Un brasiliano al vertice della Fao. Da Silva si prepara a combattere la fame nel mondo

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Susan Dabbous

FAO. Dimezzare la fame nel mondo, regolamentare l'acquisto di terra nei paesi poveri e decentrare il lavoro della Fao. Questi gli obietivi del neo direttore José Graziano Da Silva che sugli agrocombustibili dice: «Come disse Lula, il biofuel è come il colesterolo c'è quello buono e quello cattivo».

Dimezzare il numero delle persone che nel mondo patiscono la fame dando la priorità all'Africa. È questo il principale obiettivo del nuovo direttore generale della Fao (Food and agricolture organization), Josè Graziano da Silva, succeduto il primo gennaio scorso al senegalese Jacques Diouf in carica da 18 anni.

India, 700 milioni di dollari in tangenti per ottenere le terre

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Susan Dabbous

LEGALITA'. Fao e Trasparency international pubblicano un rapporto sulla corruzione nel settore agricolo di 69 Stati nel mondo. È il terzo più colpito dopo forze dell’ordine e magistratura.

Biocarburanti e corruzione. È questo il nuovo binomio che emerge dall’allarme lanciato ieri dalla Fao e l’ong Trasparency international, nota per il suo rapporto annuale sull’illegalità diffusa dei governi nel mondo. Dal dossier congiunto delle due organizzazioni internazionali, che analizza 69 Stati, emergono dei dati inediti: in India ad esempio ogni anno si spendono 700 milioni di dollari in mazzette solo nel settore agricolo.

Biodiversità, ricchezza vitale in via di estinzione

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Federico Tulli

IL CASO. L’allarme della Fao: prosegue senza sosta nel mondo la diminuzione di varietà vegetali coltivate. Nel Sud est asiatico, si è passati in pochi anni da oltre settemila tipi di riso a qualche decina.

Biodiversità non è sinonimo solamente di equilibrio dell’ecosistema. Dal rispetto e la salvaguardia della varietà vegetale, anche in un mondo globalizzato quale è diventato il nostro, dipende ancora la sopravvivenza di miliardi di persone. Dove l’agricoltura intensiva non è arrivata e dove la dieta è basata esclusivamente sulla produzione locale, la progressiva perdita di biodiversità può causare danni irreparabili all’autodeterminazione alimentare e agli apporti nutritivi necessari per una dieta bilanciata.

Se l’economia del mondo si regge sul sesso “debole”

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Susan Dabbous

RAPPORTO. Le donne rappresentano il 40 per cento dell’impiego planetario. Negli ultimi trent’anni si sono aggiunte mezzo miliardo di nuove lavoratrici. A dirlo è l’ultimo dossier della Banca mondiale.

Cinquecento milioni di donne sono entrate nel mercato del lavoro mondiale negli ultimi trenta anni. Mezzo miliardo di nuove lavoratrici, il che non è necessariamente un dato positivo. A dirlo è l’ultimo rapporto della Banca mondiale sullo sviluppo dell’uguaglianza di genere presentato ieri alla Fao a Roma. Così oggi le signore rappresentano il 40 per cento della forza lavoro mondiale e il 43 della manodopera agricola, nonchè la metà degli studenti universitari nel mondo.

Fao: niente cibo per altri 70 milioni di affamati

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Susan Dabbous

SUMMIT. Nella sede delle Nazioni unite a Roma si celebra la Giornata mondiale dell’alimentazione. Diouf: «Servono 80 miliardi di dollari in più all’anno in vista del boom demografico del 2050».

«Nel mondo circa un miliardo di persone soffre la fame o è vittima di malnutrizione». Non è una novità purtroppo, a ricordarlo ieri, nel corso della Giornata mondiale dell’Alimentazione 2011 celebrata dalla Fao, è stato il suo direttore generale Jaques Diouf ormai a fine mandato. La volatilità dei prezzi delle derrate alimentari mette a repentaglio «il diritto umano fondamentale ad avere un’alimentazione adeguata».

