Il 29 ottobre contro la centrale

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Maria Fiano (Terra Nord Est)

PORTO TOLLE. Ad Adria la manifestazione contro la conversione a carbone dell’impianto termoelettrico dell’Enel.

Tornano in piazza i movimenti per i beni comuni dopo il via libera alla conversione a carbone della centrale termoelettrica Enel a Porto Tolle, per una giornata di mobilitazione nazionale contro il carbone.

Ferrara, no coke a Porto Tolle

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Massimo Montanari (Terra Emilia Romagna)

ENERGIA. Gli ambientalisti contro Zaia e Romani che hanno “blindato” il progetto Enel. Tutti i rischi della riconversione.

Hanno marciato sulla spiaggia, partendo dal Lido di Volano, passando per il Lido delle Nazioni e Porto Garibaldi, al grido di “No al carbone, sì al parco” e inalberando grandi cartelli sui quali erano dipinte le lettere che andavano a comporre la scritta “NO COKE”, per informare e sensibilizzare i bagnanti sui pericoli del carbone e sul progetto di conversione della centrale.

Quei furti di rame che assediano Ferrovie

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Alessandro De Pascale

CRIMINALITA'. I ladri di cavi costano a Rfi oltre 3 milioni di euro l’anno. Durante l’incendio a Tiburtina, la Tav Roma-Firenze era già ferma per un colpo a Settebagni. Danni anche per Enel.

Lo chiamano “oro rosso”. È il rame, miglior conduttore elettrico dopo l’argento, ambitissimo sul mercato clandestino. Un chilo vale oltre 10 euro, una tonnellata 10mila. In Italia, i furti di questo metallo sono in costante aumento, come denunciano le statistiche delle forze dell’ordine. In tutto il Paese sono ormai attive numerose bande dedite al furto del costoso metallo. Entrano in azione di notte, armati di tronchesi e capienti valigie. Prendono di mira cimiteri, chiese, zuccherifici, industrie ma soprattutto le linee ferroviarie.

«Fulvio Conti? Cambi o si dimetta»

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Luca Bonaccorsi

L'APPELLO. Stefano Leoni, direttore Wwf Italia, sulle posizioni dell’amministratore delegato dell’Enel:«Ma quali fonti usa per dire certe cose? I suoi azionisti siamo noi: si allinei o se ne vada».

«Abbiamo chiesto al Ministero per l’Ambiente e loro hanno smentito. Dicono che è solo confermato il taglio di aprile». Candidamente, Stefano Leoni. Anche ai piani alti del Wwf non si è ancora capito se nella manovra c’è un nuovo taglio alle rinnovabili.
 
Taglio o no, questo governo conferma la sua ostilità al settore delle rinnovabili.

Cacciamo il dinosauro dalla guida dell’Enel

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Luca Bonaccorsi

ENERGIA. In una surreale intervista a Sky tg24 di Sarah Varetto l’amministratore delegato Fulvio Conti si esibisce in uno show a favore di nucleare e carbone. Disprezzo assoluto per i referendum.

«Cosa ha provato dopo il referendum sul nucleare? Un certo sconforto per il nostro Paese. Ma la partita non è chiusa. E comunque noi continueremo ad investire sul nucleare in Francia, Spagna, Slovacchia. Restiamo nuclearisti convinti, e i soldi risparmiati in Italia li investiremo in altri Paesi». Si fa intervistare davanti a un pannello che raffigura pale eoliche in mezzo ad un campo di grano, ma trasuda petrolio, carbone ed è più radioattivo del plutonio. È di venerdi la performance surreale dell’amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti.

Cile, dai giudici uno stop all’ecomostro dell’Enel

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Sirio Valent

PATAGONIA. La corte d’appello di Porto Montt ferma il mega progetto HydroAysèn, che prevede la costruzione di cinque centrali idroelettriche nell’estremo Sud del Paese.

Il governo cileno l’aveva già approvato, l’Enel era già pronta con le ruspe e i dollari: eppure la battaglia per la difesa della Patagonia l’hanno vinta gli indios. Il progetto HydroAysèn, che prevede la costruzione di cinque centrali idroelettriche nell’estremo Sud del Cile, è stato fermato dalla Corte d’Appello di Porto Montt, per «grave minaccia alla vita umana e animale e all’ambiente».

Patagonia, via libera alle dighe dell’Enel

Paolo Tosatti

CILE. La Commissione ambientale della regione dell’Aysen approva la costruzione del contestato progetto idroelettrico HydroAysen. Ma ambientalisti e attivisti per i diritti restano sul piede di guerra.

Violenti scontri tra attivisti e forze dell’ordine sono scoppiati ieri nella regione dell’Aysen, in Cile, dopo il via libera concesso dalla Commissione ambientale locale al controverso progetto HidroAysen. Con undici voti a favore e un astensione, l’organismo ha formalmente approvato la realizzazione di 5 centrali idroelettriche sui fiumi Baker e Pascua, nella Patagonia cilena, causando le vive proteste degli ambientalisti, preoccupati dal devastante impatto che gli impianti avranno sul territorio e sulla vita delle popolazioni locali.

Enel-Edf, i contratti atomici ancora validi

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Susan Dabbous

DIPLOMAZIA. Sarkozy vola a Roma. Berlusconi: «Il nucleare è il futuro, la moratoria serve a impedire il referendum che lo bloccherebbe per sempre». L’opposizione insorge. Gli affari continuano.

Razzi, yogurt e nucleare. Il 29esimo vertice bilaterale tra Italia e Francia, che si è tenuto ieri a Roma, si è cucinato con questi tre ingredienti: perché la faccenda dei tunisini si sta pragmaticamente risolvendo da sola. Da giorni ormai la gendarmerie alla frontiera alterna respingimenti a controlli blandi: la battaglia è per lo più mediatica, Sarkozy è in campagna elettorale e con l’ultranazionalista Marine Le Pen che lo sperona nei sondaggi, non può permettersi aperture.

Anche l’Italia partecipa alla “corsa all’oro” afgana

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Luca Bonaccorsi da Kabul

FOCUS Il ministro per lo Sviluppo economico Romani arriva in Afghanistan alla testa di una folta delegazione di imprese italiane, desiderose di sfruttare tutte le preziose risorse del Paese

È arrivato ieri in Afghanistan il ministro per lo Sviluppo economico Romani. Al suo seguito una folta delegazione di imprese italiane. Così folta da dare più di un pensiero ai nostri militari per garantire gli spostamenti blindati nella zona di Herat, dove il tour afgano, che finirà martedì a Kabul, è iniziato.

«Conti è il mandante dell’uccisione del sole»

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Alessandro De Pascale

INTERVISTA Per il presidente dei Verdi Bonelli, l’Enel «spara a zero sulle rinnovabili per puntare sul nucleare per avvantaggiare gli azionisti, a scapito del futuro del Paese e delle nuove generazioni»

 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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