La sfida della differenziata

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Francesco Iacotucci (Terra Napoli)

RIFIUTI. Nel piano di raccolta porta a porta sono già coinvolti 145mila abitanti. E i risultati quantitativi e qualitativi sono confortanti.

Sulla raccolta differenziata dei rifiuti a Napoli in questi giorni si gioca con i numeri. Spesso però si inseguono cifre senza pesare le scelte che stanno prendendo forma in questi giorni. Ad oggi infatti sono coinvolti nel piano di raccolta porta a porta 145mila abitanti con una media di raccolta differenziata del 66%,

Firmato l’accordo di programma

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Francesco Servino (Terra Napoli)

RIFIUTI. Intesa tra Provincia di Napoli, Regione e sindaci di 19 Comuni del vesuviano: ecco la road map per impianti e differenziata.

Un atto di grande responsabilità istituzionale secondo il Pd. Secondo altri, un compromesso dettato dal “dispotismo” di una rete di comitati.

Emergenza rifiuti in Aula. Maggioranza allo sbando

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Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO. Governo battuto a ripetizione su mozioni presentate dall’opposizione e appoggiate dalla Prestigiacomo. Un caos frutto del “do ut des” tra Lega e Pdl per l’arresto di Papa.

Mattinata di caos a Montecitorio. Il governo è battuto ripetutamente su alcune mozioni sulla questione emergenza rifiuti a Napoli. Come quando, con i voti della sola opposizione, è passata parte di una mozione dell’Idv su cui il ministro Prestigiacomo aveva espresso parere favorevole. Contro, paradossalmente, hanno votato i deputati di maggioranza e tutti i ministri. Il testo è approvato a sorpresa con 296 sì, 287 no e 6 astenuti. Dopo il voto, parte dagli scranni di Idv e Pd il coro «Dimissioni, dimissioni».

Rischio crisi anche nel salernitano

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Francesco Servino (Terra Napoli)

RIFIUTI. Problemi a Scafati, Corbara e nei Lattari. Caldoro firma una nuova ordinanza. Mentre a Napoli si superano le 2.400 tonnellate.

Si aggrava ogni giorno che passa l’emergenza rifiuti a Napoli: in città e in provincia la situazione è disperata, e nel capoluogo tornano i roghi e le proteste. A Fuorigrotta, alle due di notte, gruppi di persone hanno trascinato cassonetti e sacchetti d’immondizia al centro della carreggiata, paralizzando il traffico fino alle quattro del mattino (quando i mezzi dell’Asia, su segnalazione della polizia, hanno rimosso i cumuli).

Foggia è di nuovo sotto un mare di immondizia

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Alessandro De Pascale

PUGLIA. Cumuli di spazzatura per le strade perché non ci sono i mezzi per raccoglierla. Così la Regione ha stanziato ieri 500mila euro d’urgenza. Ma la crisi peggiora giorno dopo giorno.

Foggia come Napoli. Da quasi un anno la città  pugliese è infatti sommersa a intermittenza dai cumuli di rifiuti in strada. Oltre 200 tonnellate di spazzatura non raccolta, in una città che conta appena 153mila residenti. In pratica restano a terra 1,5 chilogrammi di spazzatura per abitante, la stessa quantità pro-capite dei vicoli di Napoli. I cassonetti, come nel capoluogo partenopeo, sono stracolmi. E di notte vengono dati alle fiamme dai residenti esasperati. I mezzi dell’Amica, la municipalizzata di igiene urbana, fanno quel che possono.

«Pecorella, ipocrisie sull’inceneritore»

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Giorgio Mottola

Intervista. Il vicesindaco e assessore all’Ambiente Tommaso Sodano risponde al presidente dell’Ecomafia: «Il termovalorizzatore di Napoli est? E' una truffa»

L’ex avvocato di Berlusconi contro l’ex magistrato. Le parti però sono invertite. Stavolta infatti l’inquirente non è De Magistris ma Gaetano Pecorella, che, in veste di presidente della Commissione Ecomafia, è stato in visita in Campania a ispezionare gli impianti e a presidere audizioni. Un tour di tre giorni che ha portato l’ex legale del Cavaliere a una conclusione: per risolvere il dramma dei rifiuti basta costruire un secondo inceneritore a Napoli.

Rifiuti, la delusione di una città

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Francesco Servino (Terra Napoli)

REAZIONI. De Magistris boccia il decreto varato dal Consiglio dei ministri: zero risorse e si rimanda tutto ad accordi tra Regioni.

Un decreto sui rifiuti deludente e pilatesco: così lo definisce de Magistris, che si aspettava dal governo le risorse necessarie ad attuare il ciclo di gestione virtuoso che ha in mente. I tre articoli approvati dal Consiglio dei Ministri, su proposta del presidente Berlusconi e del ministro Prestigiacomo, prevedono lo smaltimento fuori dalla Campania dei rifiuti tritovagliati, prioritariamente nelle regioni limitrofe, in attuazione del principio comunitario della prossimità e con il nulla osta della Regione di destinazione.

Decreto e fondi in arrivo. Ma la Lega non ci sta

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Francesco Servino

NAPOLI. Incontro ieri a Roma tra de Magistris e il ministro Prestigiacomo. Il provvedimento attuativo nel prossimo Cdm. Calderoli: «Non accetteremo truffe. In caso, faremo volare le sedie».

«Il Governo ha allo studio un provvedimento straordinario per agevolare il trasferimento dei rifiuti napoletani fuori regione»: lo ha annunciato ieri il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, nel corso di una riunione convocata a Roma a cui hanno preso parte il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, e il vicesindaco con delega all’Ambiente Tommaso Sodano. La Prestigiacomo ha assicurato il massimo impegno per la ripartizione da parte della Regione dei 150 milioni di euro che sono stati assegnati alla Campania attraverso il Decreto Legge 26 novembre 2010, n.

Pinocchio, Duvia e il patto che condannò la Campania

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Vincenzo Mulè

DOCUMENTI. La Liguria è stato il crocevia dei traffici di rifiuti. Da La Spezia partirono molte delle navi a perdere. Da qui fu decisa a tavolino, nel 1989, l’emergenza rifiuti napoletana.

«Fra la fine degli anni 60 e l’inizio degli anni 70 Duvia Orazio titolare della Contenitori Trasporti e Duvia s.r.l. entrambe di La Spezia, iniziò a smaltire rifiuti di ogni genere a cielo aperto nella zona della suddetta provincia e in particolare in quella compresa fra le frazioni di Muggiano e Ruffino e l’abitato di Pitelli». È il 13 maggio del 1995. Alle 14 del pomeriggio e presso gli uffici del Corpo Forestale dello Stato di Brescia, l’inchiesta sulle navi dei veleni vive uno dei suoi momenti più importanti.

«Altri due anni persi senza risolvere la crisi»

Alessandro De Pascale

INTERVISTA. Per Michele Buonomo, presidente regionale di Legambiente, in Campania «cambia tutto per non cambiare nulla. Sull’emergenza solo promesse, proclami e scaricabarile».

In Campania si sono persi altri due anni, che si aggiungono ai 15 già trascorsi, senza uno stralcio di piano che possa fare uscire la regione da questa perenne emergenza rifiuti». È la denuncia di Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania, che parla di «politica del Gattopardo, dove sul fronte dell’immondizia cambia tutto per non cambiare nulla».

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

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