Lampedusa, 25 morti ammassati nella stiva

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Diego Carmignani

SBARCHI. Tragedia in mare su un barcone con a bordo quasi 300 persone partite dalla Libia. A causare i decessi asfissia e intossicazione da fumi: le vittime erano chiuse nella sala macchine.

La nuova immane tragedia del mare si è consumata nella notte tra domenica e lunedì a largo di Lampedusa. 25 migranti provenienti dalla Libia senza vita scoperti nella stiva di un barcone carico di 271 persone e soccorso dagli uomini della Guardia costiera.

Le banlieue nostrane

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Enrico Campofreda

REPORTAGE. Quattro pezzi difficili. Quattro zone della capitale a rischio per gli extracomunitari: Pigneto, Tor Bella Monaca, Trullo, Magliana. Periferie vecchie e nuove dove la cronaca racconta di assalti e aggressioni al “negro”.

Quattro pezzi difficili. Quattro zone della capitale a rischio per gli extracomunitari: Pigneto, Tor Bella Monaca, Trullo, Magliana. Periferie vecchie e nuove dove la cronaca racconta di assalti e aggressioni al “negro”. Un tempo in quella banlieue nostrana i  rapporti sociali venivano, se non controllati, perlomeno mediati da certa politica.
 

Caserta, il Centro sociale della strage di San Gennaro

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Pietro Nardiello

BUONA POLITICA. Dell’“Ex Canapificio” facevano parte i sei extracomunitari uccisi in un blitz della camorra il 18 settembre 2008. Tutela dei diritti sindacali, pratiche per l’ottenimento del diritto d’asilo, assistenza legale: alcune delle attività offerte ai migranti. Ma è solo una parte delle iniziative di un collettivo a cui aderiscono studenti, lavoratori, pensionati e immigrati.

La sera del 18 settembre dello scorso anno un commando di camorristi, guidato da Giuseppe Setola, ammazza in un agguato sei cittadini extracomunitari a Castelvolturno, nel casertano. L’azione stragista sarà ricordata come “la strage di San Gennaro”, mentre l’Italia intera e gli organi d’informazione, per molto tempo, sosterranno la tesi con cui si vorrebbe archiviare il tutto come un normale regolamento di conti: «Gli africani erano degli spacciatori e non avevano rispettato le regole».

Due tunisini in fuga dalla Sicilia mafiosa

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Pietro Orsatti

ATTUALITA'. Treno notturno Palermo-Roma, sedici ore di viaggio. Nei vagoni il racconto di tante vicende di migranti in cerca di fortuna. Ma quella di due ragazzi di nome Mohamed forse non ha eguali. Lasciano l’isola perché il loro padrone, oltre a pagarli pochi euro, ha subito un blitz della polizia per malaffare. «Sapevamo cos’era la mafia. I mafiosi vengono in vacanza negli alberghi di Hammamet». Ma vederli all’opera dev’essere troppo anche per due extracomunitari.

Tutta la vita in uno zaino. E un treno diretto al “continente”. Si chiamano tutti e due Mohamed questi ragazzi tunisini. Sorriso e un biglietto per il treno notturno che da Palermo porta diretti a Roma, una sorta di odissea, viaggio iniziatico da dividere in uno scompartimento di seconda classe. Uno dei due in patria faceva il pescatore, l’altro lavorava in un forno. Li accomuna un viaggio e canzoni scaricate sul telefonino che ascoltano e che commentano ridendo. E poi il bisogno di fuggire. Non dalla polizia, ma da una terra e dalla mafia.

L’imprenditoria immigrata che non conosce la recessione

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Clara Gibellini

IMPRESE Continua a crescere in Italia, nonostante la crisi economica, il numero delle aziende di proprietà di extracomunitari. Alla Toscana il primato nazionale grazie alla eccezionale presenza cinese a Prato.

Fare impresa per integrarsi prima e meglio nella società italiana. Una scommessa nella quale gli immigrati del nostro Paese continuano a credere, secondo i dati relativi alla creazione di piccole imprese da parte di cittadini extracomunitari diffusi ieri da Unioncamere. Con duecentocinquantamila aziende individuali iscritte al 30 giugno ai registri delle Camere di Commercio sull’intero territorio nazionale, l’imprenditoria immigrata risulta nel periodo aprile-giugno in crescita del 1,7% rispetto al primo trimestre dell’anno.

Salute, in Puglia la Costituzione è salva: si cura chi ne ha bisogno

Nazareno Dinoi

DIRITTI Le Regioni non cedono alle disposizioni xenofobe del governo nazionale che vorrebbe gli stranieri senza identità e assistenza. Si fa quindi strada il modello toscano per fornire prestazioni sanitarie a tutti gli indigenti.

Da ieri in Puglia anche gli extracomunitari non regolari hanno diritto ai farmaci e alle prestazioni sanitarie come tutti gli indigenti che abitano nella regione.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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