La rabbia degli antinuclearisti non smuove i politici francesi

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Susan Dabbous

ENERGIA. Il giorno dopo l’esplosione a Marcoulet, Greenpeace attacca: «Speriamo che non ci sia bisogno di un nuovo drammatico incidente per convincere il governo a uscire dall’atomo».

Mancanza di trasparenza e controlli inefficaci da parte dell’Autorità per la sicurezza nucleare. Sono queste le denunce dell’associazione Sortir du Nuclearie all’indomani del grave «incidente industriale» avvenuto nei pressi di una centrale atomica in cui è morto un operaio e atri quattro sono rimasti feriti. «Fortunatamente non ci sono state fughe radioattive e la popolazione intorno all’impianto nucleare di Marcoulet sta bene».

Mix di plutonio e uranio: «Incidente pericoloso»

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Dina Galano

INTERVISTA. Il fisico Erasmo Venosi: «Nel sito si produce il Mox, un combustibile per i reattori ad alta radiotossicità». I controlli? «Saltuari. Il governo d’Oltralpe ha interesse a censurare i rischi».

Dell’incidente all’impianto francese di Codolet, nella regione del Gard, il fisico nucleare Erasmo Venosi precisa di poter ragionare su una base «congetturale». Cauto sulle conseguenze dell’esplosione, è però convinto che «il governo francese sia interessato a sottostimare e censurare i rischi. La scelta di minimizzare l’evento, in questi casi, va considerata una prassi».
 

Professor Venosi, allarmismo o legittima precauzione?

Bomba nel cuore di Oslo. L’ombra del terrorismo

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Salvo Secondini

NORVEGIA. La capitale del Nord Europa scioccata da un’esplosione che nel primo pomeriggio di ieri ha colpito il centro della città. Morti e feriti. Scene di panico nelle strade. Evacuato il centro.

Una forte esplosione ha devastato ieri nel primo pomeriggio il centro di Oslo uccidendo almeno due persone e ferendone una decina. Il dubbio che potesse essersi trattato di un attentato è durato solo qualche ora.

Il destino di Betelgeuse Piccolo e breve Sole

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Alessio Nannini

UNIVERSO. Una delle stelle più luminose in cielo, che forma la bella costellazione di Orione, potrebbe esplodere fra qualche anno. E diventare, per qualche settimana, un puntino luminoso anche di giorno.

Una delle stelle più brillanti e conosciute del cielo, Betelgeuse della costellazione di Orione, potrebbe scomparire per sempre. La notizia proviene dalla prestigiosa università del Queensland, in Australia, ed è stata riportata ieri dal quotidiano britannico Daily Telegraph. Secondo il fisico Brad Carter, autore della pubblicazione, tale fenomeno estremamente raro potrebbe avvenire in tempi brevissimi, forse già nel 2012.
 

La dinamica non torna

Anna Pellizzone ed Emanuele Bompan

MILANO. Due degli operai rimasti feriti nell’esplosione all’Eureco di Paderno Dugnano sono in pericolo di vita. La Cgil denuncia: «Tanti aspetti contradditori». I Verdi: «Il Piano regolatore non prevede impianti di quel tipo».

Restano in pericolo di vita due dei sette feriti a seguito dell’esplosione di una bombola di avvenuta giovedì all’Eureco di Paderno Dugnano (Milano). I medici dell’ospedale Niguarda, dove sono ricoverati, spiegano che Sergio Scapolan, 65 anni, ha riportato ustioni di terzo grado su circa il 95 per cento del corpo. Anche Salvatore Catalano, 55 anni, è in condizioni critiche. Avrebbe riportato ustioni superiori al 75. Sul fronte investigativo, le indagini sono in corso.

Bomba contro Ahmadinejad ma forse non è successo

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Enrico Campofreda

IRAN. A 350 km dalla capitale, nella provincia di Hamedan, un’esplosione colpisce il convoglio del capo del governo di Teheran. L’evento, negato inizialmente dalle autorità, è ancora avvolto dal mistero.

Granata o bomba carta che sia, l’attentato fallito al presidente iraniano Ahmadinejad, prima smentito poi confermato dalla stessa fonte ufficiale governativa del Fars che ha ripetuto quanto avevano già annunciato la tivù Al-Arabiya e numerose agenzie internazionali, rende il quadro  mediorientale di queste ore altamente elettrico.

Rientrano le salme dei due militari italiani da Herat

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Susan Dabbous

AFGHANISTAN. Mentre si attendono per oggi le spoglie degli artificieri, vittime mercoledì scorso di un’esplosione, l’Italia si interroga sul senso della guerra. Ed Emergency riapre l’ospedale di Lashkar-Gah.

Dovrebbero rientrare oggi Italia le salme di Mauro Gigli e Pierdavide De Cillis, i due militari morti in Afghanistan, mercoledì scorso, nell’esplosione di un ordigno che cercavano di neutralizzare. Intanto, a un giorno dall’accaduto, sono emersi nuovi particolari sulla dinamica dell’esplosione che appare ormai una vera e propria trappola.

Missione insostenibile

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Enrico Campofreda

AFGHANISTAN. Nuove vittime italiane tra le forze Isaf. Al passaggio di un convoglio di blindati, una bomba piazzata a Bala Murghab, nella zona di Herat, uccide due militari e ne ferisce gravemente altri due.

Li chiameranno eroi, di fatto sono vittime di quello che il governo Berlusconi continua a definire intervento di “pace”. Massimiliano Ramadù e Luigi Pascazio sono gli ultimi due militari a morire nella missione internazionale, prima Enduring Freedom ora Isaf, cui l’Italia partecipa dal 2004 in Afghanistan. Nell’attacco sono rimasti gravemente feriti altri due connazionali, Cristina Buonacucina e Gianfranco Scirè.

La missione Clinton

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Annalena Di Giovanni

PAKISTAN. Nel giorno in cui il segretario di Stato Usa arriva a Islamabad, un’autobomba esplode in un affollato mercato della città di Peshawar, nel Nordovest. Sono almeno 100 i morti. Il confronto tra Washington e al Qaeda non è affatto chiuso.

L’ultima volta che un Clinton aveva messo piede in Pakistan era stato Bill, nel marzo del 2000. L’aveva fatto in punta di piedi, con tanto di aereo civile, visite a porte chiuse e niente di ufficiale. Ad accoglierlo non c’era stato alcun attentato suicida con almeno 100 morti nel mezzo di un mercato centrale, come quello avvenuto ieri a Peshawar.

Autobomba nel nord del Paese. Il dito è puntato contro l’Eta

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Gloria Ravidà

SPAGNA Alle quattro del mattino di ieri notte un furgoncino imbottito d’esplosivo è saltato in aria vicino al quartier generale della Guardia civil a Burgos, causando oltre 50 feriti. Gli indipendentisti baschi sono i principali sospettati.

 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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