Crisi economica, ora invertire la rotta

APPELLO. La politica restrittiva alimenta la speculazione e può condurre alla deflagrazione della zona euro. Serve subito una svolta per scongiurare un’ulteriore caduta dei redditi e dell’occupazione. L’appello degli economisti alle istituzioni.

La gravissima crisi economica globale, e la connessa crisi della zona euro, non si risolveranno attraverso tagli ai salari, alle pensioni, allo Stato sociale, all’istruzione, alla ricerca, alla cultura e ai servizi pubblici essenziali, né attraverso un aumento diretto o indiretto dei carichi fiscali sul lavoro e sulle fasce sociali più deboli.

Papi, maghi ed economisti

Luca Bonaccorsi

IN FONDO. I motivi per cui ignorare i moniti degli economisti sono comprensibili. Meno comprensibile è quel festival dell’ignoranza rappresentato dagli attacchi verso costoro

C’è qualcosa di intrinsecamente ironico nelle dichiarazioni del papa sulle previsioni di maghi ed economisti. Agli occhi di chi non crede almeno appare certo ironico che proprio un signore vestito in maniera così particolare, affezionato a indimostrabili teoremi dottrinali, debba tuonare contro gli amanti dell’oroscopo e dell’Occulto. Dal Santo padre ci si sarebbe aspettata una maggiore comprensione nei confronti di chi subisce il fascino del “magico”, del misterioso e ultraterreno.

La carbon tax sul tavolo di Sarkò. Per i Verdi va estesa all’atomo

Susan Dabbous

ENERGIA A tre mesi dall’apertura del tavolo tecnico sull’imposta per il clima il governo ha ricevuto le proposte largamente condivise da ambientalisti e economisti sul provvedimento. I consumatori invece temono più tasse.

Le premesse sono le migliori. Di questo passo l’imposta di 32 euro per tonnellata sulle emissioni di gas a effetto serra causate da petrolio, gas e carbone arriverà a gennaio del 2010. Il contributo dovrebbe aumentare progressivamente fino a 100 euro per tonnellata entro il 2030. Ma l’ultimo consiglio dei ministri che si è tenuto ieri a Parigi, prima della pausa estiva, ha rimandato la “patata bollente” in autunno.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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