L’affare dei condomini

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Giorgio Mottola

INCHIESTA. Milioni di euro stanziati dalla Stato per la ristrutturazione degli edifici privati del Cratere vengono gestiti, senza alcun controllo, dagli amministratori degli stabili. Forte il rischio “cartelli” e infiltrazioni mafiose.

Chi è rimasto fuori dai grossi appalti pubblici della ricostruzione abruzzese non per forza si dispera. Anzi, nel business del dopo sisma ci si può entrare attraverso altri varchi, che consentono di guadagnare comunque tanti soldi e soprattutto di essere meno controllati. L’affare più ghiotto su cui le imprese edili di tutta Italia hanno indirizzato da mesi la propria attenzione è uno in particolare: la ristrutturazione dei condomini privati. In ballo ci sono centinaia di milioni di euro. Tutti soldi pubblici, gestiti con pochissima vigilanza.

Avanza la “Scuola spa”

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Giulio Sardi (L'inkontro.info)

IL CASO. Il governo vuole cedere ai privati la proprietà degli edifici, così da dirottare altrove i fondi per la manutenzione.

Sono partite le prime occupazioni nelle università e nelle scuole contro la Riforma Gelmini. è stata la facoltà di ingegneria de La Sapienza di Roma ad aprire le danze. Molte altre seguiranno. Intanto il progetto complessivo del governo prende sempre più forma nelle parole del ministro Tremonti: «La cultura non si mangia». Così, dopo i tagli alla scuola e alla cultura, presi con maggiore o minore entusiasmo dai ministri Gelmini e Bondi, ecco in dirittura d’arrivo il progetto “Scuole spa”.

Sulle scuole pochi passi in avanti, denuncia Legambiente

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Filippo Pala

RICERCHE. L’associazione ambientalista ha presentato ieri “Ecosistema scuola”. I nostri edifici restano insicuri,
vecchi e poco ecologici. Cogliati Dezza: «Scarsi fondi stanziati e non ancora trasferiti agli enti locali per gli interventi».

Le scuole italiane sono vecchie e poco ecologiche. Frequentarle può essere rischioso, soprattutto al Sud. A dirlo è “Ecosistema scuola”, la ricerca annuale di Legambiente sullo stato dell’edilizia scolastica nel nostro Paese, presentata ieri a Napoli, giunta alla decima edizione.

Energia, cancellate le agevolazioni. Danni per ambiente ed economia

Valerio Ceva Grimaldi

FINANZIARIA Il testo approvato dal Consiglio dei ministri elimina la detrazione al 55 per cento per gli interventi di miglioramento ecologico degli edifici. L’esperto: «Un segnale disastroso». E molte imprese saranno costrette a chiudere.

l presidente degli Stati Uniti Barack Obama prevede una «catastrofe climatica» se non si interverrà adeguatamente contro il riscaldamento globale. E il governo italiano che fa? Va in assoluta controtendenza. Nella manovra finanziaria approvata dal Consiglio dei ministri, infatti, non è stata rifinanziata la misura per la detrazione fiscale al 55% per gli interventi di risparmio energetico per gli edifici. Il motivo? Non c’è la copertura economica.

Dopo le inchieste il business delle banche

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Pietro Orsatti e Angelo Venti

TERREMOTO
— La magistratura rientra nel centro storico per perizie su 30 edifici. E le contraddizioni del decreto del governo continuano a spaventare gli abruzzesi. —

Sono cominciati ieri un’altra serie di sopralluoghi nelle case crollate per il terremoto da parte dei consulenti nominati dalla procura dell’Aquila e dagli uomini dell’interforze della polizia giudiziaria. Il piano prevede una trentina di edifici da ispezionare oltre a quelli su cui si è già accentrata l’attenzione della magistratura.

I confini sensibili del nuovo organismo architettonico

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Francesca Franco

ARTE
Pelle come confine e interfaccia tra un soggetto sensibile e un ambiente circostante altrettanto ricettivo e attivo. Pelle come elemento di rivestimento e protezione e, allo stesso tempo, come strumento di relazione verso il mondo. Infatti cosa diventerebbe l’interno se ignorasse l’esterno che lo contiene?

In due saggi, La Peau découverte (1998) e Changement de perspective: le dedans et le dehors (2002), l’epistemologo François Dagonet riconosce al linguaggio del corpo la capacità di una comprensione “a pelle”, rapida e diretta, della realtà.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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