Dunque, dove eravamo rimasti?

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Luca Bonaccorsi

L'ANALISI. Il governo italiano e quello Ue combattono due cause giuste, la salvaguardia dell'euro evitando il default italiano, con le politiche sbagliate.

Nell’ultimo numero in edicola di Terra, il 12 novembre prima della nostra sospensione, il tema era: sostenere o no Monti? Noi titolammo Perché sostenere l’orrendo Monti. Nulla era ancora conosciuto della “ricetta” dell’austero Prof, ma era facile prevedere che fosse essenzialmente la solita vecchia minestra dei tagli al welfare. Il problema però era che l’Italia, anche se non formalmente, era sostanzialmente fallita.

Le banche centrali reagiscono. E le borse brindano

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Betta Salandra

ECONOMIA. I principali istituti monetari mondiali decidono di ridurre i costi dei prestiti tra di loro per aumentare la liquidità nel sistema internazionale, e in particolare quello europeo. Milano, Parigi e Francoforte segnano rialzi superiori al 4%.

La misura decisa oggi dalle principali banche centrali del pianeta (Fed, Bank of England, Bce, Bank of Canada, Bank of Japan, Banca centrale svizzera), ovvero quella di rendere “meno cari” i finanziamenti tra di loro in dollari ha un sapore tecnico, ma un senso rilevante. Se nella lettera le banche centrali hanno solo abbassato lo spread sui tassi overnight per i prestiti tra di loro da 100 a 50 bp, nella sostanza quello annunciato è un “pronto soccorso” di liquidità per le banche, specie quelle europee.

Si aggrava la crisi dell'euro

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Luca Bonaccorsi

ECONOMIA. Si sta esaurendo rapidamente l'apertura di credito che gli investitori avevano fatto all'Italia di Monti. Ma il nervosismo sui mercati non è causato solo dalla lentezza a operare del nuovo esecutivo italiano. È il quadro generale europeo ad aver subito un nuovo deterioramento.

Si sta esaurendo rapidamente l'apertura di credito che gli investitori avevano fatto all'Italia di Monti. Ma il nervosismo sui mercati non è causato solo dalla lentezza a operare del nuovo esecutivo italiano. È il quadro generale europeo ad aver subito un nuovo deterioramento. Ne costituisce prova lo scarso successo di stamattina dell'asta di titoli pubblici tedeschi che ha visto un interesse assai modesto (solo 3,9 miliardi di titoli venduti su 6 miliardi offerti).

Dollari, euro e banche. Cronistoria d’una crisi

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Lilia Costabile (Acropoli)

ECONOMIA. Dai privilegi Usa alla moneta dell’Ue. Ecco cos’è davvero accaduto.

Nel secondo millennio prima di Cristo, l’acqua e il fuoco, incontrandosi, determinarono l’esplosione del vulcano Santorini. Secondo alcune interpretazioni, quell’esplosione segnò la fine di una civiltà, quella minoica. All’inizio del terzo millennio dopo Cristo, due fattori fondamentali, due focolai sistemici, incontrandosi, hanno determinato l’esplodere della crisi che, scoppiata nel 2007 negli Stati Uniti d’America, si è spostata poi dall’epicentro americano a quello europeo.

Il partito degli industriali lancia l’allarme crisi

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Luca Bonaccorsi

ECONOMIA. Dal convegno dei giovani imprenditori a Capri, Emma Marcegaglia spedisce accuse al governo e avverte: «è un momento molto grave. Dobbiamo salvare l’euro e l’Europa».

Va di nuovo all’attacco il Partito dei Carini, come l’ha ribattezzato il genio di Crozza, ovvero Confindustria. Dopo lo sfogo sui giornali di Diego della Valle e le ripetute reprimenda del ferrarista Luca Cordero di Montezemolo, ieri è tornata a picchiare duro la leader “ufficiale” del partito degli imprenditori, Emma Marcegaglia.

