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Nasce l’Osservatorio su eolico e avifauna

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Marco De Vidi

EOLICO. Il sistema di monitoraggio è frutto della collaborazione tra Anev e Legambiente. Gli studi aiuteranno a limitare l’impatto sulla biodiversità.

Nasce l’Osservatorio nazionale su eolico e avifauna, fortemente voluto dall’Anev (Associazione nazionale energia del vento) e Legambiente. L’obiettivo dell’Osservatorio, promosso dalle due organizzazioni in collaborazione con Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), è quello di ampliare le conoscenze scientifiche sul tema del rapporto tra eolico e avifauna.

La svolta di Copenaghen verso la sinistra “green”

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Susan Dabbous

DANIMARCA. Helle Schmid, la candidata socialdemocratica favorita alle elezioni tenutesi ieri, ha in mente un Paese interamente sostenibile. Ne parliamo con Søvndal, l’alleato ecologista.

Agli invidiosi verrà da dire che essere green per loro è facile perché sono pochi (meno di sei milioni), ricchi e molto educati. Ma non è così. Dietro il primato delle politiche ambientaliste in Danimarca, infatti, c’è un vero e proprio disegno finalizzato a liberarsi una volta e per tutte delle fonti fossili, entro il 2050. Contrariamente alla Svezia e alla Germania, poi, nella terra della Sirenetta non c’è il nucleare. Qual è il loro segreto allora?

Eolico, 66mila posti persi con la manovra

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Marco De Vidi

GREEN ECONOMY. Paolo Tabarelli: «La manovra economica che drasticamente colpisce il settore energetico e quello delle rinnovabili non è un buon segnale per guardare a un futuro verde del nostro Paese».

Il settore dell’energia eolica potrebbe arrivare ai 66mila occupati entro il 2020, ma «l’opportunità può nascere solo da fatti concreti che al momento non sembra si stiano adottando. La manovra economica che drasticamente colpisce il settore energetico e quello delle rinnovabili non è un buon segnale per guardare a un futuro verde del nostro Paese».

Benvenuti a Nevis l’isola che vuole solo energie pulite

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Emanuele Bompan

CARAIBI. Viaggio in un territorio, tra i primi al mondo, che potrebbe diventare in pochi mesi del tutto autosufficiente sfruttando l’eolico, il geotermico e incentivando comportamenti virtuosi.

Siamo a Nevis, il cui nome viene da neve. Fu Cristoforo Colombo, durante il secondo viaggio a chiamarla così per la coltre di nubi bianche che copre la vetta del vulcano per buona parte dell’anno. Un tempo vivevano popolazioni locali di indigeni giunti con delle canoe all’incirca 2000 anni fa. I primi furono i Siboney, a cui successero i pacifici Arawak, provenienti dalle foci dell’Orinoco. Resti archeologici includono dipinti rupestri, artefatti e lame di pietra.

Il governo madrileno frena la forza del vento

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Bruno Picozzi

SPAGNA. L’esecutivo di Zapatero non ha ancora emesso i regolamenti per il settore, paralizzando l’intera filiera dell’eolico. Rispetto all’anno scorso, la vendita di impianti è diminuita dell’80 per cento.

Per produrre energia eolica servono tre cose: il vento, una turbina e un buon governo. Basta che ne manchi una e addio fonti pulite. La lezione viene dalla Spagna dove l’industria eolica nazionale si è ammalata di “malapolitica” e per questo ha subito nel 2010 un tracollo dell’80 per cento nella vendita di impianti aerogeneratori. Un vero e proprio disastro che rischia di inficiare anni e anni di crescita vertiginosa, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro.

Google finanzia il futuro delle energie rinnovabili

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Pierpaolo De Lauro

WEB. Big G investe 280 milioni di dollari in SolarCity, società che offre sistemi fotovoltaici per le abitazioni. Una cifra record che si somma ai 350 stanziati per megacentrali eoliche in Usa.

Dopo aver cambiato il mondo del Web, Google è pronta a cambiare il futuro energetico del nostro Pianeta. Forte dei suoi conti in attivo e dei miliardi di dollari che girano grazie alla pubblicità online, Big G ha deciso di investire sulle energie rinnovabili. E non si tratta di pochi spiccioli, ma di milioni di dollari utili per incentivare lo sviluppo di centrali sempre più potenti e green. All’inizio Google ha puntato sulle buone pratiche interne utilizzando energia pulita per i propri data center e le sedi sparse in tutto il mondo.

Come cambia il vento dell’energia

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Diego Carmignani

EVENTI. Oggi si celebra il Global wind day. Anche in Italia convegni ed iniziative per sensibilizzare su una fonte rinnovabile pulita e indispensabile per il nostro futuro.

L'Italia dice no al nucleare e fa di conseguenza cambiare la direzione al vento dell’energia. È una coincidenza, ma proprio quest’oggi tutto il mondo celebra l’annuale Global wind day, alla nascita, nel 2007, evento solamente europeo e dal 2009 divenuto mondiale.

I giganti di Bologna

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Vittorio Marletto (Terra Emilia Romagna)

ENERGIA. L’incontro con le venti torri eoliche a Casoni di Romagna, sulle colline appenniniche. A destra e a sinistra i nemici di questa fonte pulita.

Sono le cinque del mattino. Mentre la metropoli ancora dorme e si sente solo il canto degli uccelli, non ancora cancellato dal fracasso del traffico, io sono sveglio e penso ai giganti. Abitano vicino a noi, a neanche un’ora da qui, da un paio d’anni. Ieri li ho incontrati per la prima volta, un contatto che non dimenticherò facilmente. In corriera fino a Idice, una frazione lungo la via Emilia appena fuori città, poi un passaggio dai custodi dei giganti, che venivano dal Veneto per andarli a controllare.

Indirizzo Via Lombardia 23
Città Genzano di Roma
CAP 00045
Regione Lazio
Telefono +39069364170
E-Mail reseda@resedaweb.org

Una organizzazione solidale, ecologica, senza scopo di lucro.

Impianti solari innovativi, cooperazione decentrata, formazione tecnica, ricerca ...

Energie da condividere, un futuro da preservare!

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La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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