Bombe su Sirte. Per la Francia è il rifugio del raìs

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Susan Dabbous

LIBIA. Prosegue la caccia a Gheddafi. Secondo Parigi, sarebbe stato visto nella città natale dove l’alleanza atlantica ha colpito il suo bunker.

Così come Saddam Hussein fu trovato in Iraq a Tikrit nel 2003, oggi i ribelli contano di stanare anche il dittatore libico Muammar Gheddafi nella terra natale: Sirte. Sulla città, che si trova lungo la costa a circa 450 chilometri a est di Tripoli, ieri non solo sono stati effettuati nuovi raid Nato, ma i militari francesi e britannici hanno lavorato direttamente sul campo per aiutare gli insorti.

Caso Francheschi, la madre si incatena all’Eliseo

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Dina Galano

CARCERE. Un anno dopo la morte del figlio detenuto nella prigione francese di Grasse, Cira Antignano torna a Parigi per chiedere un incontro con la coppia presidenziale. Troppi i dubbi sulle “cause naturali” del decesso.

Daniele Franceschi moriva un anno fa nel carcere francese di Grasse, nell’entroterra della Costa azzurra. Stava aspettando un processo, dopo cinque mesi cautelativi, con l’accusa di  aver usato una carta di credito falsa al Casinò di Cannes. Quando la madre, Cira Antignano, recuperava il corpo, ben tre mesi dopo il decesso, era rimasto poco o nulla del giovane trentaseienne di Viareggio. Né i segni delle violenza che secondo i legali di parte è stata all’origine della morte, né gli organi principali che erano stati estratti.

Madame anticorruzione. Un’ecologista all’Eliseo

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Susan Dabbous

INTERVISTA. Eva Joly risponde al desiderio di trasparenza dei francesi. È la candidata di Europe écologie alle presidenziali del 2012. Le sue priorità: fiscalità verde, banca etica e stop al nucleare.

«Ho accettato di candidarmi alle presidenziali ma faremo le primarie». Compie 67 anni oggi e ne dimostra 10 di meno, è di origine norvegese e ha un passato da magistrato di ferro. Eva Joly è l’europarlamentare di Europe écologie che risponde «al bisogno di una politica più etica», parola del leader Daniel Cohn Bendit che a Terra spiega: «È come il vostro Di Pietro. Madame anticorruzione».

Si riparte dall’Eliseo

Alessandro Polinori (Terra Lazio)

COSTITUENTE ECOLOGISTA. Il successo dell’iniziativa The Green Way rafforza il percorso dell’appello “Io cambio!”.

Ha riscosso grande successo l’iniziativa “The green way – L’ecologia per uscire dalla crisi mondiale”,  promossa dalla Costituente ecologista il 18 novembre all’Eliseo di Roma.

A Roma la “via verde” contro la crisi

Piero Capponi

APPUNTAMENTO. Oggi alle ore 15, al Teatro Eliseo a Roma, si svolgerà “The Green Way - l’ecologia per uscire dalla crisi mondiale”.

Oggi alle ore 15, al Teatro Eliseo a Roma, si svolgerà “The Green Way - l’ecologia per uscire dalla crisi mondiale”.

Sarkozy oggi a Bruxelles pronto a parlare dei rom

Susan Dabbous

FRANCIA «Critiche inaccettabili». Così replica l’Eliseo alle accuse di razzismo della Commissaria alla Giustizia. Intanto cresce l’impopolarità del presidente dopo l’approvazione, ieri, della riforma delle pensioni

 

Tutti i flop dell’erede di Reagan e Thatcher Liberismo transalpino alle corde

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Bruno Picozzi

FRANCIA. È la domenica del secondo turno delle elezioni regionali. La sinistra, grazie all’unità tra socialisti, ecologisti e neocomunisti, è prima nei sondaggi mentre crescono le critiche verso l’inquilino dell’Eliseo dopo appena tre anni di presidenza. I dati dell’economia e del lavoro restano più che allarmanti, mentre tutte le riforme sociali e del fisco annunciate nel 2007 o sono restate promesse o hanno generato più problemi che soluzioni.

Una caricatura davvero poco elegante e un giudizio senza appello: «Sarko menteur». Bugiardo! Così titolava giorni fa il settimanale parigino Marianne in apertura di un lungo speciale sul presidente della Repubblica francese. In primo piano un elenco di invenzioni grossolane e promesse non mantenute, un attacco durissimo alla massima carica dello Stato basato su un’analisi profonda di tre anni di governo. Disoccupazione, pacchetto fiscale, lotta al crimine, ricerca, politica estera.

Guinea, dopo il massacro la Francia interrompe i rapporti con i militari

Jean Claude Mbede

AFRICA L’Eliseo chiede chiarimenti al capo della giunta per la brutale strage nello stadio di Conackry.

«Io non controllo l’esercito, quello che è successo è avvenuto a mia insaputa. Al più presto apriremo un’inchiesta». Con queste parole il capo della giunta militare della Guinea, Mussa Dadis Camara, ha chiarito ieri ai media francesi la sua estraneità al massacro compiuto lunedì scorso allo stadio di Conakry, la capitale del Paese dell’Africa occidentale.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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