Quei tremila reclusi italiani dimenticati in Paesi stranieri

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Dina Galano

I DATI. Tutela legale e diritti non garantiti. Numeri e vicende di connazionali finiti in cella e affidati alla mediazione diplomatica.

Non tutte le detenzioni all’estero vantano il lieto fine alla Cesare Battisti, rilasciato due mesi fa e già a passeggio sulle spiagge di Rio. Sono quasi tremila gli italiani detenuti all’estero, tra enormi difficoltà nell’ottenere tutela legale e corrette informazioni sulla legislazione del Paese straniero. Secondo la banca dati della Farnesina, nel 2010 si contavano 2.935 connazionali, la maggior parte ristretta nelle prigioni dell’Unione europea.

Omissione di soccorso. Frattini: «Inchiesta Nato»

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Rossella Anitori

MIGRANTI. Dopo l’ennesima tragedia a largo di Lampedusa, la Farnesina chiede all’Alleanza atlantica di accertare la dinamica dei fatti. Il Centro Astalli: «Serve un corridoio umanitario».

Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha chiesto alla Nato di aprire un’inchiesta per fare luce su quanto accaduto nei giorni scorsi a largo di Lampedusa. Oltre un centinaio di migranti in fuga dalla Libia sarebbero morti di fame e di stenti durante la traversata e i loro corpi sarebbero stati abbandonati in mare. È quanto hanno raccontato alle autorità italiane i superstiti allo stremo delle forze: «Eravamo trecento, ma un centinaio, soprattutto donne, non ce l’hanno fatta».

Assad fiero dell’esercito. Gli attivisti: «isolatelo»

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Susan Dabbous

SIRIA. Il giorno dopo la strage il presidente siriano si congratula con i militari per l’operazione e li definisce “orgoglio nazionale”. Dure le reazioni dei Paesi europei, che però escludono un intervento.

Bisogna sapere cosa significa il Ramadan per i musulmani per comprendere fino in fondo il significato dell’offensiva del regime di Bashar al Assad che ha fatto più di 160 morti domenica scorsa, alla vigilia del mese sacro. Ramadan non è solo il mese lunare in cui si digiuna dall’alba al tramonto ricordando il profeta Maometto, ma «è il mese delle riunioni e delle feste - racconta Nazir attivista siriano della pagina youtube freedom for Syria 4566 -.

Frattini: «Ora Bengasi collabori sui migranti»

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Susan Dabbous

DIPLOMAZIA. Il ministro degli Esteri riceve il capo del Consiglio di transizione libico, Mustafà Jalil e offre aiuto militare. Ma chiede di contrastare il traffico di uomini voluto da Gheddafi.

Da un lato gli strumenti bellici e la diplomazia tradizionale, dall’altro il traffico di esseri umani e la “bomba” immigrazione che ha già provocato ferite profonde nel nostro governo e nelle relazioni bilaterali tra Italia e Francia. Prosegue su un doppio fronte la guerra tra Roma e Tripoli. Nel frasario politico i migranti diventano le mine di Gheddafi contro l’Italia, mentre le mine, quelle vere, continuano a cadere sulla Libia paralizzata da un mese di conflitto che non sembra intravedere una rapida conclusione.

Bavaglio, le critiche dell’Onu

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Piero Capponi

DIRITTI Le Nazioni Unite bocciano il disegno di legge sulle intercettazioni e invitano al ritiro o alla modifica:«Nella sua forma attuale può minare la libertà di espressione». Frattini: «Sono profondamente sconcertato»

 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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