L’intolleranza, corre su internet e facebook

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Alessandro De Pascale

RAZZISMO. La nuova destra radicale europea è diventata «abile nell’usare i media sociali per amplificare i propri messaggi». Uno studio del think thank britannico Demos fotografa il fenomeno.

Un membro del forum internet neonazista Stormfront, sezione italiana del gruppo che fa capo a Don Black, ex leader del Ku Klux Klan, ha avviato ieri un’iniziativa che farà certamente discutere. Con l’aiuto di altri membri del sito, viene stilata in tempo reale una lista degli «italiani che compiono atti criminali, che aiutano gli allogeni e ne traggono un tornaconto economico». Quelli, in sostanza, che si occupano degli immigrati.

Indignati 2.0: quando la protesta si crea da sé

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Eloisa Covelli e Dina Galano

MOVIMENTO. Da Madrid a Tel Aviv si moltiplicano le “acampada” sul modello spagnolo. Oggi a Roma iniziano due giorni di discussione su lavoro, educazione, economia, assieme al Popolo Viola.

Bisognerà aspettare il 15 ottobre per capire se il movimento degli Indignati è riuscito a radicarsi quanto meno in Europa. O se è rimasto un fenomeno tipicamente spagnolo. Da Puerta del Sol, dove i manifestanti alla vigilia del voto delle amministrative fecero tremare Zapatero, la protesta si è diffusa ovunque: da Buenos Aires a Bruxelles, da Edimburgo a Bogotà, da Città del Messico a Parigi. Pura imitazione o vero movimento di massa?

Tensione alle stelle tra Egitto e Israele

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Enrico Campofreda

MEDIO ORIENTE. Il popolo di piazza Tahrir assedia l’ambasciata di Tel Aviv al Cairo per protestare contro l’uccisione di cinque poliziotti. E il premier Charaf lancia su facebook un duro ultimatum.

Dopo i tragici incidenti nel Sinai di giovedì la tensione fra Egitto e Israele è salita vertiginosamente. Il popolo di piazza Tahrir accantona le diatribe interne e rivolge la sua ira contro il nemico d’un tempo assediando l’ambasciata israeliana al Cairo e bruciando bandiere con la stella di David. Il sangue dei cinque poliziotti di frontiera uccisi dall’esercito di Tel Aviv è considerato dalla gente sangue proprio e l’insofferenza contro l’aggressività israeliana è al limite.

Quel Network sociale eppure così antipatico

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Federico Raponi

SCONTATO. Il film dà a Zuckerberg un’aura da moderno Robin Hood. E conferma l’immaginario classico sulla meritocrazia della società Usa, dove chiunque può diventare qualcuno.

Uno sbalorditivo fenomeno di massa prodotto della realtà virtuale. è stato un diciannovenne universitario statunitense esperto d’informatica, Mark Zuckerberg, a creare in una settimana del 2004 quello che poi è diventato in pochi anni il più importante “social network” mondiale. Uno strumento che coinvolge più di 500 milioni di utenti per un patrimonio valutato oltre 10 miliardi di dollari ed è in veloce crescita esponenziale sotto entrambi gli aspetti.

Polizze Rc auto al Sud,“Mo bast!”

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Francesco Servino (Terra Napoli)

PROTESTE. La rabbia dei napoletani per le vertiginose e ingiustificate tariffe, triple rispetto al Nord. Parla il creatore del comitato.

Un appello lanciato su facebook, poche persone che lo raccolgono. Poi un incontro nella sede di Federconsumatori a Napoli e una prima manifestazione a Santa Chiara. In pochi giorni, 20mila indignati accendono la protesta e si costituisce il comitato “Mo Bast!” per organizzare una raccolta firme e chiedere al Parlamento europeo giustizia e parità di trattamento. Parliamo delle polizze Rc Auto e del vertiginoso aumento delle tariffe al Sud e in particolare a Napoli, che detiene il primato italiano.

