Guatemala, urne aperte

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Annie Bird (Inserto domenicale)

MONDO. Oggi si svolgono le elezioni presidenziali in questo Paese latinoamericano che cerca una via d’uscita dalla guerra civile. Il candidato favorito è il generale Otto Pérez Molina, accusato di crimini di guerra. Gli organismi internazionali, tra cui l’Onu, tacciono. Continueranno a farlo se Molina diventerà presidente?

La mia associazione ha scritto di recente a Juan Mendéz, relatore speciale per la tortura presso l’Ufficio dell’Alto commissariato per i Diritti umani con sede presso l’Onu di Ginevra, per esprimere preoccupazione per ciò che sta avvenendo in Guatemala. Il generale Otto Pérez Molina, protagonista di una grave e prolungata storia di torture e violenza, è candidato presidenziale nelle elezioni che si tengono oggi.
 

Un nuovo Vietnam al confine col Pakistan

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Gloria Ravidà

AFGHANISTAN
— Gli Stati Uniti lanciano l’offensiva nella valle dell’Helmand, roccaforte talebana nel sud. I ribelli rispondono, rapendo un militare. E l’Italia manda altri soldati. —

Sud della valle del fiume Helmand, bastione dei talebani, parte meridionale dell’Afghanistan. Ieri notte circa 4.000 tra marine e militari statunitensi, 650 effettivi afgani, una cinquantina di aerei e un numero imprecisato di elicotteri, sono penetrati nella zona. Nome in codice dell’operazione “Khanjar”, colpo di spada. Caratteristiche principali secondo il generale di brigata Larry Nicholson: massiccia entità delle forze, rapidità nell’attacco, appropriazione delle postazioni talebane.

Voto confermato. In Iran è ancora caos

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Susan Dabbous

TEHERAN
— Dopo il riconteggio parziale delle schede i Guardiani certificano la vittoria di Ahmadinejad. Rilasciati cinque funzionari dell’ambasciata inglese. Diplomazie al lavoro. —

Silvio Berlusconi non lascia molto spazio a dubbi: «Credo che si andrà verso le sanzioni nei confronti dell’Iran». In un giro di telefonate pre G8 il presidente del Consiglio italiano sembrerebbe essersi confrontato con i suoi sette omologhi a riguardo. Verrebbe da chiedersi perché allora, dal vertice di pochi giorni fa a Trieste che ha visto i ministri degli Esteri delle otto potenze economiche mondiali, non sia uscito niente più che un rimprovero.

Moussavi chiede di piangere i suoi martiri

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Susan Dabbous

IRAN
— Il sesto giorno consecutivo di protesta nel Paese si colora di nero in segno di lutto. Le vittime che vengono commemorate oggi sono già gli eroi della seconda Rivoluzione. —

Oggi è la giornata del LUTTO. Il riformista Moussavi, dal suo sito messo sotto stretta sorveglianza da cui sono sparite foto e documenti, ha proclamato la commemorazione dei «martiri». Sette secondo le stime ufficiali, 22 per l’opposizione, sono i manifestanti che nei giorni scorsi sono morti per la libertà.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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