Berlino salva l’euro, ma Atene protesta contro i nuovi tagli

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Tiziana Guerrisi

UNIONE EUROPEA. Il Parlamento tedesco approva l’aumento del Fondo salva Stati a 440 miliardi di dollari. Il testo oggi sarà al vaglio della Camera alta. Soddisfatta Bruxelles.

L'attesa approvazione del Bundestag tedesco sulla riforma del fondo salvastati, determinante per garantire ulteriori aiuti alla Grecia e scongiurarne il default, è arrivato ieri con una larga maggioranza proprio mentre ad Atene in migliaia erano in piazza per protestare contro l’ipotesi di nuovi pesantissimi tagli.

Il venerdì nero di Stark

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Luca Bonaccorsi

EUROPA. Le dimissioni del membro tedesco della Bce seminano il panico nei mercati: Milano e Francoforte perdono oltre il 4%.

«Scusa ma lo spread a quanto ha chiuso?». «Impossibile dirlo. Oggi pomeriggio di denaro (compratori ndr) sull’Italia non ce n’erano». Risponde controvoglia il banchiere di un primario istituto italiano. Un’altra giornata orrenda è in corso di archiviazione nei mercati: Milano -5%. «Come quest’estate? – chiedo io -. Peggio – risponde - le manovre le hanno fatte. La Bce ha comprato. E siamo a questi livelli. è peggio di quest’estate».

E' tregua sui mercati. Milano recupera fiato

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Luca Bonaccorsi

FINANZA. Dopo una mattinata terribile, la Bce interviene e salva la giornata. Il governo accelera l’approvazione della manovra e tratta con Pd, Udc e Idv. A rischio le aste di giovedì. Le minoranze sono strette nel cul de sac dell’austerità. Dovranno subire la finanziaria

«Ragazzi che giornata». Se lo ripetevano increduli gli operatori ieri sera, con quello strano mix di sollievo e soddisfazione. Martedì infatti, per almeno un ora, erano tutti là, in fila, a guardare l’abisso che li inghiottiva. All’apertura azioni e titoli in picchiata: «Ma era tutto senza senso – racconta un manager di un primario istituto – non c’era nessuno che scambiava, e i prezzi continuavano a essere abbassati».

Mercati, è lunedì nero. Governo senza fiducia

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Luca Bonaccorsi

ECONOMIA. Dopo il venerdì nero arriva il lunedì nerissimo. Milano giù del 4%, Btp a 300 punti base sopra la Germania. Il governo ha perso ogni credibilità. Gli operatori spaventati sognano Ciampi e invocano un esecutivo tecnico di unità nazionale.

Chi pensava che venerdì fosse stata un’esagerazione, una giornata nera in cui i guai del governo, l’inadeguatezza della manovra, l’ostilità intempestiva di Moody’s e gli investitori in vacanza si fossero sommati per scatenarsi sull’Italia, si è trovato a rimpiangerlo, quel venerdì. Ieri infatti è durato pochissimo l’effetto delle restrizioni della Consob sulle vendite allo scoperto.

L’Italia crollerà, anzi no. L’economia delle opinioni

Luca Bonaccorsi

MERCATI. Una mappa “ragionata” delle imprecisioni, delle tesi preconfenzionate e delle teorie assai poco scientifiche dietro le analisi del “venerdì nero” nelle pagine dei nostri quotidiani.

Debito, deficit, mercati, futures, Cds: benvenuti nella giungla dell’economia finanziaria. Lasciate ogni speranza (di capirci qualcosa) o voi che entrate nelle pagine dei quotidiani. Sono passati almeno due secoli da quando l’economia ha tentato l’emancipazione dalla categoria di scienza “sociale” per divenire scienza “esatta”, per passare dalla Political economy alla Economics (come le invidiate mathematics, physics). Eppure di esatto e obiettivo nella nostra informazione trovate ben poco. I giornali di ieri ne sono uno splendido esempio.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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