Si aggrava la siccità. Nuovo allarme dell’Onu

SOMALIA.
Susan Dabbous

CORNO D'AFRICA. Decretato lo stato di carestia in un’altra regione somala meridionale: Bay. Salgono a sei le aree colpite. Oltre 750mila persone potrebbero morire nei prossimi quattro mesi.

C'è Julia che ogni giorno cammina per 17 chilometri per trovare un po’ di cibo da portare a suo marito, malato, e ai suoi 6 figli, e c’è Hawa, sieropositiva, costretta a mendicare perché non ha sufficienti forze né per muoversi e tantomeno per lavorare.

Torna l’incubo aviaria. Cina e Vietnam a rischio

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Federico Tulli

IL CASO Circa 800 contagi da virus H5N1 segnalati su pollame domestico nei Paesi asiatici. Dall’inizio dell’anno in Cambogia sono morte 8 persone, l’ultima a inizio agosto. L’allarme della Fao.

Un ceppo mutato del virus dell’aviaria tiene in apprensione i Paesi nei quali l’H5N1 si è fortemente radicato dopo la sua comparsa avvenuta nel 2003 (cinque asiatici più l’Egitto). Una possibile recrudescenza dell’agente patogeno, che da quando è apparso la prima volta ha infettato 565 persone uccidendone 331, è stata ipotizzata dalla Fao che parla di «imprevedibili rischi per la salute umana».
 

Peggiora la siccità in Somalia. Fao: agire il prima possibile

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Susan Dabbous

CARESTIA. Dopo il meeting dell’Organizzazione per la cooperazione islamica di Ankara, dove sono stati stanziati 350 milioni di dollari, l’Onu sollecita gli Stati a versare il fondo da 1,6 miliardi.

Tempo di Ramadan, tempo di zakat: donazioni. Durante il mese sacro per i musulmani l’elemosina più che una scelta è un obbligo. Ovviamente più si è ricchi e più si deve sborsare. Così, in una riunione di emergenza svoltasi mercoledì scorso a Istanbul, l’Organizzazione per la Cooperazione islamica ha promesso di donare 350 milioni di dollari per alleviare la carestia in Somalia colpita dalla più grave siccità degli ultimi 60 anni.

«Nei mercati si trova solo riso, ma i prezzi sono alle stelle»

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Susan Dabbous

INTERVISTA. A margine del meeting Fao incontriamo il ministro dell’Agricoltura somalo Mohamed Nuur. «Nei villaggi più colpiti dalla carestia a spostarsi sono intere popolazioni».

Una nuova conferenza per non spegnere i riflettori sulla più grave siccità nel Corno d’Africa degli ultimi 60 anni. La Fao, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura, ha convocato ieri tutti i suoi delegati per fare il punto della situazione sugli aiuti nell’area. Tra gli interventi più significativi quello del ministro dell’Agricoltura somalo Abdullahi Agi Hassam Mohamed Nuur che abbiamo incontrato a margine del meeting.
 

Fao, gli eventi estremi minacciano le nostre foreste

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Paolo Tosatti

DOSSIER. L’agenzia dell’Onu lancia l’allarme per le conseguenze negative del climate change sugli alberi del pianeta. Tra il 2000 e il 2009 4mila catastrofi ambientali hanno abbattuto decine di milioni di tronchi.

Sono tra le principali vittime dei fenomeni meteorologici estremi e delle catastrofi naturali. Nel silenzio totale dei media e della comunità internazionale, ogni anno ne muoiono a decine, travolte da slavine, annegate sotto piogge torrenziali, colpite da tifoni e uragani, tsunami e terremoti. Anche il crescente inquinamento le minaccia da vicino, minandone la già precaria salute e compromettendone, spesso in modo irreparabile, lo sviluppo.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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