sottratto alle organizzazioni criminali 11.152 beni. L’associazione Libera festeggia una norma di civiltà

Saranno oltre 600 gli studenti di più di 40 scuole che da domani andranno in visita ai beni confiscati alle mafie. L’occasione è quella dei 15 anni dall’approvazione della legge sul riutilizzo sociale dei beni confiscati. Era il 7 marzo del 1996 quando il Parlamento varava la 109 grazie ad una grande mobilitazione. Un milione di firme raccolte da Libera, l’associazione antimafia guidata da don Luigi Ciotti, e da Avviso Pubblico. Gli studenti potranno visitare la palazzina confiscata a Isola di Capo Rizzuto, che sarà adibita a colonia estiva.

Un pentito per l’ecomafia

Vincenzo Mulè

INCHIESTA. Politica, camorra e affari. Dietro questo legame si nasconde l’emergenza rifiuti. Ne è convinta la Commissione parlamentare, che ha deciso di convocare Amodio, l’ultimo accusatore di Cosentino.

Che la questione rifiuti in Campania sia tuttora drammaticamente aperta è un fatto incontestabile. Meno noto è che l’ultima emergenza potrebbe far tornare più di una persona su eventi e inchieste forse a torto un po’ dimenticate. O, nella peggiore delle ipotesi, sottovalutate. E sulle quali la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti vuole vederci chiaro. Ricostruendo quel perverso rapporto che è sempre esistito tra rifiuti, camorra e politica.

Vento deviato dai clan

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Dina Galano

EOLICO Anche la Procura di Crotone, dopo quella di Trapani, indaga sugli interessi delle cosche nel business delle pale. Il fisico Silvestrini: «è nelle pieghe di un sistema in affanno che si infilano i soggetti mafiosi»

Il giorno successivo al maxisequestro, per oltre un miliardo e mezzo di euro, dei beni del “signore del vento”, l’imprenditore trapanese Vito Nicastri, ecco che la Procura di Crotone lancia un segnale chiaro in sostegno ai colleghi siciliani. I magistrati calabresi hanno infatti ordinato una serie di perquisizioni tra i Comuni di Melissa e Strongoli per accertare la presenza della ‘ndrangheta nella costruzione del parco eolico della zona.

I servizi per la politica

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Vincenzo Mulè

ECOMAFIA. I traffici delle navi dei veleni erano gestiti dalle “barbe finte” e da parte della classe dirigente dell’epoca. Ne è convinta la Commissione d’inchiesta, che ieri ha ascoltato di nuovo Francesco Fonti.

Va prendendo sempre più una direzione ben definita l’attività della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite legate al ciclo dei rifiuti, riguardo la vicenda delle cosiddette navi dei veleni. Una direzione che esula dalle dichiarazioni di Francesco Fonti, il pentito della ‘ndrangheta che per primo parlò dei traffici di rifiuti tossici nel Mediterraneo.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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