L’atomo della discordia nelle primarie socialiste

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Susan Dabbous

FRANCIA. I candidati del Ps che si sfideranno domenica per le presidenziali 2012, rimettono in discussione le centrali. Ma senza convinzione. I no nuke voteranno per madame Joly di Europe écologie.

Sei candidati in gioco per le primarie socialiste francesi e un solo favorito: Francois Hollande con il 47 per cento delle preferenze. Cinquattotto anni, convinto nuclearista e già segretario del Ps, dalle nostre parti è meglio noto come compagno storico di Ségolène Royal. La donna che sfidò Sarkozy nel 2007. Finita la loro relazione trentennale, domenica prossima i due affronteranno il giudizio degli elettori che per la prima volta potranno scegliere il loro candidato in corsa per le presidenziali del 2012.

Parigi, in sei alle primarie del Ps E tra gli ecologisti vince la Joly

Susan Dabbous

FRANCIA. Formalizzati i nomi in casa socialista, le consultazioni si terranno a ottobre. La favorita, Martine Aubry, teme Eva l’antinuclearista, candidata di Europe écologie.

La commissione per le primarie del Partito socialista francese ha ammesso ieri formalmente i sei candidati che si sfideranno per la corsa all’Eliseo nel 2012. Messo fuori gioco Dominique Strauss-Kahn, che risultava il favorito prima di essere travolto dallo scandalo del presunto stupro a New York, sembra ormai profilarsi una sfida a due tra l’attuale leader socialista, Martine Aubry, e il suo predecessore François Hollande, con Ségolène Royal ormai all’angolo con un misero 6 per cento delle preferenze nei sondaggi.

«Un sì contro le lobby» L’appello di Cohn Bendit

VERDI EUROPEI.
Susan Dabbous

INTERVISTA. L’eurodeputato di Europe écologie rivela: «Gli occhi dei concittadini europei sono tutti puntati sull’Italia: se dirà no al nucleare influenzerà anche altri Paesi dell’Ue».

Daniel Cohn Bendit, eurodeputato di Europe écologie e capogruppo dei Verdi al Parlamento europeo non ha dubbi: «Con la vittoria dei Sì in Italia si apre una nuova strada per l’ecologia politica che porterà presto gli ambientalisti al governo».

La questione dell’Ecologia politica

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Marco Boato

COMMENTI. La crisi ha spinto l’Europa a destra. I populismi di destra e di sinistra dilagano e la socialdemocrazia tradizionale langue. Ecco dove prendere nuove idee. L’esperienza francese di Europe Ecologie ha saputo costruire ponti tra culture e portare l’ambientalismo a successi senza precedenti.

Dall’Europa sono arrivati in questi anni segnali drammatici, sia sul versante economico che su quello sociale e politico. Anche dove i partiti socialdemocratici erano tradizionalmente forti, come la Svezia e la Germania, ma anche la Francia, la crisi delle socialdemocrazie appare ormai irreversibile. Stiamo dunque vivendo una fase storica di grandissimo cambiamento e di grandissima difficoltà, sia a livello europeo che, per molti aspetti, anche a livello mondiale.

Europe Ecologie a Bologna

Giorgio Pirazzoli (Terra Emilia Romagna)

ELEZIONI. L’esperienza politica avviata da Amelia Frascaroli ha similitudini con quanto avvenuto Oltralpe.

Dopo il quinquienno di Cofferati, fatto di voli alti ma di uno scarso legame con la città, dopo l’affaire Delbono che ha tolto ogni residua passione nella partecipazione politica cittadina, Bologna ha dovuto ripartire veramente dalle basi della partecipazione per arrivare al traguardo delle prossime amministrative, e lo ha fatto con un grande percorso, partito da Amelia Frascaroli e dalla sua candidatura alle primarie.

«Contro il nucleare vogliamo il referendum»

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Susan Dabbous

Francia. Cresce il fronte dei “No” all’atomo. La sinistra si spacca e a destra De Villepin si converte al “No nuke”. Le associazioni: consultazione popolare insieme alle presidenziali 2012

Sarkozy convocherà una riunione del G20, presieduto quest’anno dalla Francia, per discutere delle opzioni energetiche dopo il disastro in Giappone. «La politica energetica - ha detto ieri il presidente francese - è un nodo essenziale del dibattito pubblico». Che il presidente più “atomico” della storia si sia improvvisamente pentito ne dubita fortemente l’associazione francese Sortir du nuclaire.

«Lasciare o rilanciare»

Susan Dabbous

FRANCIA. Infuria la crisi tra Europe écologie e i Verdi, fusi di recente. Besset, uno dei fondatori: «Rinuncio ad ogni incarico, c’è un clima da guerra fredda». E critica il vecchio partito.

Si infrange il primo sogno del neonato partito Europe écologie- Les Verts. L’unità è una chimera. A metterlo nero su bianco  è una lettera di uno dei suoi fondatori, Jean-Paul Besset, pubblicata lunedì scorso sul giornale Maraianne. «Rinuncio a qualsiasi incarico - scrive Besset - perché sono stanco di lavorare in questo clima da guerra fredda».

Madame anticorruzione. Un’ecologista all’Eliseo

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Susan Dabbous

INTERVISTA. Eva Joly risponde al desiderio di trasparenza dei francesi. È la candidata di Europe écologie alle presidenziali del 2012. Le sue priorità: fiscalità verde, banca etica e stop al nucleare.

«Ho accettato di candidarmi alle presidenziali ma faremo le primarie». Compie 67 anni oggi e ne dimostra 10 di meno, è di origine norvegese e ha un passato da magistrato di ferro. Eva Joly è l’europarlamentare di Europe écologie che risponde «al bisogno di una politica più etica», parola del leader Daniel Cohn Bendit che a Terra spiega: «È come il vostro Di Pietro. Madame anticorruzione».

Cohn-Bendit: la rivoluzione verde si fa in Parlamento

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Susan Dabbous

INTERVISTA. «Le persone portano dentro di sé una grande contraddizione: la voglia di cambiare e la
paura di farlo. Per vincere bisogna capirle». Il leader di Europe écologie spiega il successo del suo partito.

Metà francese e metà tedesco, ateo di origine ebraica, di sinistra e allo stesso liberale, ambientalista e anticatostrofista, fine intellettuale e appassionato di calcio. Parla quattro lingue ma, soprattutto, conosce quella dell’elettorato, perché lo sa capire e interpretare. Daniel Cohn Bendit, “contraddittorio animale politico”, amato e criticato, da due anni è il leader di Europe écologie e capogruppo dei Verdi a Strasburgo.

Dani provocatore e visionario

Monica Frassoni (Copresidente Verdi Europei)

APPELLO 22 MARZO. In vista delle elezioni presidenziali e legislative del 2012, in vista cioè dell’appuntamento con il governo della Francia, è necessario già pensare a come mantenere e possibilmente rafforzare questo esperimento originale, rendendolo permanente e vincente sulla scena politica nazionale.

Come mi è successo di notare nei lunghi anni di lavoro comune, ancora una volta Daniel Cohn-Bendit con il suo appello del 22 marzo, riesce a trovare il momento e le parole giuste per rilanciare immediatamente l’urgenza di andare al più presto oltre il presente e preparare il futuro. L’appello del 22 marzo è esattamente questo.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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