«La Rena può affondare». Ecosistema in pericolo

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Susan Dabbous

NUOVA ZELANDA. Inclinata di 22 gradi la portacontainer rischia di spezzarsi. Fuoriuscite già 350 tonnellate di carburante. Più di 500 gli uccelli morti. Centinaia di volontari ripuliscono le spiagge.

Un equilibrio precario. La Rena rischia di perdere tutto il carburante a bordo. È inclinata di 22 gradi, non affonda ma potrebbe andar giù presto se gli interventi di soccorso dovessero di nuovo interrompersi a causa del mal tempo. «Abbiamo identificato fallimenti strutturali significativi – ha dichiarato ieri il premier neozelandese John Key durante una visita nella zona colpita dalla marea nera-. Non possiamo escludere il rischio che la nave si spacchi e affondi, riversando in mare tutte le 1.700 tonnellate di petrolio a bordo».

Le cifre della biodiversità. Circa 8,7 milioni di specie

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Alessio Nannini

NATURA. Dopo dieci anni di studi, gli scienziati del progetto Census of Marine Life hanno prodotto una stima degli esseri viventi sul nostro pianeta. Un censimento che potrà favorire la tutela dell’ecosistema.

Conoscere se non l’esatto numero delle specie viventi sul pianeta almeno una stima ben approssimata è, oltre che una curiosità per gli amanti dell’aritmetica, un’esigenza paragonabile al censimento della popolazione: come per la vita di una nazione, sapere la totalità degli abitanti del nostro pianeta favorisce le condizioni per la tutela e il benessere dello stesso.

Se il cemento divora anche Shangrila

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Emanuele Giordana

IL RACCONTO. Kathmandu e la sua valle erano un ecosistema quasi perfetto di una bellezza folgorante. Oggi quel gioiello è l’ombra di ciò che era.

Dice un vecchio adagio che non bisognerebbe mai tornare nei luoghi che si è molto amati. Ma pochi posti al mondo tradiscono la memoria come Kathmandu. La malattia di Kathmandu, un villaggione contornato di pagode e templi attraversato dallo zafferano e bordeaux dei monaci tibetani e dai colori tersi di un cielo intenso disteso su prati di un verde al confine tra il pastello e la speranza, si chiama inurbamento. Che, qui come raramente altrove, rima con degrado. Dove sono le casette coi muri a calce ocra e le finestrelle azzurre? Spazzate via da un mostro urbano.

La macchina nera che minaccia la costa e il mare di Mumbai

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Paolo Tosatti

INDIA. Affondata a 25 miglia dalla terraferma, la nave Mv Rak sta riversando nell’oceano le 370 tonnellate di combustibile che aveva a bordo. L’esperto: «Gravi ripercussioni sull’ecosistema marino».

Dopo il Dragone cinese, anche l’Elefante indiano è alle prese con una macchia nera che minaccia le sue coste e il suo ecosistema marino. Un denso strato di olio combustibile e diesel che da tre giorni fuoriesce dalla nave Mv Rak, inabissatasi giovedì scorso al largo di Mumbai con a bordo 60mila tonnellate di carbone e 340 tonnellate di carburanti e lubrificanti. Le autorità indiane provano a minimizzare la portata dell’incidente, parlando di una perdita di ridotte proporzioni, che non dovrebbe avere conseguenze significative sull’ambiente.

Petrolio, trent’anni per disintossicare il Paese

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Paolo Tosatti

NIGERIA  I danni causati dalla compagnie petrolifere nella regione dell’Ogoniland richiederanno decenni per essere sanati. Un rapporto dell’Unep analizza la devastazione che ha colpito il territorio

Trent’anni di lavoro e un miliardo di spese per tentare di guarire un cancro che da oltre cinquant’anni infesta una terra ormai spogliata di ogni risorsa e minaccia la vita di un’intera popolazione. La “pulizia” dell’Ogoniland, la regione del delta del Niger abitata dal popolo Ogoni, richiederebbe la più massiccia operazione di salvataggio ambientale mai effettuata.

Reati ambientali. Si rischia la detenzione

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Alessandro De Pascale

GIUSTIZIA. Pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto legislativo 121 che, come chiedeva l’Europa, impone sanzioni penali per le condotte illecite ai danni dell’ecosistema. Entrerà in vigore il 16 agosto.

Il codice penale e quello ambientale sono appena stati modificati dal governo. Dal 16 agosto, condotte illecite come inquinamento, traffico di rifiuti e bracconaggio diventano penali. Contro l’introduzione dell’articolo 727 bis si però scagliata la Lav (Lega antivivisezione).

Pesca, “fermo biologico” per arginare il collasso

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Diego Carmignani

EMERGENZA. Per favorire il ripopolamento ittico e riequilibrare l’ecosistema, unità con licenza a strascico o volante inattive fino al 30 settembre in Adriatico. Poi sarà la volta di Tirreno e Ionio.

Il punto di non ritorno è vicino. E se a prendere le inevitabili contromisure è pure l’addormentato e poco ambientalista governo italiano, significa che la questione sta assumendo contorni drammatici e rilevanza pubblica.

Dal proibizionismo un disastro ambientale

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Alessandro De Pascale

IL CASO. Decine di migliaia di laboratori clandestini che gettano prodotti chimici nei terreni, contadini che usano fertilizzanti, autorità che lanciano veleni. Ecco con quali danni all’ecosistema.

In tutto il mondo soltanto nel 2008, ultimi dati disponibili, le autorità hanno sequestrato quasi 18.500 laboratori illegali per la produzione di stupefacenti. In pratica esistono decine di migliaia di piccole fabbriche che usano a ciclo continuo precursori chimici per poi scaricarli nei terreni, nei fiumi o nelle reti fognarie. Essenso clandestini senza alcun controllo, devastando gli ecosistemi.

Alghe, il cibo del futuro che rischia l’estinzione

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Alessio Nannini

OCEANI. Secondo uno studio internazionale, 15 specie su 72 sono da considerarsi in grave pericolo. Con conseguenze rilevanti per l’equilibrio dell’ecosistema e la sopravvivenza della fauna marina.

Le alghe stanno scomparendo dai mari di tutto il mondo, e alcune specie sono già a rischio estinzione. Lo afferma un rapporto di Seagrass Net, un sistema di monitoraggio internazionale della flora marina, che ha esaminato per la prima volta i dati raccolti nelle sue 114 postazioni sparse nel mondo. Ebbene, da questi risulta che il 14 per cento delle specie di alghe sono gravemente minacciate, e che le restanti sono in costante e preoccupante declino.

Punteruolo rosso. L’incubo delle palme

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Diego Carmignani

ECOSISTEMA. Ecco la situazione in Italia, alla luce delle ultime novità normative, per arginare l’infestazione del parassita asiatico. Ma spunta un altro nemico per gli alberi: la cocciniglia.

La minaccia asiatica chiamata punteruolo rosso ha fatto registrare negli scorsi mesi il suo picco nel nostro Paese. Come noto, caratteristica di questo coleottero curculinoide è quella di insediarsi nelle palme, devastando la piante e di conseguenza il verde pubblico e l’ecosistema relativo.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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