«Cellulari, errore aumentare i limiti delle emissioni»

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Valerio Ceva Grimaldi

SALUTE. Nella bozza del decreto Sviluppo sono elevati i valori di legge per l’inquinamento elettromagnetico. Il parere negativo dei medici dell’Isde.

Nella bozza del decreto Sviluppo attualmente in discussione è previsto l’innalzamento dei limiti vigenti relativi all’inquinamento elettromagnetico provocato dalla telefonia mobile. In particolare, da 6 volt\metro si passerebbe a 20 nei luoghi aperti, ed è anche prevista la modifica delle modalità di rilevazione, ora da attuare sulle 24 ore. Inoltre sarebbero esentati dalle misurazioni iphone, cellulari e apparati riceventi.

Dopo il nucleare, il carbone. Un altro no contro il passato

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Vincenzo Mulè

PROTESTA. Oggi alle 14 prende il via a Adria, nel Polesine, la grande manifestazione nazionale contro la fonte fossile più antica. E responsabile del 43 per cento delle emissioni di CO2 nel mondo.

Il carbone come alternativa al nucleare. È contro questa scelta che oggi associazioni, comitati e cittadini scenderanno in piazza contro quello che viene definito «un ritorno al passato». Le 35 associazioni della coalizione Fermiamo il carbone hanno organizzato una manifestazione nel Polesine, ad Adria, per di no alla riconversione della centrale di Porto Tolle. Contemporaneamente, ci saranno poi una serie di presidi a Saline Joniche, La Spezia, Vado Ligure, Civitavecchia e Brindisi.

Se le emissioni di C02 domineranno il mondo

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Emma Sagonà

PIANTEA. Presentato il rapporto del Fondo Onu per la popolazione (Unfpa): il 31 ottobre saremo sette miliardi. Troppi per le risorse a disposizione. Che potremmo usare in altro modo.

Tra meno di una settimana la popolazione mondiale raggiungerà quota 7 miliardi. E la pianificazione per uno sviluppo sostenibile a livello globale che ponga tra le sue priorità la tutela ambientale, oltre a politiche di equità sociale e controllo demografico, sembra essere una delle principali chiavi d’azione per affrontare le sfide dei prossimi trent’anni.

L’isola dei trasporti sostenibili

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Luca Buzzoni e Vittorio Marletto (Terra Emilia Romagna)

AMBIENTE. Si chiama Itaca il progetto per l’innovazione della mobilità urbana che punta a ridurre le emissioni e i consumi energetici.

Esistono mille modi per ridurre l’impatto ambientale e climatico dei trasporti nelle città, e molti tra questi sono già disponibili. Potremmo forse riassumere così una parte dei risultati finali del progetto europeo Itaca, descritti nella conferenza conclusiva che si è tenuta a Bologna la settimana scorsa.

Da Reggio Emilia parte l’inventario di chi più inquina

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Michele Martino

IL PROGETTO. Verranno presentati oggi i risultati di uno studio che ha misurato le emissioni di anidride carbonica in città italiane ed europee.

Si può guarire la pianura padana – uno dei luoghi in assoluto più inquinati al mondo, come fotografa da tempo il satellite europeo – dal mal d’aria? Per riuscirci a Reggio Emilia, cittadina col record di piste ciclabili e di bus pubblici elettrici in Italia si sono messi in testa di misurare le emissioni di CO2 (l’anidride carbonica, uno degli elementi di maggior rischio per la salute) e di mettere a punto una serie di contromisure pratiche per diminuire la quota di gas scaricati nell’atmosfera.

Alimentazione, solo i vegetariani aiutano il Pianeta

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Assunta Gammardella

CONSUMI. Per ridurre le emissioni di gas non basta rinunciare alle costolette di agnello, al salmone o alla mozzarella. Bisogna fare di più.

Mangiare solo la carne di certi animali o eliminarla del tutto? Che dieta dovremmo seguire per abbattere il nostro impatto sulla Terra? Secondo la Meat Eater’s Guide to Climate Change and Health (Guida del carnivoro al cambiamento climatico e alla salute), pubblicata dall’associazione ambientalista americana Envirommental Working Group (Ewg) basterebbe rinunciare a costolette d’agnello, bistecca e hamburger, mozzarella e parmigiano, prosciutto e salmone, e preferire tacchino, pollo, tonno e uova.

Con la crisi, a rischio la finanza climatica

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Emanuele Bompan

GREEN ECONOMY. Crolla il prezzo della CO2 sul mercato delle emissioni, nato dai tentativi di incentivare chi investe in tecnologie pulite. Così la recessione impatta la lotta al climate change.

La prossima vittima della doppia recessione in Usa e Eurozona potrebbe essere la lotta per fermare i cambiamenti climatici. A rischio gli investimenti nella green economy e nella finanza climatica. Ieri il prezzo della CO2 ha raggiunto un limite storico, scendendo sotto i 7,10 € a tonnellata per i CER, (il mercato delle emissioni nei paesi in via di sviluppo promosso dal Clean Development Mechanism ideato dall’Onu) e sotto i 10,65 euro a tonnellata per il mercato europeo delle emissioni ETS EU, il più grande e il più solido.

Il cuore delle telecom è sempre più verde

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Pierpaolo De Lauro

ECONOMIA. Il comparto delle telecomunicazioni contribuisce al 2% delle emissioni di CO2. Dall’India alla Turchia si corre ai ripari. Risparmiando.
 

Le società di telecomunicazione hanno un cuore verde, e batte per il risparmio e la sostenibilità ambientale, non solo per far respirare le casse ma anche i nostri polmoni. In base ai dati raccolti da Gartner Group il settore ITC è responsabile del 2 per cento delle emissioni di CO2, dati simili sono confermati anche dalla International Telecomunication Union.

Una metropoli fresca di bianco

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Pierpaolo De Lauro

INIZIATIVE. A New York gli attivisti di White Roof Project ridipingono
i tetti con colori chiari per diminuire il riscaldamento globale e i consumi.
 

Risparmiare l’equivalente dell’energia prodotta da 14 centrali può essere un gioco da ragazzi. Basta pennello e pittura, salire sul tetto di un palazzo e ridipingerlo di bianco. Sembra uno scherzo eppure può essere un’idea valida per salvare il Pianeta. Il White roof project (il “progetto tetti bianchi”, www.whiteroofproject.com) è stato lanciato a New York da un gruppo di attivisti, stanchi di subire la calda estate della Grande Mela.

Emissioni dalle paludi. Così cresce l’effetto serra

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Alessio Nannini

AMBIENTE. Con l’aumento di anidride carbonica in atmosfera, dalle zone umide sale anche il contributo di metano e di altri gas dannosi. Lo afferma uno studio pubblicato sulla rivista Nature.

L'ultimo numero della rivista Nature ha pubblicato uno studio a firma di studiosi americani e irlandesi delle università della Florida, del Nord Arizona, e del Trinity College di Dublino, che ha illustrato i risultati di una serie di ricerche sperimentali circa gli effetti di accelerazione del riscaldamento globale da parte delle aree umide.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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