E' il giorno delle urne. «Quorum, siamo vicini»

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REFERENDUM. Nel giorno del silenzio, la campagna informativa è passata attraverso Twitter e Facebook: «Andate a votare in mattinata». Oggi urne aperte dalle 8 alle 22, domani dalle 7 alle 15.

La corsa al quorum è iniziata. Per tenere lontana l’acqua dalla logica del profitto e cancellare la minaccia nucleare, a votare dovranno essere 25.209.346 elettori, la metà più uno degli aventi diritto, compresi gli iscritti nella circoscrizione estera che hanno già votato per corrispondenza. «Mettete la sveglia. Andate a votare a partire dalle prime ore del mattino». L’invito lanciato dai comitati promotori del referendum rimbalza nel web. Ieri, nella giornata del silenzio stampa la partita referendaria si è spostata in rete.

Senza tv il web ha scelto i suoi candidati ideali

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Pierpaolo De Lauro

L'ANALISI. I “morattiquotes” su Twitter, migliaia di fan su facebook e innumerevoli tormentoni. A vincere sono stati i social network che con ironia hanno rinnovato il linguaggio politico.

Il punto di svolta è stata l’accusa di furto lanciata da Letizia Moratti durante il confronto televisivo con Giuliano Pisapia. Quell’attacco, giunto allo scadere del tempo a disposizione, ha segnato la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Da quell’accusa è partita la vera campagna elettorale, tutta giocata col web e soprattutto realizzata con ironia. Da lì hanno preso il via tormentoni sulle colpe di Pisapia nei “morattiquotes”.

Cinguetta e naviga. La politica scopre il web

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Chiara Organtini

TENDENZE. La comunicazione su Internet legata alla campagna elettorale nasce nel 2008 con Obama. Le ultime amministrative dimostrano che anche i nostri candidati vi hanno fatto ricorso.

«Parte da noi», recita il claim della campagna di Obama per le presidenziali 2012. Di sicuro effetto perché parla alle persone, potenziali diffusori nel bene e nel male – ed a volte inconsapevoli – delle idee del candidato grazie ai social. La comunicazione politica sul web è nata, di fatto, con le elezioni americane del 2008. Barack Obama è divenuto presidente degli Stati Uniti per merito (anche) di un personal branding costruito attraverso i principali social network.

Quegli sfigati “nerd”che cambiano il mondo

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Nicola Mirenzi (Inserto domenicale)

LIBRI. Il giornalista statunitense Benjamin Nugent racconta in un libro l’ascesa sociale dei ragazzi con gli occhiali che stanno modificando il pianeta, una tipologia umana fatta di secchioni e asociali che in passato veniva prevalentemente derisa. Tra loro: Steve Jobs, inventore del marchio Apple, e Mark Zuckerberg, l’ideatore di Facebook.

Siamo diventati tutti sfigati: questo è chiaro. Una volta erano i pochi, quelli con gli occhiali spessi, rapiti dalla tecnologia e distanti anni luce dai rapporti umani. Quelli schivi e chinati su se stessi. Con il parlare meccanizzato e la libreria stracolma di manga giapponesi. Ora sono i molti, siamo tutti noi, a passare le ore davanti al computer scrivendo mail, controllando Twitter, scaricando programmi di ogni tipo e parlando di cestinare e copiaincollare come fossero attività iscritte nel genoma umano.

Facebook s’intrufola anche nelle canzoni

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Simone Arminio (Inserto domenicale)

MUSICA. Il social network più popolare conquista l’immaginario pop, dopo essersi insinuato tra saggi, film e romanzi. Breve rassegna da Daniele Silvestri ai Verdena, passando per Daniele Sepe, Edoardo Bennato, i milanesi Lombroso e i genovesi Numero6.

Che Facebook fosse il fenomeno più invasivo degli ultimi decenni ormai si era capito. Un po’ meno prevedibile era l’idea che, oltre a mietere consensi fra gli utenti di tutte le fasce ed età, il celebre social network sarebbe entrato in breve tempo anche a far parte di saggi, romanzi, film e addirittura canzoni.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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