Elezioni

In piazza contro il governo

Paolo Tosatti
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THAILANDIA. Domani a Bangkok le Camicie rosse, favorevoli a un ritorno dell’ex premier Thaksin, manifesteranno per chiedere nuove elezioni. Promettono una marcia di un milione di persone. Ma il movimento è ormai spaccato.

Sarà uno schieramento di 50mila uomini delle forze di sicurezza ad accogliere la manifestazione antigovernativa attesa per domani nella capitale tailandese. Una marcia pacifica di «un milione di persone» per chiedere al premier Abhisit Vejjajiva nuove elezioni: questa la promessa delle Camicie rosse, lo United front for democracy against dictatorship (Udd), fronte favorevole a un ritorno dell’ex premier Thaksin Shinawatra, deposto da un colpo di Stato militare nel settembre del 2006. 
 

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In Iraq sconfitte le religioni. Vincerà il partito del petrolio

Annalena Di Giovanni
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MEDIO ORIENTE. Il primo ministro Nuri al-Maliki ha un vantaggio risicato sull’altra alleanza sciita, capeggiata dall’ex leader Allawi. Tra i due poco cambia: entrambi sono legati alle multinazionali dell’oro nero. I risultati si avranno a breve.

In Iraq è battaglia all’ultimo voto. Da giovedì gli analisti cercano invano di capire chi uscirà vincitore dalle elezioni parlamentari del 7 marzo, quando il 62 per cento degli aventi diritto al voto in Iraq si è recato alle urne per rinnovare i 325 seggi del parlamento iracheno. I risultati definitivi richiederanno settimane, e quelli parziali sono limitati a un campione troppo basso per suggerire qualsiasi previsione.

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Berlusconi e la giunta del Lazio, che schiaffo per Renata Polverini

Gianpaolo Silvestri
POLEMICHE. Il premier promette assessorati per gli esclusi dalle elezioni. Ma qualcuno fuori rimarrà.

«Anche se le liste non saranno riammesse, se i candidati del Pdl si impegneranno come se fossero ancora in lista, premieremo il merito e saranno tra i protagonisti della giunta del Lazio». E' stata questa la promessa di Silvio Berlusconi ai candidati del Pdl che rischiano di essere esclusi dall’agone elettorale, fatta dal palco della riunione del Pdl a Roma, presente Renata Polverini.

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Regionali in salsa verde

Susan Dabbous
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FRANCIA. Dall’estrema destra a Europe écologie. Potrebbe essere questo il destino dell’amministrazione dell’Alsazia, dove domani, insieme con le altre 21 regioni francesi, si terrà il primo turno delle elezioni regionali, mentre il secondo si terrà il prossimo 21 marzo.

Dall’estrema destra a Europe écologie. Potrebbe essere questo il destino dell’amministrazione  dell’Alsazia, dove domani, insieme con le altre 21 regioni francesi, si terrà il primo turno delle elezioni regionali, mentre il secondo si terrà il prossimo 21 marzo.

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Prove di unità a sinistra

Aldo Garzia
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DAL TRANSATLANTICO. Domani Pd, Idv, Radicali, Verdi, Sel, associazioni e popolo viola in piazza compatti contro il decreto “salva liste”. Contemporaneamente, arriverà l’ultima sentenza del Consiglio di Stato sul ricorso del Pdl per correre nel Lazio.

L'appuntamento è fissato per domani, a iniziare dalle 14, in piazza del Popolo a Roma. A promuovere la manifestazione era stato in prima battuta il Pd per protestare contro il decreto legge “salva liste” del governo ma subito dopo sono arrivate le adesioni: Idv, Sinistra e libertà, “popolo viola”, Verdi, varie associazioni, eccetera.

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La guerra delle piazze

Aldo Garzia
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POLITICA. In una infuocata conferenza stampa Berlusconi nega qualunque errore nella presentazione delle liste, se la prende con Radicali e giudici, e lancia la campagna elettorale rullando i tamburi di guerra: «Manifesteremo anche noi».

Berlusconi si presenta per la prima volta da quando è tornato premier nel 2008 in via dell’Umiltà, dove ha sede il Pdl, per una agguerrita conferenza stampa. Questa volta parla come presidente del partito e non del governo: «Nessuna irregolarità, a Roma ci hanno impedito di presentare le liste. Siamo qui per reagire all’assoluta disinformazione data riguardo alle vicende del Pdl a Roma».

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La paralisi oltre la lista

Aldo Garzia
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DAL TRANSATLANTICO. Camera e Senato bloccate dall’ostruzionismo di Pd e Idv: è la conseguenza dell’infinita querelle elettorale. In attesa della manifestazione di sabato a Roma, prende corpo l’ipotesi di un rinvio delle elezioni nel Lazio.

La Camera è bloccata dall’ostruzionismo di Pd e Idv, mentre discute un disegno di legge sulle cure palliative. E la maggioranza va sotto, quando l’opposizione chiede di votare sull’inversione dell’ordine del giorno. E oggi non ci sarà la seduta dedicata all’economia, fortissimamente voluta dal Pd. Stesso atteggiamento dell’opposizione al Senato, dove da ieri si discute il disegno di legge sul “legittimo impedimento” già approvato dalla Camera.

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Il federalismo quando serve

Alessio Liberati (magistrato Tar Toscana)
L'ANALISI. La riforma “federalista” del titolo V della Costituzione italiana è stata fortemente voluta dai partiti politici. Il suo inevitabile corollario è che la maggior parte delle materie sono attribuite alla legislazione delle singole Regioni. Tra queste vi è la materia elettorale.

La riforma “federalista” del titolo V della Costituzione italiana è stata fortemente voluta e accolta con favore dai partiti politici. Il suo inevitabile corollario è che la maggior parte delle materie sono attribuite alla legislazione delle singole Regioni, altre alla legislazione concorrente, altre ancora (ma sono eccezioni) allo Stato. Tra quelle riservate alle Regioni vi è la materia elettorale.

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Marghera, “Caro Zaia gli inceneritori tieniteli a casa tua”

Riccardo Bottazzo (Terra Nordest)
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MOBILITAZIONE Irrompe nella campagna elettorale il caso del riavvio (potenziato) dell’impianto Sg31 a seguito dell’approvazione in sordina di una delibera in Giunta regionale. Insorgono i cittadini. Bettin (Idea): «Bloccheremo tutto».
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Elezioni, la Cina cambia legge

Paolo Tosatti
ASIA. L’Assemblea popolare nazionale, massimo organo legislativo del Paese, discute una proposta di modifica del sistema elettorale per concedere alle zone rurali la stessa rappresentanza politica garantita a quelle urbane.

Una riforma della legge elettorale per garantire la stessa rappresentanza politica alla campagna e alla città. Un ulteriore passo della Repubblica Popolare Cinese sulla strada della democrazia, ragionato, lento e graduale come ogni mutamento politico-istituzionale che interessa il Paese della Grande Muraglia.

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