Pentobarbital inefficace. Stop alle esecuzioni

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Alessio Nannini

STATI UNITI. Il farmaco che ha sostituito il Pentotal e che viene somministrato come anestetico durante l’iniezione letale, non avrebbe effetto. La denuncia in un’inchiesta del British Medical Journal.

Nel giro di poche settimane, negli Stati Uniti sono state sospese le esecuzioni di due condannati, Cleve Foster in Texas e Daniel Cook in Arizona.
La decisione non ha a che vedere con una presa di coscienza sulla pena di morte, bensì riguarda la somministrazione di un farmaco usato per annullare il dolore durante la paralisi, il Pentobarbital.
 

All’Onu si allarga il fronte pro moratoria

Dina Galano

PENA DI MORTE. Salgono a 109 gli Stati a favore della sospensione delle esecuzioni nel mondo. Un «dato politico importante», ma mancano sufficienti «informazione e trasparenza sul tema».

Quest’anno si sono alzate nuove mani a favore della moratoria per l’abolizione della pena di morte. Il fronte dei Paesi contrari alle esecuzioni capitali si è esteso, così come l’elenco di quelli che, attraverso il voto di astensione, hanno rinunciato all’opposizione. Il risultato, definito straordinario da molti commentatori, è stato raggiunto durante la 65esima sessione dell’Assemblea delle Nazioni Unite, periodicamente impegnata sul tema.

Le esecuzioni non fermano i crimini

Giuliano Rosciarelli

MONDO. Una delle motivazioni che spinge molti a sostenere la pena di morte rispetto all’ergastolo è la “deterrenza”.

Una delle motivazioni che spinge molti a sostenere la pena di morte rispetto all’ergastolo è la “deterrenza”. La paura di essere uccisi, secondo questa tesi, spingerebbe i più a non commettere reati.

Dopo l’attentato in Baluchistan arriva la giustizia sommaria

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Annalena Di Giovanni

IRAN. Continua l’orrore nel carcere di Evian, cinque i condannati a morte negli ultimi giorni. Oltre ai numeri ufficiali, nel Paese si nascondono le esecuzioni non emesse dai tribunali nella regione al confine col Pakistan. Per colpire i ribelli.

Se a Evian, poco lontano da Teheran, si sono eseguite cinque condanne a morte il 21 ottobre scorso, nel deserto che sconfina in Pakistan si attende il peggio. Sono passati pochi giorni dall’attentato suicida che ha fatto 49 vittime, fra le quali alti esponenti dei Guardiani della rivoluzione; ma tutti, a Zahedan, sanno che Teheran reagirà presto. E con i soliti mezzi. Le esecuzioni, nel Baluchistan iraniano, si fanno in fretta: processi segreti, confessioni estrapolate sotto tortura, e impiccagione nel giro di tre giorni.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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