Dell’elettricità prodotta un quarto è rinnovabile

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Alessandro De Pascale

ENERGIA. In Valle D’Aosta 100 per cento di produzione da fonti pulite. Nel rapporto di Fondazione Impresa la pagella delle regioni italiane. I migliori mix quelli di Campania, Sardegna e Basilicata.

Boom di energia pulita lungo la Penisola. Un quarto della produzione di elettricità in Italia arriva ormai dalle fonti rinnovabili. A dirlo è il rapporto di Fondazione Impresa, il centro studi di Mestre sulle piccole aziende. A livello nazionale, secondo i dati forniti dal gestore della rete elettrica Terna, elaborati nel rapporto, il 25,5 per cento dell’energia prodotta in Italia nel 2010 è stata rinnovabile (pari a 76.964.4 GWh).

Energia, dall’Europa la roadmap del futuro

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Valerio Ceva Grimaldi

INNOVAZIONE. Il Commissario Ue Oettinger presenta la nuova strategia-quadro per gli Stati membri. La priorità è diminuire il ricorso al carbone. Il Wwf: «Ora potenziare la legislazione».

La parola chiave è “decarbonizzazione”. Ambizioso l’obiettivo individuato dall’Unione europea: ridurre dell’80% le emissioni di carbonio entro il 2050 senza mettere a rischio forniture e competitività. è una vera e propria rivoluzione nel settore energetico europeo quella delineata nella roadmap presentata ieri dal commissario Ue all’Energia Guenther Oettinger, che ha illustrato il nuovo quadro energetico nell’ambito del quale dovranno operare (ed impegnarsi) nei prossimi anni gli Stati membri.

Ecomondo: l’alternativa alla crisi

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Marino Cavallo (Terra Emilia Romagna)

FIERE. Torna a Rimini l’evento dedicato alle tecnologie ambientali e all’energia. Uno degli appuntamenti più importanti in Italia.

Prende il via a Rimini Ecomondo 2011. Da mercoledì prossimo al 12 novembre torna in Romagna un appuntamento fieristico dedicato alle tecnologie ambientali e all’energia tra i più importanti in Italia. La manifestazione si rivolge a una platea di addetti ai lavori, di tecnici e di persone interessate al settore dell’ambiente e dell’energia: un segmento di pubblico che si fa di anno in anno più folto ed esigente.

Le manovre di Eni bloccano il gas dalla Russia

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Pietro Dommarco

ENERGIA. Dopo solo un mese dall’accordo di Sotchi, la multinazionale italiana resiste alla cessione a Geostock delle concessioni in Basilicata.

Nuovo stop italiano per South Stream, il colossale gasdotto che dovrebbe collegare la Russia con l’Europa, attraverso il nostro Paese. Un progetto da oltre 20 miliardi di euro e 63 miliardi di metri cubi di gas all’anno, da mettere in funzione nel 2015. Dopo le proteste dei cittadini di Sulmona ora tocca alla Basilicata, ma questa volta non per mano dei cittadini. Perché potrebbe essere proprio l’Eni a far “saltare” gli accordi.

Il Nobel per la fisica e i misteri delle galassie

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Valerio Rossi Albertini

COMMENTO. Una nuova forma di energia, inaspettata ed incompresa, e per questo oscura, starebbe sparigliando il bilancio tra quella cinetica e potenziale, le sole considerate fino ad ora.

Secondo la teoria più accreditata, quella del Big Bang, l’universo avrebbe avuto origine da una grande deflagrazione di materia, originariamente concentrata in un punto microscopico. Da quel momento, tutti i corpi che si andavano formando si sarebbero allontanati gli uni dagli altri, come macchie disegnate sulla superficie di un palloncino che si comincia a gonfiare.

Quell’inutile centrale a biomasse

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Gian Luca Baldrati (Terra Emilia Romagna)

ENERGIA. Il Comune di Russi e la Provincia di Ravenna vogliono l’impianto osteggiato da cittadini, Italia Nostra e Wwf.

Come abbiamo già scritto su queste pagine, il 6 luglio scorso il Tar dell’Emilia-Romagna aveva accolto il ricorso presentato da Ravenna Virtuosa/Clandestino e sottoscritto da Italia Nostra e Wwf nazionali e 130 cittadini contro la centrale a biomasse di Russi da 30 MW. L’accoglimento del ricorso impone allo stesso Tar di esprimersi sul merito, ma, soprattutto, comporta una sospensione dei lavori di costruzione della centrale, quantomeno fino alla prima udienza, fissata per il prossimo 1° dicembre.

Padova, il tetto solare dei record

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Marco De Vidi

RINNOVABILI. La superficie che ricopre l’Interporto del capoluogo veneto è il più grande impianto fotovoltaico d’Italia. La potenza prodotta è tale da fornire energia elettrica a oltre 4.000 famiglie.

Ha inaugurato ieri a Padova il tetto fotovoltaico dei record: l’impianto solare dell’Interporto del capoluogo veneto è infatti il più grande d’Italia e ha una potenza di oltre 12 milioni di watt installati sulle coperture di diciotto edifici. L’impianto inoltre produce energia e la immette in rete: la potenza prodotta dal tetto è tale da poter fornire energia elettrica a ben 4000 famiglie.

Quante ombre sul fotovoltaico

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Massimo Montanari (Terra Emilia Romagna)

IL CASO. Nella regione è boom per gli impianti di energia elettrica da fonti rinnovabili. I Verdi: «Quanti sono su suolo agricolo?».

In Emilia-Romagna negli ultimi mesi c’è stato un boom degli impianti fotovoltaici. Ma molti di questi sono stati realizzati su terreni fertili. Secondo quanto emerge da un comunicato di Enel, in Emilia-Romagna nei primi otto mesi di quest’anno l’azienda elettrica ha connesso alla rete più di 10mila nuovi impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Una cifra consistente che, se paragonata ai 6.650 già connessi nel 2010, fa registrare una crescita esponenziale, per una potenza complessiva di 634 MW nel 2011.

Il fotovoltaico made in China alla ricerca di nuovi mercati

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Andrea Pira

ENERGIA. Conquista africana: nuovi progetti per 70 miliardi di euro in quaranta Paesi del continente sono stati approvati da Pechino. Che cerca sbocchi per un’industria che tira.

Foraggiato da miliardi in prestiti governativi, il settore del fotovoltaico cinese, in continua espansione, cerca nuovi sbocchi. E l’Africa rappresenta quello ideale. Le aziende cinesi sono ormai il primo investitore nell’industria di settore. Pannelli fotovoltaici “made in China” alimentano l’illuminazione per le strade del Sudan, montati sui tetti di scuole e ospedali, o addirittura nei campi profughi dell’Onu. Progetti per oltre 70 milioni di euro in 40 nazioni africane sono stati approvati a giugno.

Gli Usa contro lo stop alle trivelle in Val di Noto

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Alessandro De Pascale

WIKILEAKS. Un cable del 2008 sulla crescita del settore energetico nel Sud Italia rivela che per «difendere» le estrazioni della Panther Oil, bloccate dal Tar, scese in campo «il Console generale».

Contro lo stop alle trivelle nelle aree protette dall’Unesco della Val di Noto (Sicilia orientale), scese in campo direttamente la diplomazia Usa. Lo rivela un cablogramma “per uso ufficiale” diffuso da Wikileaks, scritto nell’ottobre 2008 dal console statunitense a Napoli, J. Patrick Truhn. Il documento, inviato a Washington all’ufficio del Segretario di Stato, si occupa della «crescita del settore energetico nel Sud Italia».

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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